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I vantaggi e gli svantaggi dei pianoforti verticali e a coda

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Il pianoforte a coda è probabilmente il sogno di ogni pianista o aspirante tale. Andare nel soggiorno di casa propria e trovare quel grande mobile nero lucido che ti aspetta e che attende di essere suonato solo da te è un’emozione impagabile.

Non tutti però possiamo permetterci l’acquisto di un coda, per svariati motivi, ma non c’è da temere. Ho una bella notizia: ci sono grandi pianisti che sono arrivati al livello avanzato esercitandosi solo su verticali.

Il pianoforte verticale presenta tanti fattori positivi. Ѐ adatto a chi comincia ma lo è anche per chi è più avanti negli studi. Diciamo che il pianoforte a muro perdona meno ed è molto più esigente. In questo modo ci si può esercitare con molta più severità. I passaggi che non ti vengono con precisione su un verticale possono riuscirti su un coda. Difficilmente accade il contrario.

Ricordiamoci che i pianoforti a coda sono classificabili secondo la loro lunghezza in: pianoforte 1/4 di coda (codino, quartino), pianoforte 2/4 di coda (mezza coda), pianoforte 3/4 di coda, pianoforte 4/4 di coda (gran coda). C’è una grande differenza fra ognuno di questi, soprattutto se prendiamo a paragone i quartini, ovvero i pianoforti 1/4 di coda.

Spesso questi sono più belli da vedere che da suonare/ascoltare. Un pianoforte verticale di alta qualità è superiore rispetto a un coda di bassa qualità.

I vantaggi dei pianoforti verticali

I pianoforti verticali costano di meno, occupano meno spazio e nelle stanze piccole sono ideali. I pianoforti a coda possono produrre un suono tale da non poter essere suonati mai con il coperchio aperto nei piccoli ambienti. I coda con il coperchio sollevato sono molto sensibili al tocco e ti permettono un maggiore range di dinamiche. Inoltre i coda richiedono interventi più frequenti rispetto ai verticali che sono così robusti. Sono in molti ad ignorare l’intonazione dei martelletti. Senza questo lavoro si rischia che il pianoforte inizi ad avere suoni troppo brillanti e squillanti e questo comporta il dover suonare sempre con il coperchio chiuso.

Purtroppo, pur avendo un pianoforte a coda, spesso si è costretti a suonare con il coperchio chiuso, quasi sempre per ragioni acustiche. Quindi ci si ritrova ad aver fatto un grande investimento per acquistare il pianoforte a coda senza poterlo sfruttare a dovere.

I verticali invece sono strumenti essenzialmente chiusi. Si noterà la differenza del suono di un verticale solo quando viene denudato dai pannelli che lo rivestono. Allora sembrerà di ascoltare quasi un pianoforte a coda. Tuttavia essendo chiuso si noterà di meno la poca attenzione posta sull’intonazione dei martelletti.

I verticali hanno un costo di manutenzione inferiore. Anche una “semplice” accordatura costa di meno.

Tra i verticali bisogna fare una differenza sostanziale: quelli bassi e quelli alti. Cosa cambia tra gli uni e gli altri? La lunghezza delle corde. I pianoforti bassi (es. 108 cm di altezza) possono avere dei suoni non molto soddisfacenti negli alti e spesso questo è dovuto perché la qualità di costruzione non è delle migliori. I pianoforti alti (es. 131 cm di altezza) invece sono un ottimo strumento per gli studenti. Sono invece assolutamente da escludere i pianoforti di grandi dimensioni ma antichi. Spesso ci si lascia ingannare dall’imponenza del mobile, trascurando l’età di quest’ultimo. Pianoforti verticali di oltre 50 anni possono essere un’ottima esca e possono fare gola ma… non è tutto oro quello che luccica. Spesso, ad una certa età, il valore del pianoforte è minore rispetto al costo di riparazione e sistemazione. Ѐ più vantaggioso acquistarne uno nuovo.

I vantaggi dei pianoforti a coda

I pianoforti a coda permettono una maggiore gamma dinamica. Hanno una struttura aperta (a differenza dei verticali che sono chiusi) che permette al suono di uscire liberamente e di conseguenza un suono più ricco. Permette di ottenere dei ribattuti più veloci grazie ad una meccanica più efficace (grazie al sistema della meccanica orizzontale che sfrutta la forza di gravità) e possiedono il vero pedale del piano.

Un pianoforte a coda può intimorire. Prova a pensare al tuo primo saggio di pianoforte con un vasto pubblico, tu e un pianoforte a coda. Le grandi dimensioni possono far paura ma ricordati sempre che un pianoforte a coda, generalmente, è più facile da suonare rispetto ad uno verticale. Per quanto riguarda il peso del tasto è qualcosa che può essere regolato dal tecnico che registra il pianoforte e può essere fissato praticamente a qualunque valore.

I pianoforti a coda, grazie alla loro qualità, possono farti risparmiare diverso tempo nell’acquisizione di tecnica avanzata. Alcuni passaggi virtuosistici sono più difficili da realizzare su di un verticale, per non parlare di un digitale e sono totalmente da escludere quelli che non hanno neanche i tasti pesati. Quelle sono tastiere, non pianoforti digitali.

Solo pochi pianoforti di marca mantengono il loro valore anche dopo tanti anni. Col tempo accade anche che gli oggetti preziosi come i pianoforti di marca acquistino addirittura valore. Solitamente il pianista preferisce un pianoforte usato da 2-3 anni rispetto a quello nuovo. Il nuovo è appena uscito dalla fabbrica, immacolato e col profumo ancora del legno. Tuttavia i martelletti devono ancora rodare e il suono che ne fuoriesce è piuttosto “chiuso”.

Attenzione agli investimenti. Può succedere di trovare occasioni di pianoforti buoni a prezzi stracciati. Una volta valutato che il pianoforte è in buone condizioni, solo allora, lo si può acquistare. Fai però bene i tuoi conti. Se il pianoforte è stato  pagato €1.000 ma si riesce a venderlo a €10.000 a 30 anni di distanza non si trarrà alcun profitto se l’inflazione è aumentata di 10 volte.

 

Fonte: i fondamenti dello studio del pianoforte (Chuan C. Chang)

Leggi anche: come scegliere pianoforte usato.

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