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Una furtiva lagrima. Tutti all’opera con Donizetti

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“Una furtiva lacrima negli occhi suoi spuntò…” Quante volte abbiamo sentito l’incipit di questa famosissima aria o fischiettato la magnifica melodia del tenore? Quante volte ci siamo chiesti a cosa si riferisse la famosa lacrima, ma non ci siamo mai messi a vedere la trama dell’intera opera o addirittura ad ascoltarla tutta?

L’aria è tratta dall’opera “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, e sebbene la prima rappresentazione sia di quasi 200 anni fa, l’argomento è molto attuale e parla di un amore non corrisposto: Nemorino è infatti da sempre follemente innamorato di Adina, ma malgrado i suoi goffi tentativi non riesce a conquistarla.

La trama dell’opera vedrà diverse peripezie per il giovane, che comprendono un aitante sergente che corteggia la sua amata, e un truffatore che gli venderà del vino, scambiandolo per un magico elisir che farà cadere tutte le donne ai suoi piedi.

Adina si renderà conto dell’amore che Nemorino prova per lei solo quando lui accetterà di arruolarsi nell’esercito pur di prendere dell’altro elisir per anticipare l’effetto dell’innamoramento.

Ed è proprio in questo momento che Nemorino, corteggiato da tutte le donne perché diventato ricco (grazie all’eredità di uno zio benestante) vedrà la famosa lacrima negli occhi di Adina, la quale finalmente comprenderà il grande amore che il ragazzo prova per lei.

L’introduzione, fatta da arpa e fagotto, fa calare subito l’ascoltatore in un’aura scura e malinconica (complice anche la tonalità di sib minore), e le parole di un Nemorino attonito si fanno avanti, tra l’incredulità e la speranza di poter finalmente abbracciare l’amata.

La grande apertura sulle parole “M’ama, sì m’ama lo vedo” (dove l’aria si porta alla tonalità di reb Maggiore) è un grido di speranza per tutti coloro che, in un modo o nell’altro hanno subito una delusione amorosa.

Non dimentichiamo però che Nemorino ha firmato un contratto di arruolamento: l’indomani dovrà partire con i soldati per combattere e morire in guerra. Ed ecco che sentiamo “in cielo si può morir”, frase totalmente in contrasto con l’apertura che ci regala il passaggio dalla tonalità di sib minore a sib Maggiore: questo a significare la gioia del giovane, al quale non importa nulla fuorché lo sguardo di Adina, che gli è costato tutto.

L’aria finirà con una magnifica cadenza del tenore, e una piccola coda finale nella tonalità di sib Maggiore, dove il tema è ripreso dal clarinetto e dal fagotto iniziale.

L’aria di Adina che viene dopo e il successivo duetto racconteranno il vero e proprio congiungimento tra Nemorino e Adina (la quale ricomprerà il contratto stipulato da Nemorino per andare in guerra), e i due vivranno nel villaggio insieme, felici e contenti.

L’elisir d’amore è insomma un’opera  che parla di temi che sono attuali da centinaia di anni. Le arie sono molto godibili e (cosa alquanto rara quando si parla di opera) non muore nessuno… Può essere un buon inizio per approcciarsi al mondo dell’opera, solitamente bistrattato dai musicisti solisti, ma che ha un sacco di repertorio e storie commoventi da raccontare che affondano le radici nella storia Italiana.

Pianosolo consiglia

2 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    Belissima la presentazione del brano “una furtiva lacrima” di Donizetti. Sarebbe possibile inviare lo spartito per pianoforte in pdf ? si per caso non sia possibile inviare, c’è un sito dove posso trovare lo spartito?

    la ringrazio,
    Celina

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