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Tom Hewson, Essence (2017 Cam Jazz)

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Tom Hewson, Essence (2017 Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Tom Hewson, Essence (2017 Cam Jazz)

 

Ogni volta che un artista siede al pianoforte in solitudine in colui che ascolta scaturisce la percezione di un viaggio intimo la cui partenza è una magnifica avventura dall’esito incerto, una narrazione che ricrea la sua ambientazione costantemente mentre la musica nasce, un forte pungolo all’immaginazione individuale.
Tom Hewson registra questo piano solo per Cam Jazz e lo fa su uno strumento le cui qualità sonore sono note: un Bösendorfer 280VC.

Il titolo “Essence” rimanda alla sostanza delle cose, a una non aleatorietà che implicitamente è valore, a quanto di durevole, e pertanto importante, attiene alle cose. E vogliamo leggerli così questi brani, come undici elementi basilari per comprendere la poetica di Hewson, a partire dalla title track, momento altamente contemplativo dell’intera registrazione in cui echi della poesia di Bill Evans fanno capolino nella originale scrittura di Hewson.

Sono numerosi i momenti di questo genere in “Essence”, ad esempio la track di apertura, “Constellations”, in cui è il suono stesso, nudo, libero, quasi persino indifeso, a farsi sostanza del discorso musicale, esplorazione di spazi interstellari liberi e privi di orizzonte certo, ma anche la misteriosa e quasi insondabile “Koyosan”, o “Processional”.

Ma sono presenza altrettanto essenziale anche momenti di esuberante espressione delle potenzialità ritmico percussive del pianoforte, quasi sempre alternate alla pacata riflessività degli altri brani in scaletta, come “Major Malfunction”, in cui Hewson rivela una eccellente ed icastica abilità di sviluppare un discorso melodico di senso compiuto e artisticamente efficace all’interno di strutture ritmiche piuttosto elaborate.

Degne di nota anche le tracce in cui Hewson lavora direttamente su materiale tematico di altri, certamente fonti di ispirazione sublime, come il Coltrane di “Consolation”, il Mingus di “Goodbye Pork Pie Hat” o infine il John Taylor di “Summer (Phases)”. Come ci racconta Bryan Morton nelle note di copertina di “Essence”: “Hewson e il suo gruppo si stavano preparando a un concerto con John Taylor quando il grande pianista morì improvvisamente. Il concerto si trasformò in un omaggio all’artista scomparso.”

Essence” è un disco che traccia le molteplici soluzioni che oggi il piano solo e soprattutto il camaleontico linguaggio del jazz può adottare quando ha alla base una mente creativa e intelligente, una registrazione che conferma la valenza artistica di Tom Hewson, felice presenza nel contesto musicale jazz internazionale.

Un preascolto di “Essence” è disponibile sul sito della Cam Jazz.

Tracklist: 1.Constellations; 2.Major Malfunction; 3.Consolation; 4.A false Step; 5.Goodbye Pork Pie Hat; 6.Essence; 7.Processional; 8.Dare I; 9.Koyosan; 10.Where a Stream Leads; 11.Summer Phases.

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