Home Speciali Curiosità I tasti neri del pianoforte

I tasti neri del pianoforte

9
I tasti neri del pianoforte, 3.3 out of 5 based on 6 ratings

La tastiera del pianoforte è costituita generalmente da 88 tasti. Di questi 88 tasti 52 sono bianchi, 36 sono neri.

Talvolta questi tasti neri sono fonte di preoccupazione per il principiante, non solo per la comprensione teorica della loro funzione, ma anche per la maggiore difficoltà, essendo di dimensioni minori rispetto ai tasti bianchi, nel suonarli senza commettere errori.

I tasti neri nell’ottava

Se osserviamo sulla tastiera un’ottava partendo dal Do basso al Do più alto, al suo interno vediamo 5 tasti neri. Attraverso i tasti neri creiamo i cosiddetti semitoni.

Tra due tasti bianchi, ad esempio tra Do e Re, la distanza è definita tono. Tra un tasto bianco e un tasto nero la distanza è invece quella di un semitono.

Il semitono quindi è la più piccola distanza che c’è fra un tasto e l’altro.

Ad esempio andando da Do (tasto bianco) a Do# o Reb(tasto nero).

Il nome dei tasti neri

Quali sono le note che suoniamo sui tasti neri? Come si chiamano?

Guardate lo schema:

image002

Se dal Do ci muoviamo in senso ascendente verso destra, il primo tasto nero che incontriamo alla destra del Do si chiama Do# e si legge “Do diesis”. Il secondo tasto nero si chiama Re#, il terzo tasto nero Fa#, il quarto Sol# e il quinto La#.

Come hai visto manca il Mi# e il Si#, ma questo lo vedremo fra poco.

Se però percorriamo la tastiera in senso discendente verso sinistra, i tasti neri cambiano nome. Se partiamo dal Si e andiamo verso sinistra il primo tasto che incontriamo si chiama Sib e si legge “Si bemolle”. Il secondo tasto si chiama Lab, il terzo Solb, il quarto Mib e il quinto Reb. Anche qui mancano il Dob e il Fab.

Che fine hanno fatto il Mi# e il Si#, così come il Dob e il Fab?

La risposta è che, se osservate attentamente la tastiera, queste note corrispondono a dei tasti bianchi!

Alla destra del Mi troviamo un tasto bianco che è il Fa, ma è anche il Mi#. Avete compreso il concetto?

In sintesi: spostandomi verso destra in senso ascendente il tasto alla minore distanza dal tasto di partenza sarà un diesis, se invece ci spostiamo verso sinistra in senso discendente parleremo di bemolli.

Doppi diesis e doppi bemolli

Esistono però anche i doppi diesis e i doppi bemolli.

Abbiamo un doppio diesis quando ci spostiamo di due più piccole distanze verso destra, e un doppio bemolle quando ci spostiamo delle due più piccole distanze verso sinistra.

Quindi, osservando questo tasto:

image004

possiamo dire che, a seconda del movimento che compiamo sulla tastiera, verso destra o verso sinistra, in senso ascendente o discendente,  può essere:

  • un “Fa”
  • ma anche un “Mi#”
  • o ancora un “Solbb” (Sol doppio bemolle)

Costruzione dei tasti neri

Un tempo i materiali di rivestimento dei tasti dei pianoforti più utilizzati erano l’avorio e l’ebano. Oggi si usa per lo più materiale plastico come la galalite.

Talvolta nei pianoforti digitali e in alcuni modelli acustici, i tasti neri sono progettati con caratteristiche anti-scivolo.

Le dita sui tasti neri

Chopin suggeriva ai suoi allievi nei primi esercizi di usare indice, medio e anulare, cioè secondo, terzo e quarto dito, le dita più lunghe, per suonare i tasti neri.

Questo trova un riscontro nella morfologia della mano, per cui sappiamo che il dito mignolo è più debole rispetto alle altre dita e che il pollice ha dimensioni rischiose in relazione alla dimensione ridotta del tasto nero rispetto al tasto bianco ed ha una lunghezza minore che rende più difficoltoso il raggiungimento del tasto

Questo suggerisce che anche per i tasti neri occorre valutare e prediligere una corretta diteggiatura, allo scopo di facilitarci.

image006

Tonalità coi tasti neri

Alcune tonalità che prevedono l’uso di molti tasti neri. Non lasciamoci spaventare da tanti tasti neri in una scala! A volte, sembrerà strano, possono apparire terribilmente difficili da eseguire, in realtà è maggiore la difficoltà di lettura che quella di esecuzione.

Di seguito alcune tonalità contenenti molti tasti neri nella propria scala:

  • Si maggiore (Dob maggiore)
  • Reb maggiore (Do# maggiore)
  • Solb maggiore (Fa# maggiore)
  • Lab minore
  • Sib minore (La# minore)

I tasti neri nei brani musicali

I tasti neri sono anche protagonisti di alcune composizioni scritte ad hoc, come questo Studio n.5 Op.10 di Chopin.

Non è bellissimo?

Come improvvisare musiche sui tasti neri

Generalmente improvvisiamo sui tasti bianchi perché ci risulta più semplice, ma non dobbiamo escludere la possibilità di utilizzare anche i tasti neri per delle gradevoli improvvisazioni.  Qui di seguito trovate un video tutorial. Buona visione!

video
02:37

Per ogni dubbio non esitare a lasciare un commento qui sotto.

Pianosolo consiglia

Articolo precedenteMaria Cefalà. Nel silenzio ho cambiato il mio modo di fare musica
Articolo successivoO Sole Mio – Tutorial e Spartito per Pianoforte
Marketing manager e Webmaster di Pianosolo.it, suono il pianoforte da quando avevo 11 anni. Amo la musica e la tecnologia. Per qualsiasi informazione visita la pagina dei contatti

9 COMMENTI

  1. Ciao, ho studiato pianoforte per tanti anni da bambina. Ho deciso di ricominciare. Ho un dubbio, mi sembra di ricordare che se viene indicata una nota come diesis e bemolle in una battuta, la nota continua ad essere diesis/bemolle per tutta la durata della battuta anche se non viene indicata nuovamente come tale. E’ corretto?

  2. Io ho iniziato questa fantastica avventura. Il giorno non vedo l’ora di suonare. Con scale e con musiche molto facili che mi scrive il mio professore.
    Ora mi sto allenando con terzine è un accordo dentro.
    Si chiama Etuden.12.
    Grazie per tutti i tuoi consigli.
    Li accetto volentieri.

  3. da denuncia!!!!!!!!!!!
    ma che lo chiami suonare questo? vai a tagliare le siepi.
    offendi i pianisti professionisti e i veri insegnanti.

  4. “Fra il Do e il Re non c’è un semitono, poiché la più piccola distanza andando per esempio a destra dal Do è il Do# o Reb”.

    Ma siete impazziti o cosa? Lo avete scritto voi!!! Tra il MI ed il FA non ci sono semitoni o tra il SI e il DO…dopo che ho fatto tre anni di pianoforte da piccolo e due anni di civica vengo qui e leggo queste cose…Beyer, Longo, Clementi, Bach si stanno rivoltando nella tomba…così facendo mettete in confusione anche chi vorrebbe suonare in maniera amatoriale!

  5. Salve. Da ragazza ho studiato per 10 ani il pianoforte. Mi sono esibita in saggi pianistici e le mie mani volavano sulla tastiera. Da 38 anni non suono più. Finita mamma ho riavuto il mio pianoforte ed ora che sono in pensione voglio ricominciare. Ho bisogno di un ripasso e trovo il tuo sito adatto a me. Ho ritrovato i miei libri di esercizi ed ho iniziato proprio dalle scale. Devo riacquistare l’abilità di coordinare le mani. Ho ripreso le tecniche pianistiche di Alessandro Longo e per mettermi alla prova sto studiando il minuetto di Bach dal libro “Grandi Maestri per piccole mani.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here