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Studiare uno spartito di pianoforte: il mio metodo

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Oggi vorrei condividere con voi il mio metodo personale per studiare uno spartito di pianoforte, in particolare come affronto un brano che non ho mai studiato prima.

Il metodo di studio da adottare: dipende!

Prima di metterci al pianoforte e immergerci nello studio vero e proprio del pezzo, è importante sapere i metodi di studio sono numerosi e differenti e che sicuramente alcuni sono più efficaci di altri, ma la scelta è personale e dipende da diverse variabili: le esigenze tecniche, le preferenze interpretative, e naturalmente, il motivo per cui stiamo studiando il pezzo. Che sia per puro piacere, per una lezione imminente, o per una performance, ogni situazione richiede un approccio leggermente diverso, soprattutto in termini di gestione del tempo di studio.

Familiarizzare con il pezzo

Per iniziare, il primo passo è familiarizzare con il pezzo. Questo significa due cose: ascolto e lettura. Cosa intendo? Quando parlo di ascolto mi riferisco all’esplorazione, nel caso di musica sconosciuta, di alcune esecuzioni di altri pianisti. Il nostro ascolto può darci una visione generale di come uno stesso brano viene recepito ed eseguito da differenti artisti, ma non deve essere mai un ascolto a fini imitativi e privo di filtri critici da parte nostra. Poi, prendiamo lo spartito e dedichiamo tempo a una lettura attenta, senza necessariamente sederci al pianoforte. In questo modo potremo prendere nota di elementi che potrebbero sfuggirci durante la pratica fisica: tonalità, tempo, segni di espressione e altri elementi cruciali.

Sedersi al pianoforte

Dopo aver analizzato lo spartito, possiamo finalmente sederci al pianoforte e iniziare a studiare il pezzo. Il mio suggerimento è di evitare l’errore comune di cercare di suonare il brano dall’inizio alla fine senza fermarsi. È più produttivo dividere lo spartito in sezioni, concentrando l’attenzione su ciascuna di queste prima di procedere. Inoltre, consiglio poi di iniziare a leggere il brano a mani unite il più presto possibile, poiché ciò sviluppa la capacità di lettura a prima vista, fondamentale per ogni pianista.

Elementi espressivi, diteggiatura e passaggi difficili

Anche per quanto riguarda gli elementi espressivi è importante introdurli sin dalle prime sessioni di studio. Studiamo l’interpretazione mentre studiamo le note. Ci sono alcune tecniche, come cambiare l’ottava di esecuzione o alterare la dinamica, che possono essere utili per migliorare la chiarezza e la qualità del suono.

Valutiamo anche subito la scelta della diteggiatura. Questa deve essere flessibile e adattarsi alle esigenze interpretative e alla comodità personale. È normale dover provare diverse opzioni prima di trovare quella che funziona meglio per noi.

Concentrarsi su punti specifici

Infine, quando incontriamo passaggi difficili dobbiamo utilizzare un approccio mirato alla loro risoluzione. Mai ripetere l’intero brano da capo innumerevoli volte, piuttosto è più utile concentrarsi sui punti specifici dove incontriamo difficoltà, lavorandoci intensamente finché non li abbiamo risolti..

Spero che questi consigli possano aiutarvi a migliorare il vostro metodo di studio e a esplorare con maggiore consapevolezza e creatività i capolavori del repertorio pianistico. Grazie per aver dedicato del tempo a questo articolo, e non dimenticate di iscrivervi al nostro canale per altri consigli e spunti musicali.

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