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Stefania Tallini: “Innamoratevi di quello che suonate e lo farete vostro”

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Stefania Tallini: “Innamoratevi di quello che suonate e lo farete vostro”, 5.0 out of 5 based on 1 rating

“Innamoratevi di quello che suonate e lo farete vostro” ci ha rivelato Stefania Tallini in occasione della lunga intervista che ci ha concesso per parlare di “Uneven”, registrazione che la pianista e compositrice ha realizzato in trio con Gregory Hutchinson (batteria) e Matteo Bortone (contrabbasso) e che ha dato alle stampe per i tipi della AlfaMusic. Per la sua prima registrazione in trio Stefania Tallini dunque entra in studio con questo che ha definito il “trio dei sogni” per la profonda empatia e affinità che i suoi elementi hanno sviluppato sin dal primo incontro.

E indubbiamente è un amore profondo quello che Stefania Tallini profonde generosamente nelle dodici tracce di “Uneven”, amore per la musica che ancora una volta ci guida alla scoperta di una creatività feconda in grado di esprimere tutte le sue sfumature di senso in microcosmi sonori proteiformi.

Per sua stessa definizione “Uneven” rimanda infatti al concetto di asimmetria, a una irregolarità che Stefania Tallini rende tangibile nella varietà dei linguaggi e degli stili residenti nelle sue composizioni. C’è l’America del jazz, c’è il Brasile, l’Argentina, c’è la musica colta occidentale. Ogni composizione reca traccia del vissuto personale e artistico della pianista.

Ricorrono quegli elementi che da sempre compongono lo stile peculiare di Stefania Tallini: melodie chiare ed espressive e una spiccata poliritmia che rendono ogni composizione un mondo a sé stante. La scrittura di Stefania Tallini nasce al pianoforte, ma è un abito che ben veste anche il corpo solido del trio a cui aderisce alla perfezione in virtù della sua versatilità, della sua capacità di attraversare spazi sonori molto diversi tra loro, e proprio dalla compagine del trio spicca il volo verso soluzioni impreviste e imprevedibili.

Due gli omaggi nel disco: una bellissima versione di “The nearness of you” e un’altrettanto efficace resa di “Inutil paisagem”, capolavoro di Jobim.

Da sempre innamorata dello strumento, cultrice di quella cura del suono che rende unico ogni pianista e che trova la sua esaltazione nelle ballads di “Uneven”, Stefania Tallini qui apre anche a una nuova voce, quella del Fender Rhodes, che compare nella titletrack e in “In a cave”, conferendo ai pezzi, soprattutto al secondo, un inedito colore funky.

Disco di sintesi, “Uneven” rappresenta la conferma della piena maturità artistica di Stefania Tallini.

Di questo e molto altro abbiamo parlato con l’artista in questa intervista.

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