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Spartiti per pianoforte di brani famosi

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Spartiti per pianoforte di brani famosi, 4.0 out of 5 based on 3 ratings

Esiste musica immortale che non perde mai il suo fascino e che per questo continua ad essere suonata di generazione in generazione senza mai “passare di moda”. Quali sono questi composizioni immortali? Seguimi in questo articolo per scoprirne alcune.

Per Elisa – L. V. Beethoven

    Forse è uno dei brani più eseguiti in assoluto dagli amatori, meno dai professionisti, tanto che si ascolta raramente in concerto. Tuttavia il suo effetto sul pubblico è sempre garantito. Il brano è stato composto nel 1810, in contemporanea con la nascita di un grande genio che avrebbe poi guadagnato l’appellativo di poeta del pianoforte: Chopin.

    Per Elisa non presenta grandi difficoltà tecniche se non nella parte finale (quella meno conosciuta dai non addetti ai lavori) ed è perciò un brano accessibile anche a coloro che sono ai primi anni di studio del pianoforte.

    Gymnopédie No.1 – E. Satie

      Erik Satie compose tre Gymnopédies che pubblicò in un’unica raccolta edita dal padre Alfred Satie che, tra le tante cose, era anche editore musicale.

      La Gymnopédie n.1 è la composizione più celebre tra le tre.

      Rondò alla Turca – W. A. Mozart

        La famosa Marcia turca, o più propriamente Rondò alla turca, è forse il brano pianistico del compositore salisburghese più popolare in assoluto. Ultimo movimento della Sonata per pianoforte n.11  K 331, il brano ha conquistato nel tempo una tale fama in virtù della sua orecchiabilità e dell’uso che ne è stato fatto sia per alcuni messaggi pubblicitari che nelle rielaborazioni da parte di musicisti non solo di ambito classico.

        Anche la forma del Rondò utilizzata da Mozart, con la sua struttura ciclica e appunto il ritorno continuo dell’idea musicale principale, ha contribuito alla notorietà di questa composizione.

        Notturno Op.9 no.2 – F. Chopin

          Il brano più rappresentativo della poetica e dell’estetica di Chopin fu composto tra il 1829 e il 1830. Come per altri brani di questo compositore, ne possediamo diverse versioni. Chopin stesso eseguiva spesso pubblicamente questa sua opera e ogni volta le dava un tocco di originalità inserendo ornamenti sempre diversi, senza però andare ad intaccare la struttura di fondo. Ѐ un brano che richiede una certa maturità musicale per essere eseguito correttamente ed esprimere quell’atmosfera romantica e notturna immaginata probabilmente da Chopin.

          Clair de Lune – C. Debussy

            Questo brano è la terza delle quattro composizioni che compongono la  celebre “Suite Bergamasque” di Debussy.

            “Clair de Lune” è un pezzo ispirato all’omonima poesia di Paul Verlaine e ha un carattere estremamente diverso rispetto ai due pezzi che lo precedono nella raccolta, crea un’atmosfera da sogno ricca di suggestioni che si mantiene intatta nel tempo nonostante le numerose esecuzioni.

            Studio Op.10 no.3 “Tristezza” – F.Chopin


              Non bisogna lasciarsi ingannare dall’apparente semplicità di questa incantevole melodia. Si tratta di uno Studio di Chopin contenuto nella sua Op.10 e in quanto tale raggiunge picchi elevatissimi di difficoltà. Non è semplice rendere al pianoforte con la giusta espressione la bellezza della melodia che Chopin ha composto, farla cantare alla perfezione.

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