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Sonata quasi una fantasia “Al chiaro di luna” – Beethoven

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La Sonata per pianoforte n. 14 in Do# minore “Quasi una fantasia”, Op. 27, No. 2, comunemente nota come la “Al Chiaro di Luna”, è uno dei capolavori più celebri di Ludwig van Beethoven e della letteratura pianistica.

Con Aldo Roberto Pessolano, pianista e docente di Pianosolo Maestro, affronteremo il primo tempo della Sonata.

Composta nel 1801 e pubblicata l’anno successivo con dedica alla contessa Giulietta Guicciardi, questa Sonata incanta ancora oggi per la sua bellezza evocativa e la profondità emotiva.

Il riflesso del chiarore della luna sul lago dei Quattro Cantoni

L’origine del suo titolo popolare, “Al Chiaro di Luna”, attribuito non da Beethoven ma presumibilmente dal musicologo Ludwig Rellstab, deriva dalla descrizione del riflesso del chiaro di luna sul Lago dei Quattro Cantoni, una visione che evoca immagini di tranquilla riflessione.

Manoscritto della Sonata per pianoforte n. 14 in Do# minore “Quasi una fantasia”, Op. 27, No. 2, comunemente nota come la “Sonata al Chiaro di Luna”

Struttura atipica e forma sonata

A differenza della struttura tradizionale delle sonate, che tipicamente inizia con un movimento in tempo Allegro, la Sonata al Chiaro di Luna inizia con un primo movimento in tempo adagio sostenuto e in forma sonata ma eseguito in modo atipicamente lento. Questa scelta insolita ha portato molti a speculare sul motivo per cui Beethoven abbia intitolato sia questa sonata sia la sua compagna, l’opera 27 numero 1, “Quasi una fantasia”. La struttura unica di questo primo movimento sfida le convenzioni, offrendo agli interpreti spunti per un’esecuzione ricca di sfumature.

Murray Perahia suggerisce di individuare il tempo corretto suonando il tema principale da solo, senza accompagnamento

Tempo e interpretazione

Adagio sostenuto e tempo tagliato

Nonostante l’indicazione di tempo “Adagio sostenuto” suggerisca una qualità tranquilla e riflessiva, Beethoven aggiunge anche l’indicazione “alla breve”, suggerendo un ascolto in due movimenti piuttosto che in quattro. Questa doppia indicazione ha portato a interpretazioni variegate nel corso degli anni. Murray Perahia, ad esempio, suggerisce di individuare il tempo corretto suonando il tema principale da solo, senza accompagnamento, per cogliere l’essenza del tempo desiderato da Beethoven. Tale approccio evidenzia come, nonostante la tentazione di rallentare, l’andamento debba mantenere una certa fluidità, evitando di cadere in un’eccessiva lentezza.

Il pedale nella Sonata “Al Chiaro di Luna”

Una delle indicazioni più discusse della sonata riguarda l’uso del pedale. Beethoven specifica che il pezzo debba essere suonato “senza sordino”, un termine che, se interpretato letteralmente come l’assenza di smorzatori, implica l’uso costante del pedale di risonanza. Questa indicazione richiede un approccio coscienzioso, poiché su un pianoforte moderno mantenere il pedale premuto per l’intera durata del movimento porterebbe a una confusione armonica. Tuttavia, sui fortepiani dell’epoca di Beethoven, con la loro decadenza sonora più rapida, questa tecnica poteva creare un’atmosfera eterea e coinvolgente senza sovrapposizioni armoniche indesiderate.

Piani sonori e dinamica

I tre piani sonori: basso, terzine e melodia

La Sonata “Al Chiaro di Luna” si distingue per la presenza di tre piani sonori distinti: il basso, con le sue note lunghe e profonde; l’accompagnamento in terzine, che agisce come un motore ritmico; e la melodia principale, che emerge dolcemente ma chiaramente sopra gli altri elementi. Beethoven sottolinea l’importanza di mantenere una dinamica controllata, con un’enfasi sul pianissimo per la melodia principale. Gli interpreti sono invitati a esplorare questi diversi strati con sensibilità, bilanciando delicatamente il suono per mantenere la chiarezza della tessitura musicale.

Il pianissimo voluto da Beethoven

Una tecnica suggerita per affinare questo equilibrio consiste nello studiare l’accompagnamento in terzine staccato e pianissimo. Questo metodo, raccomandato da alcuni maestri di pianoforte, aiuta a distinguere ulteriormente i piani sonori, garantendo che la melodia spicchi chiaramente contro un sottofondo delicatamente articolato.

La diteggiatura e il controllo del suono

La scelta della diteggiatura gioca un ruolo cruciale nel controllare la qualità del suono e la fluidità dell’esecuzione. Per l’accompagnamento delle terzine, ad esempio, viene inizialmente suggerito di utilizzare la diteggiatura 1-2-4 (Sol#-Do#-Mi e La-Do#-Mi) per poi passare alla 1-3-5.

Le successive diteggiature sono state accuratamente selezionate per facilitare i passaggi ed il controllo del suono. Questa scelta si dimostra particolarmente efficace nelle sezioni successive, dove la precisione nella diteggiatura contribuisce alla chiarezza della linea melodica e alla coerenza dell’accompagnamento.

Per quanto riguarda la mano sinistra, l’uso di diteggiature specifiche, come il cambio di dito su una nota tenuta, aiuta a creare una legatura più naturale tra le ottave, un effetto particolarmente desiderabile sui pianoforti moderni dove il controllo delle risonanze è più complesso rispetto ai fortepiano del periodo di Beethoven.

Un’altra considerazione riguarda l’accentuazione nelle terzine. Pensare a un accento ogni tre note, senza effettivamente suonarlo, può aiutare a mantenere la chiarezza ritmica senza appesantire il suono. Questo approccio sottile contribuisce a preservare la fluidità e la leggerezza dell’esecuzione, evitando una percezione meccanica delle terzine.

Video tutorial della prima parte

Le altre sezioni del 1° movimento della Sonata

Nella prima parte di questa guida dedicata alla Sonata “Al chiaro di Luna” di Ludwig van Beethoven, abbiamo toccato solamente le battute iniziali, svelando soltanto alcuni dei segreti che rendono questo pezzo un capolavoro senza tempo. Proseguendo nella nostra esplorazione, ci immergeremo più a fondo nell’analisi di questo brano, puntando i riflettori sulle altre sezioni, andando ad approfondire la parte tecnica ed interpretativa. Forniremo strumenti preziosi per affrontare al meglio l’esecuzione di una delle pagine più amate del repertorio pianistico.

Uno spartito unico realizzato per voi

Per facilitare lo studio e l’esecuzione della Sonata, si rende disponibile una versione particolarmente accurata dello spartito, curata da Aldo Roberto Pessolano. Questa edizione, in formato Urtext, si distingue per la sua fedeltà all’originale, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e analisi filologica. Pessolano ha infatti dedicato tempo ed energia nel ricercare il manoscritto originale della Sonata, confrontando varie fonti e interpretazioni per restituire agli interpreti un testo quanto più possibile aderente a quello che Beethoven aveva inteso.

Lo spartito della Sonata realizzato dal M° Roberto Aldo Pessolano, un grande regalo per Pianosolo.it

Il lavoro di Pessolano non si limita a una mera trascrizione nota per nota; è piuttosto un tentativo di ricostruire l’essenza stessa del pezzo, tenendo conto delle diverse revisioni e delle interpretazioni storiche. Questa edizione Urtext, realizzata per Pianosolo.it, si propone dunque come uno strumento essenziale per chiunque desideri avvicinarsi alla Sonata “Al chiaro di Luna” con l’intento di coglierne gli aspetti più autentici e profondi.

È con piacere che offriamo il download dello spartito della Sonata “Al chiaro di Luna” in versione Urtext, sperando che possa essere di ispirazione e guida per tutti coloro che, seduti al pianoforte, cercano di evocare la magia e l’emozione che Beethoven ha sapientemente inciso in queste pagine. Il download è disponibile attraverso il seguente link: “Beethoven Sonate op. 27 n. 2 (ed. Pianosolo)”.

Continuate a seguirci per la prossima parte della nostra guida, dove proseguiremo con le altre sezioni della Sonata e condivideremo consigli pratici e riflessioni interpretative per arricchire ulteriormente il vostro approccio a questo immortale capolavoro.

Per ulteriori lezioni ed approfondimenti, ti invitiamo a visitare maestro.pianosolo.it dove il Maestro Aldo Roberto Pessolano ed i Maestri Giuliano Adorno, Gaia Vazzoler, Marco Sartore (e presto anche Simone Mao) potranno guidarti in un percorso progressivo unico in Italia.

 

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2 COMMENTI

  1. È sempre un piacere seguire una lezione del Maestro Aldo Roberto Pessolano, ma questo tutorial è veramente notevole. Non sono ancora al livello di questa sonata ma la conosco e questa lezione arricchisce l’ascolto. Apprezzo in modo particolare la ricerca e l’analisi filologica che denotano la professionalità del Maestro.
    La versione Urtext è un regalo per noi studenti di Pianosolo!

  2. Siete meravigliosi, generosi,
    Grandi Maestri, … ogni Vostro video
    È un grande regalo , intriso di sapienza
    e professionalità
    Non so come ringraziarVi ❣️
    Un abbraccio a Tutti Voi
    con riconoscenza e affetto.
    Ogni bene: Giulia !!

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