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Come scegliere un brano da studiare al pianoforte

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Come scegliere un brano da studiare al pianoforte, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Quante volte ci è capitato che ultimato lo studio di un brano, quando finalmente abbiamo l’opportunità di suonare qualcosa di nuovo, andiamo nel panico. La mente si annebbia, non abbiamo idee, non ricordiamo più alcun titolo, oppure, al momento della fatidica scelta facciamo sempre quella sbagliata, affrontando pezzi lontani dalle nostre effettive capacità tecniche, musicali e interpretative. Un brano può richiedere settimane, mesi e perfino anni di studio dunque non sarebbe saggio buttare via tempo, risorse e denaro. Un fallimento colpisce e danneggia il morale e l’autostima, pregiudicando il proseguimento dello studio. Sono molti i maestri che, affidando pezzi estremamente complessi, hanno demotivato e allontanato dal pianoforte i propri allievi.

Per questo motivo ho pensato di creare una lista con 5 consigli per aiutarti a scegliere al meglio il prossimo brano da studiare:

1. Sii curioso, prendi spunto

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Se non hai idee o non hai ancora maturato conoscenze musicali, puoi guardarti intorno. Ti suggerisco di andare ai concerti, seguire pagine musicali come Pianosolo in cui sono frequentemente caricate nuove proposte, ascoltare nuovi compositori e interpreti per esempio facendo ricerche con parole chiave su Youtube, leggere riviste, frequentare comunità come forum musicali di settore.

2. Fatti consigliare

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Se stai studiando con un maestro puoi chiedere direttamente a lui. Se non hai questa fortuna puoi consultare amici musicisti o chiedere consiglio sul Web. Mi raccomando, però, di fissare dei punti di riferimento affidabili e competenti, non tutti sono “esperti” quanto sembrano.

3. Scegli un brano che ti piace

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In questa intervista a Stefano Bollani rilasciata per Pianosolo il pianista suggerisce a tutti coloro che si stanno approcciando al pianoforte di “studiare le cose che ci piacciono. Le prime cose ok sono importanti e vanno fatte ma poi approfondire per conto proprio quello che ci piace. Io da ragazzino ho scoperto Oscar Peterson ed ho iniziato a eseguirlo da solo, ascoltare i suoi dischi , non c’è nulla di male. Puoi anche cambiare gusti subito dopo ma partire da una cosa che ti piace ti permette di entrare nel mondo della musica e scoprire altro.”. La passione è il motore dell’apprendimento, accorcerai notevolmente i tempi di studio e non vedrai l’ora di rimetterti al pianoforte per fare proprio ciò che ti piace.

4. Controlla l’effettiva difficoltà

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Ovviamente non devi lasciarti prendere da facili entusiasmi. Conosco personalmente pianisti senza maestro che al primo anno di studi volevano suonare già interi concerti di Mozart oppure i complicatissimi studi di Chopin, e quando si avvicinavano a queste pietre miliari si frustravano già aprendo la prima pagina.

Bisogna quindi essere consci delle proprie capacità, abilità particolarmente ardua da conseguire nei primi anni di studio, soprattutto senza maestro, e confrontarla con il brano scelto. Le difficoltà che potrai incontrare non saranno esclusivamente tecniche, ma anche di lettura e interpretative, dovrai inoltre fare attenzione alla lunghezza del pezzo: una sonata di Beethoven, per esempio, oltre a essere impegnativa tecnicamente è molto lunga. Per completarla saranno necessarie molte ore di studio proprio per la mole di pagine da affrontare.

5. Calcola il tempo a disposizione

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Il tempo a disposizione è un altro fattore da tenere sempre presente prima di studiare un nuovo pezzo soprattutto quando esso è

  • impegnativo da leggere
  • lungo
  • tecnicamente complesso
  • di difficile interpretazione

La somma di queste variabili determinerà il tempo necessario per uscirne a testa alta. Calcola il tempo che puoi dedicare allo studio e confrontalo con il tempo a disposizione. Quando questi due valori non coincidono scegli qualcosa di più abbordabile, potrai sempre dedicartici successivamente.

Spero che questi consigli possano esserti realmente utili per migliorare il tuo approccio allo studio e conseguire risultati migliori.

Se hai domande, commenti o altri suggerimenti ti invito a scrivere qua sotto, ti risponderò prima possibile.

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4 COMMENTI

  1. OK che ne dici di una campanella di liszt (4’30”) o una hammerklavier di beethoven fatta bene? (50min)
    Tutto questo è acqua passata, diamo un occhio all’Opus Clavicembasticum di sorabji (che parolone!) [4h] o al “Beatus Vir” di un compositore di cui non ricordo il nome (11 ore)

    Più lungo, più lungo! L’anello del Nibelungo (16-17h)
    Ancora più lungo! John Cage- As slow as possible (639 anni, ma nessuna nota!)

    —–la composizione più difficile

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