Home Articoli Roland FP-30 pianoforte digitale – Focus di approfondimento

Roland FP-30 pianoforte digitale – Focus di approfondimento

7
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Roland FP-30 pianoforte digitale - Focus di approfondimento, 4.5 out of 5 based on 4 ratings

Roland FP-30 pianoforte digitale – Focus di approfondimento

Cari amici di Pianosolo, recentemente siamo stati ospiti dello spazio Roland Planet, allestito nei locali di Lucky Music a Milano, per scoprire questo pianoforte digitale “entry level” del brand giapponese.

Con Giovanni Mangione, Sales Manager di Roland Med e Andrea Bevilacqua, il Product Specialist residente nel Planet di Lucky Music, abbiamo realizzato un video dedicato all’FP-30 che troverete al termine di questo articolo, dove forniscono una descrizione di questo pianoforte digitale dotato di un prezzo di attacco: non mancano alcune esempi sonori per saggiarne le timbriche e le funzionalità a corredo.

La serie FP in pillole

Si tratta di una gamma di pianoforti digitali facenti parte della categoria Stage nel catalogo Roland, perché propongono degli alti contenuti tecnologici racchiusi in uno chassis dalle forme compatte e il peso leggero, quindi facilmente trasportabili anche su un palco. Oltre all’apripista FP-30 oggetto del nostro focus, la gamma comprende attualmente altri quattro modelli: l’FP-50 monta una meccanica proprietaria a 88 tasti graduati nel peso lungo l’estensione denominata Ivory Feel-G, dotata di simulazione dello scappamento e finitura dei tasti bianchi in avorio sintetico. La generazione sonora è la raffinata SuperNATURAL Sound, che fornisce 14 timbriche – nello specifico definite Tone – di Grand Piano, 25 Tone di piano elettrico, 18 Tone per gli archi, più altri 315 Tone di altre categorie orchestrali organizzati nel banco denominato “Other”; non manca un banco di Tone organizzato per il rispetto dello standard General MIDI, utile per la riproduzione di MIDIFile attraverso il Recorder/Player incorporato. Tra le altre caratteristiche di rilievo, segnalo il corposo menu di editing dedicato alle timbriche di pianoforte acustico, che consente di intervenire su parametri quali le simulazioni dei rumori tipici della controparte acustica come le risonanze generate dalla cassa, dal pedale Damper, dalle corde e dal rilascio del tasto (Key-Off). La sezione dedicata agli effetti comprende un blocco DSP dedicato agli ambienti (10 tipi) e un equalizzatore a quattro bande per affinare ulteriormente il suono. Tra le modalità della tastiera, segnalo la presenza di funzioni Dual e Split per combinare o stratificare fino a due timbriche. Oltre ai file MIDI, l’FP-50 consente di registrare o riprodurre anche file audio in formato Wave, con risoluzione 44,1 kHz/16 bit. L’FP-50 dispone infine di una sezione Rhythm con 90 preset e due variazioni ciascuno. L’amplificazione della diffusione sonora integrata eroga 12 watt per canale a una coppia di speaker da 8 x 12 cm. L’interazione wireless con dei device esterni nell’FP-50 può avvenire tramite l’accessorio opzionale WNA1100-RL.

 

Roland FP-60

Nel modello FP-60 è montata la meccanica proprietaria PHA-4, dotata di simulazione dello scappamento e finitura dei tasti “Ivory Feel”. Nella generazione sonora SuperNATURAL Sound spicca la polifonia che tocca le 288 note, mentre la palette timbri propone 15 Tone dedicati al pianoforte acustico, 16 varianti per il pianoforte elettrico, 11 Tone per gli archi, 15 Tone per gli organi e altrettanti per timbriche pad di stampo sintetico, infine 279 Tone “Other” comprensivi del banco nel formato GM2. Oltre al Recorder/Player per file MIDI o Audio, su questo modello è previsto il supporto al protocollo Bluetooth, per veicolare alla diffusione sonora interna dello strumento il segnale audio di dispositivi esterni compatibili. Anche l’FP-60 propone un esteso menu dedicato all’editing approfondito per le timbriche di pianoforte acustico, peraltro ben supportati nella navigazione tra i vari menu dal display LCD retroilluminato da 132 x 32 dot posto al centro del pannello comandi. L’amplificazione eroga 13 watt per canale a una coppia di speaker da 8 x 12 cm; riguardo agli ascolti, sull’FP-60 alle cuffie è abbinata la tecnologia 3D Ambience di Roland. Il modello FP-80 presenta una serie di soluzioni che estendono il range di impiego dello strumento anche al musicista intrattenitore, grazie alla presenza nelle connessioni in un ingresso microfono con effetti dedicati quali un riverbero e l’armonizzatore vocale. L’FP-80 monta la meccanica Ivory Feel-S dotata di simulazione dello scappamento, mentre la generazione sonora SuperNATURAL Piano fornisce 14 Tone per il pianoforte acustico e 25 Tone dedicati al piano elettrico, 18 Tone per gli archi, 19 Tone di organo, infine 296 Tone organizzati nel banco “Other”, compresi quelli compatibili con lo standard GM2. Anche in questo modello troviamo un ricco menu dedicato a plasmare nel dettaglio le timbriche pianistiche, mentre la sezione effetti comprende un riverbero (10 tipi) e un equalizzatore a quattro bande. Anche in questo strumento troviamo diverse modalità già viste in precedenza negli altri modelli, come quelle Dual e Split dedicate alla tastiera, oppure il Recorder/Player per file MIDI e Audio, ma l’FP-80 dispone di una sezione di accompagnamento automatico piuttosto completa: essa comprende 90 Rhythm con due variazioni ciascuno, la modalità di progressione automatica degli accordi, nonché una sezione di controllo sul pannello comandi che comprende switch per gestire lo Start/Stop, i Fill-In, l’Intro/Ending, le variazioni e molto altro. L’FP-80 fornisce fino a 25 Registration in cui salvare tutte le impostazioni preferite dello strumento per un facile richiamo, mentre l’interazione wireless con dei device esterni è praticabile tramite l’accessorio opzionale WNA1100-RL. La diffusione sonora è dotata della tecnologia Acoustic Projection di Roland, in cui una biamplificazione eroga rispettivamente 7 watt per canale a una coppia di speaker da 8 x 12 cm inseriti in un sistema bass reflex, e 6 watt per canale a due altoparlanti da 5 x 12 cm.

L’ammiraglia di questa serie è il recente FP-90, in cui troviamo il massimo in termini di tecnologia studiata da Roland riguardo alla simulazione del pianoforte: la meccanica è la PHA-50, dotata di un tasto pesato in maniera graduale lungo l’estensione e composto da un’anima in legno rivestita da uno speciale materiale plastico, con una superficie “Ivory Feel” e la simulazione dello scappamento.

La generazione sonora proprietaria che equipaggia questo strumento è la SuperNATURAL Piano Modeling, con polifonia illimitata per alcune timbriche pianistiche e il considerevole valore di 384 note per gli altri Tone. L’arsenale timbrico è composto da 15 Tone per il pianoforte acustico, 16 Tone per il piano elettrico, 11 Tone per gli archi, 15 Tone per gli organi, 15 Tone per i pad di stampo sintetico, infine 279 Tone organizzati nel banco “Other”, compresi quelli compatibili con lo standard GM2. La sezione di editing del timbro di pianoforte acustico nello specifico è denominata Piano Designer, e comprende un ricco menu di parametri, tra cui anche quello riguardanti regolazioni fini per intonazione, volume e carattere della singola nota. Anche nelle connessioni dell’FP-90 è presente una presa per collegare un microfono, ma la sezione effetti dedicata consente di selezionare blocchi distinti per un compressore, un effetto “Doubling” e l’Echo. Anche questo strumento dispone di un Recorder/Player per file audio e MIDI, delle funzioni Dual e Split tra le modalità della tastiera, infine di 30 memorie Registration per salvare tutte le impostazioni preferite.

Lo spaccato del tasto nella meccanica PHA-50

Riguardo agli ascolti, la presa cuffie dispone della tecnologia 3D Ambience, mentre la diffusione sonora dispone di una generosa biamplificazione che eroga 25 watt per canale a una coppia di speaker da 8 x 12 cm inseriti in un sistema bass reflex, e 5 watt per canale a due Dome Tweeter da 2,5 cm. In conclusione, segnalo che tutti gli strumenti della gamma FP dispongono di un vasto parco di accessori quali stand (anche in legno), pedali, cuffie o unità di memoria USB, inoltre questa serie è compatibile con le applicazioni software per l’interazione con smartphone e tablet che vedremo nel prossimo capitolo dedicato all’FP-30. Vi invito a visitare il sito internet di Roland per eventuali approfondimenti riguardo agli accessori a corredo e in opzione per la serie FP.

 

Roland FP-30

 

Roland FP-30 – Le caratteristiche

L’apripista della gamma FP è un pianoforte digitale compatto rivestito da un robusto chassis in materiale plastico disponibile nei colori nero e bianco: l’FP-30 monta stessa la meccanica PHA-4 che equipaggia il modello intermedio FP-60, mentre la generazione sonora SuperNATURAL Piano fornisce 6 Tone per il pianoforte acustico, 7 Tone per il piano elettrico e 22 Tone dedicati ad altre categorie timbriche racchiusi nel banco “Other”. Il menu di editing dedicato alle timbriche di pianoforte prevede la possibilità di attivare/escludere rispettivamente le simulazioni della risonanza delle corde, del pedale Damper e del Key-Off. La sezione effetti comprende un blocco DSP dedicato al riverbero (4 tipi) e il Brilliance regolabile su tre livelli (Mellow, Normal o Bright). Tra le altre funzioni, segnalo l’accordatura Stretch attiva di default sulle timbriche pianistiche, il Master Tuning (range tra 415.3 Hz fino a 466.2 Hz), il Transpose (range -6/+5 semitoni), il metronomo con regolazione del tempo e sei tipi di risoluzione metrica selezionabili, nonché una piccola sezione Rhythm con otto preset. Il Recorder interno dispone di una singola traccia (capacità 30.000 note circa), e consente di salvare File in formato SMF di tipo 0; l’FP-30 dispone inoltre di un Player audio per riprodurre file in formato Wave caricati su una pen drive collegata alla porta USB dello strumento. Nell’area Song dell’FP-30 sono disponibili 30 brani dimostrativi per l’esercizio o l’intrattenimento. Nelle modalità di tastiera, oltre alle canoniche funzioni Dual e Split, troviamo inoltre il modo Twin Piano dedicata alla didattica, per esecuzioni a quattro mani.

 

Il pannello comandi del Roland FP-30

 

Il pannello comandi comprende 12 switch così organizzati: partendo da sinistra troviamo il pulsante di accensione, una coppia di switch per la regolazione del volume generale, il pulsante Function, un terzetto di pulsanti per selezionare le varie categorie timbriche disponibili, lo switch per attivare la modalità Split, e due sezioni dedicate rispettivamente al controllo del metronomo e ai comandi trasporto del Recorder/Player interno. Tutti i parametri di editing sono sparsi lungo l’estensione della tastiera, e raggiungibili tramite la pressione dello switch Function e della nota assegnata al parametro desiderato. Il parco connessioni dell’FP-30 comprende due prese cuffie poste sulla sinistra del pannello frontale sotto la tastiera, rispettivamente nei formati minijack stereo da 3,5mm e jack stereo da 6,3mm, mentre nel pannello posteriore sono poste la presa per la pedaliera opzionale, la presa per il pedale sustain a corredo, la presa per l’alimentatore di rete, infine le due porte USB dedicate al collegamento della pen drive e all’interfaccia MIDI. L’FP-30 dispone di una modalità di autospegnimento impostabile dall’utente da 10 minuti fino a quattro ore; in questo modello il supporto Bluetooth è circoscritto alla trasmissione/ricezione del protocollo MIDI. Il peso dello strumento è di soli 14,1 chilogrammi. Nella dotazione dell’FP-30 troviamo i manuali, il leggio, l’alimentatore di rete e un pedale sustain, mentre tra gli accessori opzionali segnalo gli stand KS-12 e KSC-70 o la pedaliera KPD-70, in cui i tre pedali disponibili possono essere impiegati – attivando la trasmissione Bluetooth – anche per girare le pagine di uno spartito elettronico caricato su applicazioni dedicate come piaScore o Sheet Music Direct.

 

La app Roland Piano Partner 2

 

Le applicazioni software

Il brand giapponese da tempo è impegnato nel fornire un ampio supporto software per i suoi pianoforti digitali, e l’ultima realizzazione sul tema è la app Piano Partner 2: disponibile gratuitamente per piattaforme iOS e Android, questa applicazione compatibile con il protocollo Bluetooth estende le potenzialità dello strumento, per esempio fornendo l’accesso diretto alle song in ROM, visualizzandone inoltre lo spartito in un menu dedicato. Piano Partner 2 dispone inoltre di una modalità Rhythm che consente di associare anche un piccolo arranger a quei modelli come l’FP-30 sprovvisti della sezione. Tra le altre modalità previste in Piano Partner 2 segnalo il Remote Controller per gestire una serie di funzioni su alcuni pianoforti digitali compatibili, un recorder audio integrato, nonché un pratico diario dove memorizzare i propri esercizi giornalieri. Per i più piccoli (ma non solo), Piano Partner 2 offre il gioco Flash Cards, per sviluppare le capacità di ascolto e lettura della musica. Per il modelli della serie FP al top di gamma, Roland ha sviluppato la app Piano Designer: disponibile per i device iOS, questa applicazione consente di compiere delle operazioni di editing approfondito delle timbriche in remoto. Tra le altre applicazioni disponibili, segnalo l’accoppiata Air Performer e Air Recorder, dedicati a quei modelli FP dotati della chiavetta opzionale WNA-1100RL. Per altre informazioni sulle applicazioni software realizzate da Roland, vi suggerisco di vistare il sito internet dedicato.

 

Il menu Digiscore Lite della app Piano Partner 2

 

Piccolo approfondimento

Roland da tempo ha intrapreso una politica volta ad aggredire il mercato “entry level” con prodotti di qualità a un prezzo abbordabile, e l’FP-30 oggetto di questo focus è un ottimo esempio in tal senso. La meccanica PHA-4 appannaggio dei modelli intermedi della serie FP, oppure le timbriche di pianoforte dotate di un piccolo set di rumori tipici sono merce rara in questa categoria, mentre la modalità Twin Piano o il protocollo Bluetooth per interagire con applicazioni software dedicate alla didattica sono altri elementi da considerare. Ho ricevuto un esemplare dell’FP-30 qualche mese fa, per compiere delle prove con l’applicazione Piano Partner 2, e devo ammettere di essere rimasto colpito positivamente dal feeling restituito dalla meccanica PHA-4, perché il tasto presenta una bella consistenza al tocco, inoltre risponde bene eseguendo dei passaggi veloci; l’interazione con la generazione sonora è ben calibrata e la manciata di rumori tipici di contorno regalano una piccola dose di realismo che non guasta.

Un Roland FP-30 messo “a nudo” con, in primo piano, la meccanica PHA-4 Standard

Per quanto concerne la app Piano Partner 2, essa va seriamente considerata sia per lo studente, sia per il musicista che vuole “spremere a fondo” tutte le potenzialità dello strumento. Non dimentichiamoci che l’FP-30 rientra nella categoria “Stage Piano” e anche nell’uso in studio o sul palco si difende bene: la PHA-4 interagisce bene anche pilotando delle timbriche di pianoforte virtuali, ma anche in un setup essenziale l’FP-30 può ben figurare, grazie a modalità di tastiera Split/Dual che consentono di tramutarlo gestire in modo pratico una serie di timbriche interne o esterne. Cosa altro aggiungere… guardate il video dove Giovanni e Andrea mostrano alcune potenzialità dell’FP-30 fin qui descritte, poi andate a provarlo: chissà che questo pianoforte digitale dal piccolo prezzo non faccia al caso vostro. Come sempre, buon divertimento!

    Pianosolo consiglia

    7 COMMENTI

    1. Salve, io ho appena acquistato un FP30 e ho riscontrato un fastidiosissimo problema: un fruscio di fondo (cosiddetto rumore bianco) molto forte, proveniente dagli altoparlanti. Questo disturbo è costante ed indipendente dal volume impostato. In cuffia non è presente. È udibile costantemente anche mentre si suona seppur in venga coperto dalle note ovviamente. In situazioni di silenzio e senza suonare però è davvero molto fastidioso. Sul piani digitali di miei conoscenti e di altre marche non ho riscontrato questo problema. Non capisco se è in problema del mio solo esemplare o se è un problema insito in questo modello specifico.
      Qualcuno potrebbe a aiutarmi a capire di cosa si tratta? Francamente ritengo l’intensità del disturbo non accettabile e temo di cambiarlo con lo stesso modello…
      Grazie.

      • Salve,
        difficile stabilire di cosa si tratta senza poter ascoltare il difetto: se il fruscio è così fastidioso come leggo si potrebbe trattare presumibilmente di un malfunzionamento dell’esemplare in suo possesso.
        Se lo strumento è stato appena acquistato, esso è coperto da una garanzia di 24 mesi, quindi il primo passo è recarsi dal rivenditore dove è stato effettuato l’acquisto esponendo il problema, oppure contattare direttamente l’assistenza tecnica di Roland South Europe a questo link:
        http://www.roland.com/it/support/consulenza_tecnica_post-vendita

        Un saluto
        R.Gerbi

    2. ciao
      per quanto riguarda l’uso “live”, mi sembra che FP30 non abbia una vera e propria uscita line out dedicata (come ad esempio presente sul Kawai es 110 che ha un range di prezzo uguale) e quindi necessariamente si usano le uscite cuffie ed a volte questo può essere un problema collegando il piano ad un mixer in termini di suono. Come si comporta fp30 a proposito?
      grazie mille
      Paolo

      • Ciao Paolo,

        sfatiamo una “leggenda metropolitana” (in pillole): i pianoforti digitali con un’uscita su presa minijack stereo da 3,5 mm – in genere – possono essere collegati a delle cuffie o a un ingresso di linea stereo (da qui la denominazione “Phones/Line Out” che trovi spesso accanto all’uscita), perché l’impedenza si adatta secondo la connessione.
        Per contenere i costi si taglia un po’ ovunque, però a volte si torna indietro proprio per questioni di feedback dell’utenza: un esempio è proprio il Kawai, oppure la serie PX Casio, dove anche nell’entry level PX-160 sono ricomparse le uscite Line Out, ma NON per questioni tecniche, semplicemente perché l’utenza PRESUME che un’uscita audio per un duplice impiego sia “poco professionale”.
        Lascio un quesito: perché in un device Android o iOS, oppure in un sintetizzatore portatile va bene avere un’uscita Phone/Line Out e su un pianoforte digitale no?

        Conclusione: tra gli strumenti che “girano” per lo studio c’è anche un FP-30 di un amico che collego quotidianamente a un mixer: mai successo niente e il segnale è ottimo.
        L’unica accortezza – se ti dividi tra studio e palco – e dotarti di un cavo sufficientemente robusto per l’uso “on the road” (scartare come la peste i canonici cavi “a Y” per l’Hi-Fi o il multimediale casalingo).

        Un saluto
        Riccardo Gerbi

      • Difficile rispondere a certe domande, perché meccanica e suono sono elementi altamente soggettivi e non generalizzabili; in certi casi, suggerisco sempre di recarsi da un rivenditore e provarli entrambi (magari accompagnati da un esperto se si è a digiuno di nozioni a riguardo), per capire quale dei due restituisce il miglior feeling.

        Riguardo alle altre caratteristiche, entrambi i modelli dispongono di un bel parco di applicazioni gratuite a supporto, sia per modifiche ai suoni o i parametri generali, sia per quanto concerne la didattica: anche determinati “plus” oggi vanno valutati scegliendo un pianoforte digitale economico.

        Buona scelta
        Riccardo Gerbi

    LASCIA UN COMMENTO

    Please enter your comment!
    Please enter your name here