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Roberto Cipelli e Paolo Fresu L’equilibrio di Nash (Tǔk Music)

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Il titolo potrebbe apparire enigmatico, eppure questo presunto enigma si scioglie già a partire dall’ascolto della prima traccia di questo lavoro in studio firmato dal pianista e compositore Roberto Cipelli e da Paolo Fresu. Come infatti l’equilibrio di Nash nella teoria dei giochi è quella combinazione di strategie in cui ciascun giocatore effettua la migliore scelta possibile sulla base dalle aspettative di scelta dell’altro giocatore, così questo duo si muove calibrando perfettamente le sue mosse fino a raggiungere un perfetto equilibrio sonoro.

Pubblicato da Tǔk Music, label fondata proprio da Paolo Fresu, “L’equilibrio di Nash” è semplicemente un disco di musica splendida splendidamente suonata. Il repertorio è ampio e non conosce confini temporali o geografici. Il duo si muove tra pezzi celebri come Alfonsina y el mar di Ariel Ramírez, Pratical Arrangement di Sting, Coraçao vagabundo di Caetano Veloso, o ancora Lamento della Ninfa e Lasciatemi morire di Claudio Monteverdi, o Little Blue Girl, che (non a caso) chiudeva l’album Diane di Chet Baker e Paul Bley, fino ad arrivare a Chopin, con una rivisitazione del Preludio in do minore n.20 op.28.

Su questo terreno la rilettura di Roberto Cipelli e Paolo Fresu è al tempo stesso intima e appassionata, il tono coeso e sempre elevato da un afflato lirico e poetico, in una comunione di intenti che fa pensare a una voce unica. Affiora nitida la propensione ad enfatizzare le melodie dei temi, ampie, solenni nell’enunciazione, con un’estetica lineare che ne esalta la bellezza della scrittura su cui si vanno a innestare le armonizzazioni e le invenzioni del duo, una ricerca sonora raffinata e autenticamente sinergica.

Ci sono poi i pezzi originali, dalle tre “Strategie”, dove questa ricerca si spinge più avanti liberamente, in itinerari sonori più rarefatti e astratti, ma non per questo meno pregni di espressività, in linea con quella poetica del cuore che sembra pervadere tutto questo lavoro. Un’affinità musicale profonda quella tra Cipelli e Fresu, ma soprattutto un legame empatico tra uomini che tanto dona alla stessa resa musicale.

Da ascoltare in religioso silenzio e in totale abbandono, perché, come scrive Cipelli in una nota del booklet dedicata all’amico prematuramente scomparso, il batterista Billy Sechi, “La musica dovrebbe parlare da sola e bastare a se stessa nel bene e nel male…”.

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