Home Articoli Altro Riconoscere la tonalità di un brano

Riconoscere la tonalità di un brano [Guida definitiva]

0

Caro Pianosolista, benvenuto in questo articolo dedicato al riconoscimento della tonalità dei brani. Ti sei mai chiesto come capire in che tonalità è stato scritto un brano, guardando la partitura? Oggi vedremo alcune strategie per identificare la tonalità di qualsiasi brano, in maniera semplice ed efficace.
Ma prima occorre un po’ di infarinatura teorica e armonica per poter applicare con successo le mie tecniche.

Introduzione al sistema tonale

Il sistema tonale rappresenta una delle pietre miliari della musica occidentale, specialmente a partire dal XVIII secolo, abbracciando epoche che vanno dal barocco al romantico, fino ad arrivare alla modernità. Questo sistema si basa su principi armonici e melodici che organizzano i suoni intorno a una tonalità centrale, definendo così la struttura e l’identità di un brano musicale.

Cos’è la Tonalità?

La tonalità è un sistema di principi armonici e melodici che ordinano le note e gli accordi in una gerarchia di percepite relazioni, equilibri e tensioni. Può essere intesa come un insieme ordinato e gerarchico di suoni che gravitano attorno a una nota principale, detta tonica. La tonica serve come punto di riferimento per tutte le altre note della scala, che partono da questo centro tonale.
La tonalità di DO maggiore, che come tonica ha il DO, sarà costruita sulla scala maggiore di DO. Le note della scala maggiore di DO andranno a comporre tutte le note della tonalità di do maggiore.

La tonalità come mezzo espressivo

La scelta di una tonalità non è mai neutra o arbitraria; essa influisce profondamente sull’umore, sul colore e sul carattere di un brano musicale. La tonalità di Re maggiore, ad esempio, potrebbe essere scelta per le sue qualità brillanti e trionfali, mentre La minore potrebbe essere preferita per esprimere sentimenti di malinconia o introspezione.

Ma quante tonalità esistono?

Il numero effettivo di tonalità comunemente utilizzate nella musica è trenta, suddivise equamente in quindici maggiori e quindici minori. Questa precisazione si rende necessaria poiché, sebbene teoricamente esistano trentasei tonalità – considerando l’uso di doppi diesis e bemolli – la pratica comune ne adotta un numero inferiore. Ciò è dovuto alla complessità e all’impraticabilità di utilizzare tonalità che richiedono tali alterazioni estreme.

Inoltre, è importante sottolineare l’esistenza di tonalità omologhe, ovvero tonalità che, pur avendo nomi differenti, condividono gli stessi suoni. Queste tonalità omologhe riducono ulteriormente il numero di tonalità distintamente uniche a ventiquattro. Esempi notevoli includono FA maggiore e Sol bemolle maggiore, che, avendo gli stessi suoni, possono essere considerate variazioni dello stesso insieme tonale. Allo stesso modo, Re bemolle maggiore e Do diesis maggiore, così come Fa diesis maggiore e Sol bemolle maggiore, sono altre coppie di tonalità omologhe che condividono identiche configurazioni sonore.

Pertanto, sebbene teoricamente possibile identificare un numero maggiore di tonalità attraverso l’uso di alterazioni come i doppi diesis e i doppi bemolli, nella pratica musicale si tende a operare con un insieme più ristretto di tonalità per facilità di esecuzione e comprensione. La distinzione tra tonalità maggiori, minori e omologhe è fondamentale per navigare efficacemente nel vasto panorama musicale, mantenendo al contempo una coerenza pratica e teorica.

Il circolo delle quinte

Grazie al circolo delle quinte è possibile comprendere a fondo le tonalità maggiori e le relative minori, in particolare per le loro alterazioni in chiave.

Il circolo delle quinte

Le alterazioni in chiave

Come puoi vedere in figura, ciascuna tonalità ha una propria scala e precise alterazioni in chiave. La tonalità fa riferimento alla scala della tonalità di partenza. Ad esempio, la tonalità di do maggiore avrà come note solo i tasti bianchi del pianoforte, senza alterazioni.

La tonalità di lab maggiore invece avrà sib, mib, lab e reb in chiave e sarà composta dalle seguenti note:

Come avrai notato il rapporto intervallare fra le note è lo stesso, ma le note che compongono entrambe le scale sono diverse.

Alcuni suggerimenti per riconoscere la tonalità

Ed eccoci finalmente giunti ai nostri suggerimenti per riconoscere la tonalità. Si tratta in realtà di un vero e proprio vademecum, una checklist da seguire per poter individuare la tonalità di un qualsiasi spartito musicale.

  1. Osservazione delle alterazioni in chiave. Le alterazioni in chiave ti consentono di ridurre le possibilità da 30 tonalità possibili, a solo 2, dato che a seconda del numero di diesis o di bemolli puoi associare solo una tonalità maggiore oppure una minore. Ad esempio se hai 2 diesis in chiave, sarà RE maggiore oppure SI minore. Se non è stato ancora imparato il circolo delle quinte a memoria (il che comunque è raccomandabile), si può individuare la tonalità maggiore con questo sistema: per i diesis, l’ultima alterazione in chiave indica la sensibile (la nota un semitono sotto la tonica), quindi ad esempio se si ha FA# e DO#, in chiave la tonalità sarà RE maggiore; per i bemolle, la penultima alterazione è solitamente la tonica, ad esempio se si ha SIb e MIb in chiave, la tonalità sarà SIb maggiore.
  2. Maggiore o minore? Per dedurre se la tonalità è quella maggiore oppure la relativa minore, solitamente ci si rifà alle armonie che utilizza il brano, e in particolare alle cadenze situate alla fine delle frasi. In particolare bisogna osservare la presenza di cadenze che coinvolgono la dominante e la tonica della tonalità, che sono solitamente le cadenze che si trovano alla fine di periodi musicali o anche alla fine del brano. Si troverà quindi un punto del brano in cui, suonando (oppure anche solo ascoltando), si percepisce che una frase è terminata, e si andranno ad analizzare tutte le note presenti, sia nella mano destra che nella mano sinistra, per capire di che armonie si tratta. Ad esempio, se alla fine di una frase vedo che le note tra mano sinistra e mano destra sono principalmente DO, FA, e LA, e FA maggiore è una tonalità possibile del brano in base alle alterazioni in chiave, allora è probabile che la tonalità del brano sia FA maggiore.
  3.  Il ruolo della sensibile. Inoltre, particolarmente rilevante può essere osservare il comportamento della sensibile, soprattutto per le tonalità minori. Ad esempio, se abbiamo due bemolli in chiave, quindi dobbiamo capire se siamo in SIb maggiore o in SOL minore, posso confermare / escludere la tonalità di SOL minore qualora notassi la presenza della sensibile (FA#), che solitamente risolverà alla tonica (SOL), o comunque si muoverà su altre note della scala minore armonica o melodica di SOL. Se effettivamente è presente alla fine di una frase anche solo un FA# che risolve su un armonia di SOL minore, allora il brano è probabilmente in SOL minore.
  4. Osservazione di inizio e fine brano. Dato che la tonalità all’interno di un brano può cambiare anche più volte, è importante analizzare specificamente l’inizio del brano, oppure, se poco chiaro, la fine del brano. Analizzare la tonalità prendendo una frase al centro del brano solitamente non è altrettanto efficace e può condurre alla tonalità erronea.
  5. Scegli la tonalità iniziale. Qualora la tonalità iniziale fosse chiara, e la tonalità finale è altrettanto chiara, ma queste due tonalità non coincidono, di solito si prende come tonalità quella iniziale. Ad esempio se il brano inizia chiaramente in SIb minore, ma termina certamente in REb maggiore, si dirà comunque che il brano è in SIb minore.

Conclusione

Spero che questi suggerimenti possano realmente esserti utili. Ti invito a commentare il video o l’articolo, ti risponderemo con piacere chiarendo tutti i tuoi dubbi. Per ulteriori lezioni visita il nostro nuovissimo corso pianosolo maestro, il primo corso progressivo italiano per chi parte da zero.
Buono studio

 

Pianosolo consiglia

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here