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Riccardo Risaliti: “Il fine della musica è elevare gli animi”

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Riccardo Risaliti: “Il fine della musica è elevare gli animi”. Intervista

È gremita la Sala Guarneri per i concerti che Fazioli Pianoforti ha organizzato in occasione di Cremona Musica – Piano Experience 2018. L’atmosfera è di religioso silenzio, quel raccoglimento che precede sempre il piano recital di un artista di cui si attende la parola musicale come impareggiabile dono di bellezza, esperienza, saggezza.

Sul palcoscenico il maestro Riccardo Risaliti in un programma dedicato a trascrizioni della musica di Bach, come Jesus bleibet meine Freude, celebre corale di Johann Sebastian Bach, tratto dalla Cantata BWV 147 nella trascrizione di Willelm Kempff, o ancora l’altrettanto celebre Toccata e Fuga in re minore, BWV 565 nella trascrizione di Ferruccio Busoni, solo per citare alcuni dei brani eseguiti.

Un piano recital denso di suggestioni in virtù non solo del repertorio, ma soprattutto della presenza di questa figura fondamentale per il pianismo italiano: Riccardo Risaliti. Concertista, docente, studioso dell’interpretazione e della storia del pianoforte, critico, operatore musicale, revisore di testi pianistici, non c’è ambito dell’attività musicale che il maestro Risaliti non abbia toccato nel corso della sua lunga carriera.

Ha studiato al conservatorio di Firenze con Rio Nardi e Luigi Dallapiccola, frequentando poi i corsi di Carlo Zecchi e di Nikita Magaloff. Vincitore di vari premi nazionali e internazionali, ha suonato come solista e a fianco di illustri strumentisti, cantanti e complessi cameristici. È stato titolare di cattedra al conservatorio di Pesaro e, per un trentennio, al conservatorio di Milano. Fin dalla sua fondazione è docente all’Accademia Pianistica di Imola. Ha tenuto corsi e seminari di interpretazione al Festival delle Nazioni di Città di Castello, al Mozarteum di Salisburgo, a Ca’ Zenobio in Treviso, e in varie accademie e conservatori in Italia e all’estero. E’ spesso invitato nella giuria di concorsi pianistici internazionali.

Non abbiamo perso l’occasione di porgere qualche domanda al Maestro sulla sua visione musicale, sulla sua esperienza di didatta, sul patrimonio della musica colta.

Ecco la nostra intervista.

 

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