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Come ci si deve comportare in prossimità di un punto coronato (corona)

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Come ci si deve comportare in prossimità di un punto coronato (corona), 3.5 out of 5 based on 2 ratings

Uno dei segni più utilizzati in partitura è senz’altro il punto coronato (detto semplicemente corona). Questo segno ha la funzione di prolungare a piacere dell’esecutore la nota sulla quale è posizionato a piacere.

Qualche manuale ha provato ad azzardare una definizione matematica in merito affermando che la corona debba durare almeno 3 volte la durata della nota. Tuttavia questa definizione va presa con le “pinze” perché per la mia esperienza la gran parte dei musicisti prolunga la durata a piacere.

Attenzione a non commettere questo errore frequente –> Il punto coronato prolunga la nota a piacere. Questo non significa che quella nota sia da suonare a proprio piacimento. Cioè, puoi prolungarla a piacere, ma non puoi farla durare meno del proprio valore.

Se perciò trovi la corona posta sopra (o sotto è indifferente) una semibreve, significa che questa dovrà durare almeno 4/4.

Altra considerazione importante –> la nota può limitarsi a durare 4/4 senza alcun prolungamento.

Dunque possiamo dire che quando si arriva a una corona si arriva come a una sorta di chiusura di una certa sezione del brano (se si trova sull’ultima nota è a chiusura del brano stesso). Dal momento che la musica è sempre espressiva, in che modo possiamo rendere al meglio questo senso di chiusura?

Sicuramente iniziando a rallentare mano a mano che ci avviciniamo alla corona. Già, perché la musica è viva, deve parlare, deve comunicare.

video

Non è possibile percepire “agitazione” all’interno del brano senza che il numero di note aumenti, senza che le armonie non si facciano più fitte e complicate e senza che il tempo si faccia più vivace.

Viceversa quando siamo alla fine di un climax e tutto sta per finire il numero di note diminuisce, l’intensità del suono si attenua, le armonie diventano più lineari e il tempo va a diminuire.

Sta alla bravura dell’esecutore rendere al meglio tutti i tipi di sensazione che il compositore probabilmente voleva esprimere.

Tutto questo preludio per dire che quando si è in prossimità di una corona è buona abitudine iniziare a rallentare per fare in modo che la fermata non sia troppo brusca.

Nel video di oggi hai sentito un bel po’ di esempi in merito che spero ti abbiano aiutato a comprendere al meglio il concetto.

Se vuoi approfondire il discorso sull’interpretazione pianistica ti consiglio di seguire le lezioni di interpretazione dedicate dal M° Carmen Anastasio a una selezione delle composizioni dell’Album per la gioventù di Schumann.

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3 COMMENTI

  1. Cari tutti, a complemento di quanto spiegato qui aggiungo che nel repertorio classico si consiglia di aggiungere una porzione della nota scritta, vuoi la metà o un terzo del valore oppure un valore di metà del tipo di valore. Per esempio ad un quarto puntato aggiungere un ottavo e così di seguito per gli altri. Vedi le indicazioni di Schnabel in Beerhoven, tutte su questo schema. Altro punto è l’atomica, di norma si ritiene immatura la scelta di far coincidere ritardando con diminuendo o accelerando con crescendo. Si tenta spessissimo di invertire i due parametri anche se un costante ritardando durante un climax, alla lunga, diventa un tick privo di reale significato espressivo. Ecco, volevo specificare. Grazie Christian

  2. Christian
    Apprezzo molto le tue pillole di piano perché vanni dul concreto
    Bravo!
    Ma non doveva arrivare un nuovo cirso di piano?
    Io approfittsndo del covid ho iniziato ad edrcitarmi sulla lettura dei bassi, sempre con il tuo consiglio di non fare la trasposizione; ottimo spunto.
    Grazie da un 72enne

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