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Presentazione dei 19 Pezzi Facili di Bach

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Eccoci pronti ad esplorare un importante tassello formativo indispensabile per progredire efficacemente nel vostro percorso musicale. Grazie a Pianosolo, avrete libero accesso a tutorial e lezioni per ogni brano trattato, tutto a titolo gratuito. Ecco un elenco completo delle lezioni disponibili:

Bach, il “maestro supremo”, è un’icona che unisce magistralmente l’educazione musicale alla sublimità sonora. Pochi hanno saputo fare ciò come lui. Bach, in particolare, ha la capacità unica di fondere note sinergiche, funzionali, melodiche e armoniose. Non si limita a usare la mano destra per la melodia e la sinistra per l’accompagnamento, bensì impiega note con entrambe le mani. Posso assicurarvi che combinare gruppi di note e farle suonare armoniose non è così semplice come potrebbe sembrare.

Vi chiederete: perché Bach usava tutte queste note e questi ornamenti? Perché non scriveva pezzi come Chopin?

La risposta principale è che Bach precede Chopin di circa 200 anni. Bach appartiene all’epoca barocca (1600), mentre Chopin si colloca nel periodo romantico (1800), nonostante in realtà non li separino molti anni (Bach muore nel 1750 e Chopin nasce nel 1810).

In ogni epoca, i musicisti dovevano adattarsi alla corrente di pensiero prevalente e alle capacità degli strumenti dell’epoca.

Ecco perché le composizioni di Bach risuonano magnificamente su un organo o un clavicembalo piuttosto che su un pianoforte. Le melodie furono concepite per gli strumenti del tempo.

Per esempio, nel clavicembalo non troverete quasi mai semibrevi, poiché il suono di questo strumento tende a svanire dopo pochi secondi. Tenere una nota per la durata di una semibreve, spesso, risultava in un suono che cessava prima che si rilasciasse il tasto.

Per ovviare a questo limite dello strumento, Bach utilizzava gli abbellimenti. Ad esempio, usava il trillo per mantenere il suono di una semibreve.

Quindi, questi ornamenti erano un rimedio alle limitazioni degli strumenti. Servivano a prolungare e arricchire il suono. Ecco perché alcuni puristi suonano Bach senza abbellimenti, sostenendo che, con il moderno pianoforte, che non necessita di questi escamotage, gli ornamenti diventano superflui.

Tuttavia, credo che eseguire Bach con gli abbellimenti non solo favorisca lo sviluppo tecnico, ma aiuti anche a immedesimarsi nell’epoca, apprezzando quelle sottigliezze che, ammettiamolo, rendono il brano più ricco e unico. Immaginate di suonare l’invenzione a due voci n.7 senza mordenti e trilli. Perderebbe tutto il suo fascino!

Abbiamo quindi scoperto che una delle peculiarità di Bach sono gli abbellimenti.

Un’altra caratteristica distintiva delle sue composizioni è l’uso del contrappunto. Questo stile consiste nell’incorporare due o più voci indipendenti nel ritmo ma unificate nell’armonia, spesso intrecciandosi secondo regole precise.

È evidente anche in questi primi pezzi, che a prima vista possono sembrare semplici.

Prima di iniziare a studiare, è importante sapere che, se finora avete trovato una certa facilità nell’eseguire il Cesi-Marciano o alcuni esercizi di Beyer, non aspettatevi lo stesso con Bach.

Ogni brano di Bach richiede uno studio meticoloso a mani separate

, essenziale per acquisire la tecnica adeguata e assimilare efficacemente il brano.

Dedicando un’ora al giorno solo a Bach, scoprirete la sua bellezza. Molti studenti trovano Bach difficile perché non è immediato, ma la soddisfazione di suonare un suo brano, una volta superate le difficoltà, è impagabile.

Per concludere questa introduzione, vorrei parlare del non legato di Bach, una tecnica che finora non avete incontrato.

Non Legato

Bach adottava nei suoi pezzi una tecnica particolare, il non legato, che si divide in diverse scuole di pensiero:

  • La prima scuola sostiene che ogni nota di Bach vada eseguita “non legata”. Anche in assenza di un simbolo di staccato, le note vanno suonate in modo staccato. Questa interpretazione è ben evidente nel video mostrato in precedenza.
  • La seconda scuola, che io personalmente seguo, propende per un “non legato” (corrispondente ad un suono portato) solo su alcune note, come i bassi e le “arcate del violoncello”.

In questo video, il pianista distingue le note “non legate” da quelle legate. Le sei note principali del tema sono staccate, mentre i sedicesimi seguenti sono legati.

Queste sono le due principali scuole di pensiero, ma le discussioni su Bach non finiscono qui. Ci sono anche dibattiti sulla velocità.

Velocità dei pezzi di Bach

La mancanza del metronomo ai tempi di Bach ha lasciato aperta la questione sulla velocità ideale per eseguire i suoi pezzi. Ecco alcuni esempi:

video
01:40

Alcuni prediligono una velocità più vivace…

video
04:54

…mentre altri optano per velocità diverse.

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26 COMMENTI

  1. Avrei molte cose da dire, ma mi astengo volutamente dal commentare al dettaglio.
    Mi limito solo a due cose.
    La prima è sul clavicembalo. Questo strumento ha una meccanica totalmente differente da quella del pianoforte e per questo il suono è totalmente diverso. Vi consiglio la lettura di questo post https://pianosolo.it/2010/05/03/un-po-di-stori
    Non ve lo consiglio per quanto ho scritto io, quanto piuttosto per quanto ha aggiunto un noto costruttore di clavicembali in un commento, che credo chiarirà definitivamente dubbi su durata del suono e via dicendo. La dinamica di un pianoforte è notevolmente più ampia di quella di un piano.
    Una cosa è certa: la maggior parte delle composizioni di Bach sono state concepite per clavicembalo. Parlare di "tastiera" in senso lato, magari basandosi sulla traduzione di termini di lingua tedesca, è pericoloso, dà adito a equivoci.

    La seconda considerazione che vorrei fare è sull' esecuzione dei brani di Bach in generale.
    Avete mai ascoltato Glenn Gould? Gould ha stravolto molti dei tempi di Bach, ha omesso, dilatato, rarefatto, accelerato la scrittura polifonica bachiana, eppure è riconosciuto come uno dei maggiori interpreti di Bach. Perché? Perché quando ascoltiamo un'Invenzione a due voci eseguita da Gould in realtà ascoltiamo non solo il compositore Bach, ma anche l'esecutore Gould.
    Interpretare vuol dire far proprio un brano e renderlo secondo la propria sensibilità, in armonia comunque con lo spirito del compositore.
    Per questo motivo io rigetto decisamente le indicazioni dei più accaniti filologi musicali che vorrebbero Bach, e non solo Bach, eseguito in esecuzioni standardizzate, perfette nella forma, reiterate nel tempo, serializzate, metronomiche. Questa filologia accurata, se giova alla ricerca storica in campo musicale, uccide invece la musica classica, la rinchiude in una torre d'avorio in cui un'opera cessa di essere vitale.
    Invito tutti ad ascoltare le recenti esecuzioni bachiane di Ramin Bahrami, che con la sua arte ci insegna cosa vuol dire suonare Bach nel 2010.
    Trilli, mordenti, abbellimenti in generale… ma siamo certi che sia questo il problema da porsi nell'avvicinarsi a un pezzo di Bach?
    La geometria perfetta, la splendida architettura della "polifonia monodica" di Bach, non è vuota costruzione musicale, struttura matematica arida. In Bach si concentra una spiritualità, un'elevazione interiore, uno slancio di umanità, che francamente ridurre ad un trillo è abbastanza svilente. Imparare a suonare Bach non significa solo essere tecnicamente perfetti al pianoforte, significa molto di più.
    Buona musica a tutti! 🙂

    • Cara Paola relativamente alla tua prima considerazione ti consiglierei di approfondire maggiormente magari attingendo a studi quali quelli di Basso (evitiamo wikipedia che è meglio…). Bach fu un esploratore delle possibilità espressive degli strumenti a tastiera allora conosciuti e i suoi lavori DIDATTICI (Bach stesso evidenziò tale aspetto!!!) dalle Invenzioni ai Klavier-uebung I-IV ne sono la prova! ed era delle composizioni didattiche che si parlava….

      Relativamente alla seconda, premesso che non tutti considerano Gould il maggiore interprete di Bach e che anzi lo detestino proprio perché si sente Goulde non Bach, non esistono né credo esisteranno mai esecuzioni "ingessate": l'interprete non potrà non dare parte di se stesso mentre esegue…(a meno che non sia un riproduzione tipo file midi…)

      La ricerca filologica classica non uccide la musica! ma ridà il giusto valore a compositori che si vedrebbero storpiate le loro composizioni!! e Bach ne è un esempio giacché in epoca romantica, credendo di ritrovare lo spirito bachiano, se ne distorsero tanto le esecuzioni che divenne difficile ritrovare il compositore (e le edizioni di Czerny ne sono un triste esempio).

      Infine, mia cara, la spiritualità e tutto il resto di cui parli, oggi li puoi sentire proprio grazie alla ricerca filologica al tentativo di eliminare dalle composizioni di Bach ciò che è estraneo e ad intepretare in maniera più fedele le sue opere, un trillo, un mordente possono cambiare la stessa natura dell'opera (e ben lo sanno le case editrici e i revisori di edizioni urtext! e si anche le varie edizioni urtext sono diverse!!). E il "molto di più" di cui parli arriva dopo molto dopo!!

      • Caro Mike, solitamente non faccio uso di Wikipedia, dato che non considero Wikipedia una fonte attendibile su molti argomenti.
        Relativamente a Gould, non ho affermato che sia stato il maggiore interprete di Bach, bensì "uno dei maggiori", il che fa una certa differenza.
        Cos'è che ci procura piacere e coinvolgimento nell'ascoltare un brano? Di certo la materia prima: ovvero la buona musica, ma non credo che una buona musica sia costituita solo da una partitura, quanto piuttosto anche dalla sua interpretazione e questo va ad incidere su criteri di giudizio che attengono alla sensibilità individuale. Il Bach di Gould è notevolmente diverso dal Bach di Andràs Schiff, eppure io li amo entrambi e non ritengo l'uno meno bachiano dell'altro.
        Non siamo evidentemente d'accordo sul modo di recepire la musica classica, e questo è uno dei motivi per cui io amo Gould e tu no.
        Tu parli spesso, nel tuo intervento, di "recupero" di Bach, ponendo il discorso sul piano dell'aderenza dell'esecuzione alla più autentica scrittura bachiana, io facevo un discorso diverso.
        Le storpiature di epoca romantica di cui parli sono frutto dello spirito di un'epoca e ritengo che quando un'opera riesce a riflettere il tempo che attraversa, farsi strada nei secoli, a volte allontanandosi dal suo autore, altre ricongiungendosi ad esso, solo in quel caso può essere considerata vitale. Poi che ci piaccia o meno è un altro discorso, ricadiamo nella sfera del giudizio soggettivo.
        Non trovo presunzione in quanti hanno, consciamente o inconsciamente, creato una distanza dalla composizione originale.
        La musica di Bach è perfetta, senza bisogno di aggiungere o togliere nulla, e su questo siamo d'accordo mi pare, ma l'interpretazione a mio modesto parere non è costituita solo dall'anima dell'esecutore, piuttosto anche dal tempo in cui l'esecutore vive, da una serie di variabili, fra cui, non trascurabile, l'incessante bisogno di rendere quell'opera parte del mondo contemporaneo, espressione di valori che sono universali, ma al tempo stesso soggetti ad evoluzione, così com'è insito nella natura stessa dell'uomo.
        Ben venga la filologia musicale accurata, ma che non fossilizzi le composizioni in teche di cristallo intoccabili con l'inevitabile rischio della distanza con il vero destinatario dell'opera: l'uomo.
        Ma questa è solo un'opinione personale.

      • Ciao Saretta.
        La definizione è di Massimo Mila ("Breve storia della musica", Einaudi), tratta da uno dei suoi testi divulgativi.
        Affiderò la spiegazione alle parole di Casella che a proposito di Bach dice:
        "realizza il doppio miracolo di creare una melodia fatta di due o tre voci diverse sintetizzate e di dar vita accanto a questa ad una polifonia nella quale quattro o più voci formano, con la loro ferrea coordinazione, una sola voce, un solo discorso." (Casella)
        Ovviamente, semplificando al massimo, il termine POLIFONIA è riferito alla compresenza di più voci, l'aggettivo MONODICA è riferito invece proprio a questa capacità di ottenere da più voci una sola voce, un solo discorso.
        Se guardi all'architettura delle composizioni bachiane troverai un riscontro concreto di quanto scritto da Casella.

  2. ma prima di tutto il clavicembalo non ha un suono così breve 3 sec meno del pianoforte e comunque allora come la mettiamo con l'organo? bach componeva molto anche all'organo ma mi vuoi dire che quei pezzi non avevano abbellimenti? (sai l'organo non smette di suonare)
    gli abbellimenti avevano solo un fine estetico non diciamo cavolate…

    • fossi in te eviterei affermazioni così drastiche!! ti ha mai sfiorato il pensiero che forse tenere una nota per così tanto tempo risulta fastidioso mentre il trillo lo rende più piacevole??? beh provalo all'organo e poi vedi!

      inoltre giusto le Invenzioni sono per TASTIERA e non prettamente per cembalo!

      mi sa che devi studiare ancora tanto!!! ti consiglio di iniziare con le basi! per bach studia il Badura-Skoda, il Keller, il testo di A. Basso, insomma i fondamentali… e poi usa e consiglia le versioni urtext

  3. scusa Christian ma quali sono queste scuole/correnti di pensiero che citi? sai citare alcuni esponenti? quali fonti usi?
    perché io un'affernazione del tipo <<…i sostenitori di alcune correnti di pensiero suonano Bach senza gli abbellimenti. “Ora che c’è il pianoforte, che non ha bisogno di questi “escamotage” è inutile suonare gli abbellimenti!”>> non la ho mai sentita…
    anche la storia del non-legato mi pare buttata un po' male…almeno io sul mio buon Badura-Skoda – Interpretare Bach su strumenti a tastiera leggo le cose un po' diversamente…anche su tempo, ornamenti, ecc…

    • Le correnti di pensiero nascono quando non si ha la certezza su una data cosa. Infatti tutt'ora non si ha la certezza sul come suonare Bach. Tu vedi che Bach lo eseguono tutti allo stesso modo? C'è chi usa in "non legato" sempre e c'è chi lo usa solo in alcune parti, ecco le principali correnti. La fonte che ho usato per questa affermazione? LA REALTA'

      Per quanto riguarda << … i sostenitori di alcune correnti di pensiero suonano Bach senza gli abbellimenti. “Ora che c’è il pianoforte, che non ha bisogno di questi “escamotage” è inutile suonare gli abbellimenti … >> beh se non l'hai mai sentita sinceramente non è un problema mio =) .. magari se qualche volta ti fidassi di quello che scrivo.. comunque vai a pagine 220 del libro " Quello che ogni pianista deve sapere" e lo troverai scritto nell'ultimo capoverso.

      Sul non legato c'è parecchio da dire…era solo un accenno…ti pregherei di non fare polemiche quando si può evitare..

      Grazie,

      Christian

    • Ciao Gianni, ma l'ho scritto precisamente nell'articolo.. hanno 200 anni di differenza se intendiamo che Bach è del Barocco e Chopin è del Romanticismo, ma a conti fatti sono 60 anni..

      ciao

          • l'ho letto su un libro su bach negli anni 70/80 hanno trovato delle incisioni credo tipo quelle che facevano vedere nei film del pianoforti che suonavano da soli non uguali ovvio dice che sono a manovella con delle incisioni del 1760 circa di opere di bach per organo credo e sono nettamente più veloci di come vengono eseguite ora…

          • veramente io mi riferivo proprio al Badura-Skoda e non mi pare proprio che tenga conto di presunti rulli ritrovati…e mi pare che la sua discussione sul tema sia molto più variegata e non porti certo a tale conclusione… peraltro mai asserita!!!

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