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Piano City Napoli reloaded. Dal 7 al 13 settembre Napoli al pianoforte

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Piano City Napoli reloaded. Dal 7 al 13 settembre Napoli al pianoforte, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Che la musica non si potesse fermare lo abbiamo toccato con mano in varie occasioni in questi mesi in cui, al termine del lockdown dovuto all’emergenza sanitaria da Coronavirus, hanno cominciato, timidamente e tra grandi difficoltà, a ripartire le attività musicali dal vivo.

Napoli fa di più e recupera l’edizione 2020 di Piano City Napoli, originariamente in programma a fine marzo, ma annullata a causa della pandemia, che dunque si svolgerà dal 7 al 13 settembre prossimi.

Una bella sfida e un grande sforzo logistico quello degli organizzatori che permetterà di fruire di ben 145 concerti in 32 differenti location del capoluogo partenopeo e che vedrà come di consueto protagonista assoluto il pianoforte.

Dunque permane la formula del festival diffuso, ma in sicurezza, grazie alle misure anti Covid-19 che la complessa macchina del festival ha messo in campo.

Saranno infatti predilette le location all’aperto e rispettato il distanziamento tra gli spettatori.

Tutti i concerti saranno gratuiti e con prenotazione obbligatoria nominale dal sito di Piano City Napoli. L’accesso ai concerti sarà con mascherina obbligatoria e misurazione della temperatura.

Non mancheranno gli house concert, tradizionale format di Piano City, ma saranno live trasmessi sulla pagina Facebook di Piano City Napoli, secondo una formula già sperimentata a fine marzo con Aspettando Piano City Napoli 2020.

Piano City Napoli 2020 è finanziato e promosso dalla Regione Campania con il supporto della Scabec Spa nell’ambito del progetto “Creator Vesevo: in cammino tra le gemme UNESCO da Napoli a Pompei”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, dall’Associazione NapoliPiano e dalla Ditta Alberto Napolitano Pianoforti di piazza Carità. 

Rosanna Romano, Direttore generale per le Politiche culturali e Turismo Regione Campania, dichiara: “…L’itinerario  creatôr vesevo mette in rete  i siti UNESCO dal centro storico di  Napoli a Pompei, con Ercolano e Torre Annunziata rappresenta  un itinerario continuativo nel tempo che attraverso eventi dedicati come quello di “Piano City ” vuole trasferire la  conoscenza del nostro patrimonio culturale ,  l’evento nell’evento,  musica e patrimonio che diventano il modello da replicare per offrire un itinerario unico nel suo genere ai turisti ai cittadini agli studenti in un momento così difficile dove la cultura può rappresentare  oltre ad occasione di sviluppo e occupazione  soprattutto laboratorio di  convivenza civile nel rispetto delle regole anticovid su cui tutti siamo siamo chiamati ad un impegno e collaborazione ancora maggiore.”

Eleonora De Majo, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, afferma: “… Fin dal principio di questa emergenza sanitaria abbiamo creduto che fosse necessario non fermare la cultura, nutrimento delle anime e delle menti ancor di più in tempi bui come questi che stiamo vivendo, e abbiamo lavorato alacremente a trovare le nuove forme possibili. Per Piano City 2020 questo miracolo è stato possibile grazie alla collaborazione organizzativa con la storica ditta Alberto Napolitano Pianoforti di Piazza Carità e al finanziamento regionale nell’ambito del progetto ”Creator Vesevo: in cammino tra le gemme UNESCO da Napoli a Pompei.”

La direzione artistica del festival è curata dal maestro Dario Candela (sezione classica) e dal maestro Francesco D’Errico (sezione jazz), mentre il coordinamento artistico è affidato a Cristiano Bernardi.

Il programma di Piano City Napoli, le prenotazioni e le modalità di accesso al festival sono visionabili sul sito dedicato.

In attesa di conoscere dunque il cartellone della rassegna e per saperne di più, abbiamo raggiunto telefonicamente Marco Napolitano, presidente dell’Associazione NapoliPiano, e Dario Candela, pianista e direttore artistico della sezione classica del festival.

Pianosolo: Il 7 settembre taglio del nastro per questa edizione 2020 di Piano City Napoli, un’edizione alquanto travagliata data l’emergenza sanitaria che ne ha bloccato lo svolgimento a fine marzo. Come è andata e come avete recuperato il festival?

Marco Napolitano: Sì. Era tutto pronto in pratica e ci siamo bloccati a un paio di settimane dall’inizio del festival, quindi era tutto organizzato ed è stato molto complicato annullare tutto, avvisare tutti i pianisti, le location, i partners. È stata un’impresa! Ma per me l’impresa più grande è quella che stiamo compiendo adesso, cioè recuperare il festival in nuove date in una situazione epidemiologica ancora in bilico. Lo sforzo che mettiamo in atto è quello di un’implementazione dell’organizzazione ai fini della prevenzione anche durante la manifestazione e quindi con l’orgoglio di riuscire a portare la musica alle persone in un momento così difficile.

Pianosolo: Ci sono molte nuove location e il festival dura una settimana invece di tre giorni…

Marco Napolitano: Sì. Proprio nell’ottica della prevenzione e di una migliore gestione abbiamo aumentato i giorni del festival così da evitare troppi eventi nello stesso giorno, perché uno degli obiettivi che ci siamo posti da subito era proprio la necessità di tenere i concerti più sotto controllo e averne un numero inferiore al giorno ci consentiva maggiore attenzione e controllo. In secondo luogo abbiamo deciso di prediligere i luoghi all’aperto, quindi abbiamo scelto spazi all’aperto che già utilizzavamo aggiungendone di nuovi. Il nostro Piano Center tradizionalmente è il Maschio Angioino e tale rimarrà, ma quest’anno al Maschio Angioino quasi tutti i concerti saranno nel cortile, dunque all’aperto. Tra le nuove sedi all’aperto quest’anno ci sono due luoghi molto impegnati sul versante del sociale, cioè Casa Tolentino, un giardino monumentale in centro storico a Napoli gestito da una cooperativa di ragazzi e poi il Foqus – Fondazione Quartieri spagnoli, una Fondazione che lavora molto con i giovani e che dispone di un Chiostro molto bello dove organizzeremo un evento. Quest’anno Piano City Napoli sarà anche al Centro Direzionale, che ha un anfiteatro. Ci sono poi altre sedi all’aperto che già utilizzavamo come la Certosa di San Martino o la Cassa Armonica di Villa Comunale.

L’altra novità di questa edizione che è importante per la prevenzione è che tutti i concerti saranno a prenotazione obbligatoria e l’identificazione delle persone che dovessero venire senza prenotazione come indicato dalle normative. Quindi c’è un importante lavoro a livello organizzativo quest’anno che oltre alla gestione delle prenotazioni è impegnato nel distanziamento dei posti a sedere, nell’obbligo di indossare le mascherine sia all’aperto che al chiuso, nella misurazione della temperatura, nella sanificazione.

In pratica l’arrivo del pianoforte, che in altre edizioni era forse l’aspetto più importante a livello logistico, è l’ultimo in questo festival 2020, dove anzi abbiamo dovuto imparare a gestire altri elementi, ad esempio le hostess. Questo ultimo aspetto non è trascurabile, se si pensa che per ogni concerto dovremo misurare la temperatura al pubblico, identificare le persone e accompagnarle al posto assegnato avendo cura che si rispetti il distanziamento.

Inoltre, gli house concert, che erano sempre stati l’aspetto caratterizzante Piano City Napoli, saranno live trasmessi sulla pagina Facebook di Piano City Napoli, un’esperienza che abbiamo già fatto durante il lockdown a marzo, proprio in concomitanza con l’annullamento del festival

Dario Candela: Sette giorni di festival sono una scelta e una conseguenza del periodo che stiamo vivendo, infatti una concentrazione in 3 giorni di un numero elevato di concerti non sarebbe stata possibile. A questa idea a dire il vero io avevo pensato già in precedenza: allungare il festival e gestire in maniera migliore tutto, dare la possibilità al pubblico di assistere a più concerti ed evitare sovrapposizioni. Ora è diventata una necessità. Questo offre comunque la possibilità di avere più concerti serali e dare più evidenza ad alcune produzioni. Sicuramente sarà una versione di Piano City Napoli un po’ insolita. Purtroppo non saranno possibili le maratone, che da sempre sono parte importantissima di Piano City. Saranno dunque concerti singoli ed ogni concerto sarà distanziato dall’altro, essendo impossibile, come accadeva nelle precedenti edizioni, la successione continua di pianisti uno dopo l’altro. Questo mi ha costretto a posticipare ad esempio la seconda parte dell’integrale delle Sonate di Scarlatti che avevo intrapreso lo scorso anno con i Conservatori. L’importante è riconfermare la nostra presenza, che si tornino ad aprire i luoghi, ma soprattutto che torni il pianoforte, perché non se ne può fare a meno.

 

Pianosolo: Ci vuole molta forza di volontà e molto impegno nell’organizzazione di una manifestazione come Piano City Napoli. La formula del festival diffuso è forse la più ardua da realizzare alla luce delle norme di prevenzione del Covid-19. Lo avete fortemente voluto…

Marco Napolitano: Sì, siamo riusciti a mettere insieme, nonostante la situazione, 145 concerti su 32 location. Lo abbiamo fortemente voluto perché la città vive Piano City Napoli come un appuntamento ormai fisso, il pubblico lo desidera e lo apprezza molto. Inoltre il pianoforte a Napoli ha da sempre un valore importantissimo, sin dall’Ottocento, quando in città c’erano oltre 150 fabbriche di pianoforti, poi c’è l’aspetto artistico che ha sempre messo al centro il pianoforte che fa sì che il mondo pianistico risponda sempre molto bene all’invito a suonare a Napoli, sia a livello locale, che nazionale e internazionale.

Pianosolo: Qualche anticipazione sul programma?

Dario Candela: Abbiamo salvato una parte del festival che era stato programmato a marzo. L’inaugurazione sarà affidata alla pianista Anna Kravtchenko e la chiusura ad Andreas Kern che tornerà a Piano City Napoli. Le occasioni che avevo individuato per la sezione classica di marzo saranno mantenute, le celebrazioni beethoveniane e, per Napoli, anche la celebrazione mozartiana, perché quest’anno ricorre il 250simo anniversario dei viaggi di Mozart a Napoli. Dunque Mozart e Beethoven saranno i due pilastri di questa edizione per la parte classica e tutti i main concert ruoteranno intorno alla musica di questi compositori. Per la sezione jazz, curata da Francesco D’Errico, torneranno ad esempio Rita Marcotulli ed Elisabetta Serio.

Sarà dunque una versione ridotta del festival, ma per questo non meno interessante e spero che il pubblico apprezzi la programmazione perché alla fine avrà la possibilità di seguire più concerti.

Pianosolo: Un messaggio per il pubblico che verrà ai concerti di Piano City Napoli?

Marco Napolitano: Vi aspettiamo al festival in maniera responsabile. Seguite le indicazioni che vi daremo, ma soprattutto venite dopo aver prenotato, utilizzate la mascherina sempre, anche all’aperto, e rispettate il distanziamento anche in prossimità della biglietteria. Come noi abbiamo implementato molti aspetti organizzativi, chiediamo quindi al pubblico di essere responsabile così da vivere la musica in sicurezza.

Dario Candela: Sicuramente questa edizione sarà un esperimento, non so cosa aspettarmi anche solo per la modalità di accesso, numero chiuso e prenotazione, per noi è nuovo. Eravamo abituati a concerti con migliaia di persone. Speriamo che il pubblico accolga queste norme che sono di buon senso e di sicurezza.

Sono fiducioso nel fatto che il pubblico risponderà con il consueto entusiasmo. Piano City ormai è attesa e l’unica cosa che mi sento di dire al pubblico è di godersi la musica, anche a distanza di un metro l’uno dall’altro, anzi forse l’ascolto potrà risultare addirittura più piacevole.

Anche Francesco D’Errico, direttore artistico della sezione jazz di Piano City, ci offre qualche anticipazione: “PianoCityNapoli 2020, un’edizione asciutta a causa del Covid-19 ma non per questo meno interessante, attenta al talento e alle novità. Musica Jazz di qualità affidata ad artisti coerenti e innovativi. Musicisti di consolidata fama e giovani promesse. Il duo inedito Rita Marcotulli-Elisabetta Serio, e poi Andrea Pozza, Fausto Ferraiuolo, Stefania Tallini, Ettore Carucci, pianisti dallo stile solido che vanno sempre più affermandosi. E tra i più giovani il duo Lucio D’Amato-Francesco Lombardi, Marco Fiorenzano, Lello Petrarca, Ivano Leva, Antonio Castaldo, Gianpaolo Vitelli, Mariano Bellopede. Creatività, qualità e tradizione.”

Dunque, per tutti coloro che desiderino assistere ai concerti ricordiamo che la prenotazione è obbligatoria. Il programma sul sito di Piano City Napoli!

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