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Pericopes, What What (2018 Unit Records)

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Pericopes, What What (2018 Unit Records), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Pericopes, What What (2018 Unit Records)

Tra le novità discografiche di questo 2018 “What What”, a firma del duo Pericopes, con Alessandro Sgobbio al pianoforte ed Emiliano Vernizzi al sax soprano e tenore, ci sorprende con un lavoro intenso, poetico e intimo. Il tratto caratterizzante le nove tracce del cd, edito dall’etichetta Unit Records, è una profondità di visione musicale che catapulta l’ascoltatore in una dimensione in cui emozione e riflessione coesistono.

La grammatica pianistica di Sgobbio articola sillabe e periodi di senso squisitamente melodico, in una sorta di dinamico pas de deux con il sassofono di Vernizzi, talmente serrato e compatto da lasciar intendere quanto una collaborazione live e discografica di lunga durata possa incidere sulla creazione di un idioma univoco nonostante la diversità delle voci in gioco.

Quello che colpisce è la costante adesione a una sorta di poetica della cantabilità, con temi di ampio respiro, dalle fluttuazioni acquatiche delle oloturie della traccia di apertura, una sorta di onomatopeica danza marina, alle onde sonore di impressionistica memoria di “Cocteau”, o ancora nella delicata “Martyrlied” in cui il pianoforte crea una tessitura ideale nell’ostinato su cui il sax può elevare la sua linea melodica, o ancora in “Orat 69”, in cui le linee del canto si moltiplicano e la musica dei Pericopes lascia entrare aria nuova in questa grande stanza che ha creato. Per antitesi l’estrema sintesi della title track, “What What”, sembra quasi rappresentare quella parola che tutto contiene e in cui tutto è contenuto prima di essere pronunciata.

“What What” nasce tra Parigi e una residenza artistica nel Monferrato, in Piemonte, e successivamente viene registrato a Cavalicco (UD), presso lo studio Artesuono di Stefano Amerio. Tutte e nove le tracce sono permeate da questo viaggio ideale che il duo ha intrapreso, uno spirito on the road in cui il viaggio non è solo frenetica eccitazione dell’esplorazione, scoperta, ma luogo interiore in cui le forme, le immagini, il vissuto prende nuova vita, si accende di nuovi colori.

Un disco che colpisce al primo ascolto, ma su cui tornare ripetute volte per apprezzarne a pieno le innumerevoli sfumature.

Trackist: La Danse Des Holothuries; Tzukiji; Cocteau; Danza Di Kuwa; What What; Martyrlied; The Windmills Trail; Orat 29; The Windmills Trail (reprise).

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