Home Classica Per Elisa – Beethoven – Tutorial prima parte

Per Elisa – Beethoven – Tutorial prima parte

1

Oggi affronteremo un brano amato e conosciuto da tutti. Sto parlando di Per Elisa di Beethoven.

Diciamocelo, chi di noi non ha desiderato e sognato di imparare perlomeno la prima parte di questo bellissimo brano? A dire il vero, come ben sapete, il brano è piuttosto articolato. Oltre al celebre incipit esistono anche delle altre sezioni, come quella centrale, che potremmo chiamare seconda parte e che spesso rappresenta un importante scoglio. E per finire esiste anche una terza sezione, quella che potremmo chiamare ultima parte, che è quella che contiene i difficili ribattuti eseguiti dalla mano sinistra.

In questo tutorial andremo a vedere come assemblare la prima parte, come studiare la seconda e la terza parte. Ma quali sono le competenze di base per poter affrontare questo brano? Naturalmente, come abbiamo visto, la complessità del brano prevede una certa padronanza della tastiera. Però è anche vero che alcuni risultati si possono ottenere, soprattutto per quanto riguarda la prima parte, in breve tempo e soprattutto senza necessità di un’eccessiva esperienza alle spalle.

Posso ipotizzare che con circa un anno di studio del pianoforte alle spalle si possano iniziare a muovere i passi che consentiranno di eseguire la prima parte. Con ancora un po più di impegno potremo affrontare la seconda e la terza, ma la cosa più importante da ricordare che ogni difficoltà rappresenta un traguardo da raggiungere.

Mano destra

Iniziamo dunque dalla prima sezione di Per Elisa. Come tutti sapete, il brano inizia con una bellissima melodia. Questa bellissima melodia è definita sulla tastiera da un’alternanza tra un Mi naturale e un Re diesis. Questo è un intervallo di semitono che dà un sapore anche un po’ malinconico al brano. Allora da subito si può fare una scelta per quanto riguarda la diteggiatura. Le prime due note abbiamo detto sono Mi naturale e Re diesis. La scelta della diteggiatura può essere data dal fatto di usare il 4º dito sul Mi e il terzo sul Re diesis. Perché scegliere il 4º e non il 5º?  In linea generale, l’utilizzo di 4º e 3º dito conferisce maggiore stabilità.

L’utilizzo invece del 5º e 4º dito può essere funzionale per altri versi, ma a mio avviso conferisce meno stabilità. Sono due dita entrambe difficili da muovere. Allora cosa accade? Se utilizzeremo quarto e terzo dito troveremo già in automatico il pollice sul Si. Il medio sul Re, l’indice sul Do, ma dovremo poi allargare il pollice per prendere il La, l’ultima nota di questa frase. Quindi questa è una possibile soluzione.

Se vogliamo sperimentare invece la diteggiatura con il quinto e quarto dito, che comunque è frequente, troveremo per certi versi più comoda la mano, poiché non dovremo effettuare alcuno spostamento col pollice, ma, come vi accennavo, troveremo difficoltà nell’utilizzare il mignolo e l’anulare in modo ripetitivo. Una volta però superato questo scoglio troveremo indice e anulare rispettivamente già pronti sul Si e Re, medio e pollice rispettivamente sul Do e La. Quindi la scelta ancora una volta sta su quattro/tre (allargo il pollice) oppure cinque/quattro (non sposto niente). Questo, diciamo, è a mio avviso il primo punto da osservare e controllare.

Proseguendo nella lettura delle note della mano destra troveremo Do centrale, un Mi, un La e un Si che potremo realizzare tenendo la mano piuttosto larga e posizionando rispettivamente pollice, indice, anulare e mignolo su do-mi-la e si, e, a seguire, il pollice sul Mi, indice sul Sol diesis, l’anulare sul Si e mignolo sul Do. Quindi le prime tre frasi musicali, ammesso che partiamo col 4º dito, saranno così. Mi sposto sul Do centrale, allargo la mano: Do-Mi, La, Si. Mi sposto sul Mi (attenzione al sol diesis!) mi- sol diesis, Si-Do.

Per procedere ho bisogno di realizzare, come potete vedere alla battuta 4, un intervallo di un’ottava: dal Mi che ho suonato con il pollice al Mi che suonavo all’inizio del brano. Qui sarà determinante capire cosa abbiamo scelto prima. Se  ho iniziato con il 4º dito, è buona idea allargare la mano per colpire il mi acuto di nuovo con il 4º dito e ritrovarmi nella posizione iniziale. Se invece avevo iniziato col 5º, l’ottava dal Mi al Mi superiore la realizzerò con il mignolo. Attenzione, se qualcuno di voi dovesse avere una mano un po più piccolina, potrebbe avere difficoltà a fare l’allargamento tra pollice e anulare! In tal caso una buona idea è: pollice/mignolo e a quel punto suggerisco di abituarvi da subito anche nella prima frase a suonare 5º/4º con largo uso del mignolo. Con questi elementi saremo in grado già di suonare le prime otto battute con la mano destra.

Mano sinistra

Andiamo a vedere cosa ci chiede il signor Beethoven per la mano sinistra. Siamo molto fortunati perché il brano è composto in una maniera che segue degli schemi armonici piuttosto semplici. La prima armonia che ci troviamo, ovvero il primo accompagnamento che troviamo è un arpeggio fondato sulla tonalità di La minore. La minore, tra l’altro è la tonalità di impianto di questo brano. Allora la mano sinistra dovrà eseguire un’ottava sotto rispetto al Do centrale tre note: un La, un Mi è un La. Alla battuta successiva dovremo imparare a fare da subito una manovra di girata o rotazione. Devo posizionare il mignolo della sinistra sul Mi più basso, suonarlo, suonare all’ottava superiore con il pollice il Mi e a seguire utilizzare il pollice come perno per andare a eseguire il Sol diesis con il secondo dito.

Nella battuta successiva torno alla mia posizione e arpeggio di La minore. Quindi, ricapitolando, le prime tre piccole frasi della mano sinistra saranno: la – mi -la, scendo: mignolo e pollice mi – mi –  ottava -rotazione – Sol diesis e per finire La- Mi – La. Questi tre elementi li devo alternare a degli elementi della mano destra, ma andiamo direttamente a vedere a mani unite.

Nella prima battuta sono solo con la mano destra. All’inizio della seconda battuta devo suonare insieme la conclusione della frase della destra in La e l’arpeggio della sinistra in La minore, come avevamo visto. Lascio che la sinistra prosegua e quando la sinistra ha terminato devo suonare le tre note della mano destra: Do-Mi-La. Per concludere sul Si in corrispondenza del Si della mano destra, vado a suonare il MI basso con la sinistra, la mano destra ha terminato, quindi io adesso posso dedicarmi all’arpeggio con rotazione della sinistra. Terminato l’arpeggio con rotazione della sinistra, mi posizionò con la destra sul Mi ricordate Mi Sol diesis -Si, e quando arrivo al Do ecco di nuovo con la sinistra l’arpeggio di La minore.

Facciamolo di nuovo dall’inizio.

La minore alla mano sinistra, la destra fa Do-Mi-La,  in corrispondenza del Si suoneremo il Mi basso, poi ottava e rotazione con la sinistra. Continuo: Mi – Sol diesis – Si. Quando suonerò la destra ecco che eseguo il La minore della sinistra. A questo punto ho la famosa ottava con la destra e ricomincia il Giro. Sposto la sinistra. A battuta 7 la mano destra cambia: Mi – Do – Si e concludo con il La alla destra e alla sinistra il solito arpeggio di La. È anche importante, per esempio, farsi un segno nel primo arpeggio, segnarsi La minore, Nel secondo possiamo scrivere in Mi maggiore oppure Mi rotazione. Così vedrete che lo schema si ripete, si utilizzano sostanzialmente due accompagnamenti. Stiamo parlando delle prime otto battute. Attenzione alla battuta numero otto. La battuta numero otto, in alcune in alcune edizioni, prevede un segno di ripetizione, ovvero una casellina con scritto 1 e poi, al termine della battuta, una doppia stanghetta verticale che con i due puntini rimanda all’inizio del brano. In tal caso, quando arriverete la seconda volta alla battuta numero otto, non dovrete suonare la casella numero uno, ma saltarla e passare direttamente alla casella numero due, come potete vedere dall’immagine in sovraimpressione nel video.

Cominciamo a studiare questo bellissimo pezzo?

Per altre lezioni visita Pianosolo Maestro!

Pianosolo consiglia

Articolo precedenteNadia Boulanger. Il rigore e il coraggio di vivere di musica
Articolo successivoPer Elisa – Beethoven – Tutorial seconda parte

1 commento

  1. Quanto vorrei suonarla di nuovo.. Ma è passato tanto tempo. Prima.. Poi ho ripreso ma sono due anni che sono ferma.. E sono una mamma sessantenne.. Che bella musica
    . La adoro.. Bravo bravissimo.. Grazie
    Non saprei da dove cominciare.
    Meraviglioso il pianoforte ⭐⭐⭐⭐⭐❤️

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here