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Parlare d’amore con il pianoforte

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Si può parlare d’amore con il pianoforte? La musica, ormai è un concetto provato, esprime i sentimenti più profondi dell’animo umano con il suo linguaggio unico, un codice che nel rigore della sua struttura, nella geometria della sua sapiente architettura riesce a comunicare e trasmettere una infinita gamma di emozioni. E così anche l’amore, il più misterioso dei sentimenti umani, quel calderone in cui gioia e dolore, speranza e disillusione, attesa e felicità dell’incontro, abbandono e dubbio si rimescolano continuamente in un’incessante altalena che ci rende instabili, fragili eppure pienamente vivi, anche l’amore trova le sue parole nella musica. Anzi, la musica spesso sostituisce la comunicazione verbale esprimendo l’inesprimibile. Celebre è la frase dello scrittore Victor Hugo: “Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”. Oppure, rimanendo tra gli scrittori, Aleksandr Puskin ha scritto: “Tra i piaceri della vita, la musica è seconda solo all’amore. Ma l’amore stesso è musica.”

Oggi non parleremo di brani che sono stati composti a questo scopo, dedicati a donne o uomini amati, cercheremo piuttosto di scovare qualche pezzo che pur senza esplicita didascalia rimandi inequivocabilmente al nostro apparato percettivo la sensazione dell’amore.

Naturalmente questa sensazione è sempre qualcosa di estremamente soggettivo, qualcosa che alberga in ognuno di noi in forme e sembianze differenti, perciò l’invito è a connettervi con la musica e scoprire a vostra volta quale musica porta il vostro cuore lontano dalla quotidianità. Non importa il genere, non importa l’epoca storica, non è rilevante il compositore, a volte bastano poche note di una melodia e una sapiente costruzione armonica per evocare l’amore.

Immagino che immediatamente vi siano venuti in mente brani come Traumerei dalle Kinderszenen di Robert Schumann o il Liebestraum di Franz Liszt, ma proviamo a cercare altre composizioni o pezzi per parlare d’amore con il pianoforte!

Ecco la nostra playlist, ma ricordate: aspettiamo la vostra nei commenti!

F. Chopin, Studio n.7 op. 25 

Scritto in do diesis minore, questo Studio è appassionato e colmo di romanticismo e rappresenta allo stesso tempo l’esempio di come Chopin abbia trasfigurato la finalità didattica in un esemplare di bellezza unico. Lo ascoltiamo magistralmente eseguito da Beatrice Rana.

S.Rachmaninov, Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in do minore op.18

Pagina dalla scrittura ardita che richiede al pianista grande abilità tecnica e finissime capacità espressive, questo concerto per pianoforte e orchestra è colmo di pathos. Uno degli esecutori che apprezziamo per questa opera è Nikolai Luganski, qui impegnato nell’esecuzione con l’Orchestra Filarmonica di Varsavia diretta da Antoni Wit.

A. Skrjabin, Due Pezzi per la mano sinistra, op. 9

Un Preludio e un Notturno che  Scriabin affida alla mano sinistra, due andanti che introducono alla particolare atmosfera della musica di questo compositore, alla sua peculiare ricerca timbrica.

E.Morricone, Playing Love

La pianista Gilda Buttà e il violoncellista Luca Pincini interpretano questo brano che il Maestro Morricone compose per il film La leggenda del pianista sull’oceano. Qui la parola amore menzionata nel titolo pervade ogni nota della composizione.

E. Morricone, Deborah’s Theme

Ancora un brano del Maestro Morricone. Non potevamo non citare questo Deborah’s Theme che vide la luce per il film C’era una volta in America. Qui è il piano solo di Gilda Buttà, a lungo collaboratrice di Ennio Morricone, a condurci in un’atmosfera di autentico romanticismo. Nostalgia e dolcezza si incontrano nel luogo magico della musica del Maestro.

H.Arlen – E.Y.Harburg, Over the Rainbow

Da qualche parte sopra l’arcobaleno i sogni si avverano… Recita così il testo di Over the Rainbow, brano che sebbene risalente al 1939, quando fece la sua apparizione nel celebre film Il mago di Oz, continua ad emozionare i cuori delle persone in tutto il mondo. Il piano solo di Keith Jarrett dona a questa canzone di Harold Arlen (musica) e E.Y. Harburg (parole) un tocco in più di quella magia che il pezzo, un messaggio di profonda speranza, già contiene.

J.Mercer – H.Mancini, Moon River

Ricordate Colazione da Tiffany? Nel film Moon River, tema portante della colonna sonora, è una canzone che la protagonista, Audrey Hepburn canta seduta davanti alla finestra della sua casa e ci commuove, ci fa irrimediabilmente pensare all’amore. Nel video a interpretarla è il pianista jazz Brad Mehldau con il suo trio.

F.Churchill – L.Morey, Someday my Prince will Come

Il piano solo di Herbie Hancock è la voce di questa versione di Someday my Prince will Come, pezzo che fece la sua apparizione nel 1937 nel fil animato Biancaneve e i sette nani e che non tardò a diventare uno standard eseguito da musicisti e cantanti soprattutto di area jazz.

J. Mitchell, Both Sides Now

La bellezza di un pezzo è in qualche modo decretata da due fattori: la sua tenuta nel tempo e la sua capacità di preservare la sua bellezza in qualunque veste le si voglia dare. Both Sides Now è un pezzo che la cantautrice Joni Mitchell pubblicò nel suo secondo album, Clouds, del 1969. Joni Mitchell è anche una splendida poetessa e dunque bisognerebbe ascoltare anche le bellissime parole di questa canzone, ma oggi vi proponiamo la versione in piano solo di Fred Hersch. Sentite cosa si può fare con una buona canzone!

Sono certa che dopo questi ascolti traboccherete di amore! Che sia felice o infelice, che vi riempia il cuore di gioia o vi faccia piangere, alla fine è ciò che ci fa sentire vivi.

A chi dedichereste uno di questi brani? E quale soprattutto?

Ora aspetto le vostre canzoni! Cosa manca di fondamentale secondo voi a questa playlist? Scrivetemelo nei commenti!

 

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