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Nikolai Lugansky suona César Franck

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Nikolai Lugansky suona César Franck, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Nikolai Lugansky dedica la sua ultima registrazione ad alcuni capolavori della produzione pianistica di César Franck e pubblica per Harmonia Mundi un cd in cui raccoglie il Prélude, choral e fugue FWV 21, il Prélude, aria et final FWV 23, il Prélude, fugue et variation op.18 FWV 30 e il Choral pour grand orgue n.2 FWV 39 del compositore.

Il rigore e la solennità con cui Franck paga il suo tributo alla tradizione della scuola organistica francese e alla musica di Bach in queste produzioni trapassa nell’interpretazione del pianista che non abiura al pathos e all’ardore della scuola pianistica russa, piuttosto ci rende un’esecuzione di rara intensità e densa di chiaroscuri. Un Lugansky che palesemente ama Franck, ma anche Bach ( non dimentichiamo che  nel 1988 aveva vinto l’International Bach Competition di Lipsia).

L’esordio con il Prélude, choral e fugue reca nella scrittura un’aura spirituale che avvicina Franck a Bach, ma che non elude la ricerca e le influenze dei suoi contemporanei. Lugansky affronta la composizione donandole un sentimento drammatico e appassionato, trasformando le tre sezioni in una sorta di viaggio tra opposti contrastanti eppure complementari, alternando una sorta di velato ascetismo a un’intensa e profondamente umana emozione.

La variegata palette sonora, la padronanza assoluta dello strumento che riesce a dominare non solo le difficoltà oggettive della scrittura ma anche le multiformi espressioni richieste, sono gli strumenti con cui il pianista affronta anche gli altri brani, sia il Prélude, aria et final FWV 23 che il Prélude, fugue et variation op.18, quest’ultimo originariamente concepito per le sue allieve Louise e Geneviève Deslignières e scritto per pianoforte e harmonium, successivamente trasformato in pezzo per organo e dedicato a Camille Saint-Saëns e poi ancora trascritto per pianoforte da Harold Bauer, un allievo di Pederewski.

Luganski affida la chiusura di questa registrazione a Choral pour grand orgue n.2 FWV 39, composizione in cui, come scrive Denis Herlin nelle note di copertina del cd, tra le tre di quest’opera, utilizza la forma della variazione su un tema che richiama al basso reminiscenze della Passacaglia e fuga BWV 582 di Bach ma che contiene anche suggestioni lisztiane.

Una degna chiusura per un disco che ci conduce in uno splendido viaggio tra spirito e corpo, dove dal movimento di opposte pulsioni nascono meravigliosi contrasti ritmici, armonici e sonori, un metaforico specchio sui moti interiori dell’anima. Il Franck di Luganski anela a una dimensione di pura religiosità ma resta profondamente umano e per questo ci piace.

Questa produzione è stata premiata con Diapason D’Or dalla rivista Diapason nel suo numero di aprile 2020.

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