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Nikolai Lugansky, S.Rachmaninov, 24 Preludes (2018 Harmonia Mundi)

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Nikolai Lugansky, S.Rachmaninov, 24 Preludes (2018 Harmonia Mundi), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Nikolai Lugansky, S.Rachmaninov, 24 Preludes (2018 Harmonia Mundi)

La musica di Rachmaninov non ha bisogno di conoscenze culturali a mediarne il contenuto e la sostanza emotiva. Il compositore forse più di altri ci ha parlato senza filtri, attraverso le sue creazioni, in maniera diretta, inequivocabile, con un linguaggio universale e per questo intellegibile a tutti noi e di cui si fa portavoce, in questa registrazione pubblicata da Harmonia Mundi, uno dei suoi interpreti più autentici: Nikolai Lugansky.

Le parole di Rachmaninov, riportate da  Isabelle Rouard nelle note di copertina del cd: “Comporre è una parte essenziale del mio essere come respirare e mangiare; è una delle funzioni essenziali della vita. Il mio desiderio costante di comporre musica è realmente la mia necessità interiore di donare una espressione musicale ai miei pensieri”, fanno ulteriormente luce su quanto le composizioni di Rachmaninov riescano sempre a trasmettere all’ascoltatore un patrimonio sentimentale colmo di sfumature e per questo collettivo.

Lugansky registra 24 Preludi di Rachmaninov, brevi, eppure illuminanti, contenuti nelle due raccolte dell’Opera 23 e dell’Opera 32, oltre al celebre  Preludio in do diesis minore op. 3 n. 2. Le due raccolte furono scritte a distanza di tempo l’una dall’altra e, pur non essendo organizzate in tal senso, arrivano ad abbracciare l’ampia gamma delle tonalità maggiori e minori.

La brevità della forma non gioca a discapito della compiutezza del singolo Preludio. 24 piccole perle musicali, ognuna con il suo carattere, ognuna con un suo spirito, accomunate però dall’arte di Rachmaninov di creare ogni volta poderosi edifici sonori, talora  di intenso lirismo talora invece  più veementi e viscerali.

È lo spirito dell’uomo, con le sue contraddizioni e l’incessante alternanza di gioia e dolore, speranza e disillusione, nostalgia e sguardo su prospettive future, resistenza e abbandono, a parlare nei Preludi di Rachmaninov.

Nikolai Lugansky compie un atto d’amore assoluto verso questo compositore, regalandoci un’interpretazione sublime, mai sopra le righe, piuttosto dotata del grande dono della sincerità. A partire dai tempi adottati dal pianista, che sembrano gestiti interiormente e dunque vanno di pari passo con l’espressione, trattengono, trasportano, rincorrono, lasciano andare.

L’ottima qualità della registrazione permette di godere pienamente delle raffinate e sorprendenti dinamiche. Lugansky possiede un’agilità ormai acclarata al pianoforte, ma la sorregge e la rende valore raro una sublime musicalità, un suono cesellato sulla partitura, una speciale propensione a cantare le melodie con voce convincente.

È come sentire il cuore contrarsi e dilatarsi, sistole e diastole, incessante moto che chiude e apre flussi sonori.

Nel continuo mutare di atmosfere dei Preludi c’è un mondo mai univoco eppure appartenente ad un unico spirito creatore, c’è chiarezza, delicatezza ma anche veemente passione, un canto elegiaco, lirico, ma anche eroico ed epico, forse semplicemente umano, quell’umanità che non venne mai meno a Rachmaninov, che ci accomuna e che fa sì che ascoltando la sua musica tutti noi possiamo riconoscervi qualcosa che ci appartiene e di cui Lugansky con eleganza e sentita partecipazione si fa testimone oggi con la sua arte luminosa e assoluta.

Non si esce indenni da questo ascolto, piuttosto perdutamente innamorati e, come l’innamorato non sa stare lontano dall’oggetto del suo amore, così su questa musica sono sicuri ripetuti, infiniti ritorni.

Tracklist:
Prelude Op. 3 No. 2 in C sharp minor
Preludes Op. 23 Nos. 1-10 (complete)
Preludes Op. 32 Nos. 1-13 (complete)

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