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B.Bartók, Mikrokosmos – Vol. I, nn.1-6

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B.Bartók, Mikrokosmos - Vol. I, nn.1-6, 5.0 out of 5 based on 2 ratings

B.Bartók, Mikrokosmos – Vol. I, Studi 1-6

1-6: Sei melodie all’unisono

Ciascun brano adotta figurazioni ritmiche elementari, sebbene mano a mano maggiormente articolate, e proposizioni melodiche di spiccata natura vocale, come evidenziato dal fraseggio, al quale Bartok sempre dedicò una cura particolare.

Per l’esecuzione di queste linee melodiche, che si dispiegano per grado congiunto e su successioni diatoniche, oltre all’uguaglianza di tocco delle cinque dita si richiede anche un controllato equilibrio sonoro fra le due mani.

Nel primo brano la gamma di riferimento è do-sol, come si conviene a qualunque metodo pianistico per principianti. Anche la struttura formale è molto semplice: alla proposizione iniziale, di natura sospensiva, ne segue una con carattere affermativo.

Il secondo brano è costituito da due differenti frasi melodiche, ciascuna delle quali compiuta in se stessa. La frase a) si configura come ornamentazione dell’esercizio precedente, del quale mantiene l’ambito sonoro di riferimento. La frase b), invece, adotta la gamma la-mi, rievocando in tal modo l’ambito minore di La. La sua melodia è l’esatto moto contrario della frase a), partendo però dalla 3a superiore (ossia dal suono mi).

Il brano n. 3, che si svolge sulla gamma discendente la-re, è costituito dalla successione di quattro proposizioni che disegnano un unico arco tensivo che trova soluzione solo nel suono conclusivo, il Re.

La quarta delle sei “melodie all’unisono”, pur svolgendosi in un ambito assimilabile alla tonalità di Do M, adotta la gamma si-fa. L’intervallo di tritono che caratterizza i suoni estremi della melodia è uno degli elementi maggiormente caratterizzanti del Mikrokosmos e della produzione bartokiana in generale.

La prima proposizione realizza una semi-cadenza sul suono mi, 3a della triade do-mi-sol che rappresenta il polo distensivo. La seconda proposizione – che adotta, nelle prime due misure, moto contrario e inversione ritmica delle battute iniziali -, è nel suo complesso tutta protesa alla risoluzione sul suono conclusivo.

Il quinto brano si svolge sulla gamma sol-re ed esprime un ambito modale che, semplificando, possiamo ricondurre alla scala naturale di La. La struttura fraseologica inizia a presentare alcune complessità: intanto, l’asimmetria della terza e quarta proposizione (ciascuna di due misure) rispetto alle altre (che sono invece di tre misure ognuna); in secondo luogo, la struttura formale complessiva e il ruolo che rispetto ad essa gioca ogni proposizione, aspetto che rappresenta un notevole passo avanti rispetto ai brani precedenti.

Nel n. 6, diversi sono gli elementi d’interesse: ad una prima proposizione di 4 misure, con carattere sospensivo, seguono due proposizioni, l’una di sole due battute, l’altra di 3 e con incipit acefalo.

Si noti anche che sia nella coppia 1a-2a battuta, sia nella coppia 5a-6a, la seconda misura è moto contrario della prima, fatto che rimanda ad una attenta e profonda costruzione motivica anche in un contesto di assoluta semplicità. Appare fin d’ora evidente come Bartok stia progressivamente definendo gli strumenti tecnici e gli artifici compositivi che un importante ruolo costruttivo avranno nel corso dell’intera raccolta e che, pur se in modi assai differenziati, caratterizzano gran parte del primo Novecento musicale.

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