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Michel Reis, Short Stories (2019 Cam Jazz)

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Michel Reis, Short Stories (2019 Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Michel Reis, Short Stories (2019 Cam Jazz)

È un disco in piano solo questo che Michel Reis registra per Cam Jazz dall’eloquente titolo “Short Stories”, perché questo sono le quattordici tracce che lo compongono: brevi storie, rapide istantanee poetiche sul mondo.

La visione che Reis ci consegna è varia e multiforme così come lo è il vivere stesso e se è vero che il piano solo è cassa di risonanza dell’universo più intimo di un compositore, allora altrettanto variabile e sfaccettata è la sostanza che anima la sua musica.

Nessuna astrazione, cui spesso indulgono i pianisti quando si trovano faccia a faccia con lo strumento nella solitudine di uno studio, a tu per tu con l’essenza della musica, piuttosto un saldo legame con la realtà che alterna delicatezza a leggeri moti, un dinamismo discreto e mai fuori luogo, ogni pezzo cucito su misura sulla storia che narra.

Anche quei titoli che parrebbero forgiare concetti astratti trovano nella musica di Reis la concretezza dell’umanità, ad esempio “Gratitude”, sentimento che trova voce attraverso piccole pennellate timbriche, in una sorta di gentile timidezza, o nella suggestiva “Gravity and Lightness” che abbraccia un vocabolario contemporaneo meno immediato forse, eppure splendidamente efficace, o ancora “Awakening”, in cui sembra rivivere l’atmosfera di certo impressionismo.

Sospeso tra melodie di accentuata cantabilità e il territorio della ricerca, che Reis mutua dai suoi “maestri di jazz”, il materiale sonoro è sempre mobile e mai scontato.

Molte di queste tracce potrebbero considerarsi prototipo di moderne ballad destinate ad essere persino cantate e non a caso Brian Morton, che scrive le note di copertina di questo “Short Stories”, azzarda il titolo di “Somewhere Over the Rainbow” quale suggestione evocata nella track di apertura “Sunae II”.

Inutile specificare che tutte le tracce sono a firma di Reis, fatta eccezione per “Eugène and Valentina Main Theme”, scritta insieme alla video artista Catherine Shin in cui la storia che si racconta evoca quella di un soggetto cinematografico e non solo nel titolo, ma nell’andamento generale del brano.

Lo stile narrativo immediatamente materializza immagini. Reis si racconta e ci racconta senza riserve. “Goodnight”, la traccia di chiusura, è un arrivederci teneramente sospeso, come quello di chi socchiude delicatamente una porta e si volta a guardarci per conservare nella mente il ricordo del giorno appena finito. La bellezza della musica qui forse merita l’aggettivo disarmante dove lo intendiamo come qualcosa a cui ci si arrende per troppa bellezza e “Short Stories” è veramente un disco di disarmante bellezza.

Tracklist: 1.Sunae II; 2.From the Eyes of Old; 3.How It All Began (The Story of Mr.Potes); 4.Monologue; 5.Could I see You Again; 6.Gratitude; 7. Road to Dilijan; 8.Gravity and Lightness; 9.Tales of Oleander; 10.Eugène and Valentina Main Theme; 11.Awakening; 12.Eleni (For Eleni Karaindrou); 13.Bells; 14.Goodnight

 

 

 

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