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Il duo Marchegiani-Schiavo con la Royal Philarmonic Orchestra

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Il duo Marchegiani-Schiavo con la Royal Philarmonic Orchestra, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Dopo Schubert e Brahms, ad ispirare il duo pianistico formato da Sergio Marchegiani e Marco Schiavo è Mozart. Al centro della registrazione pubblicata da Decca e registrata a Londra con la Royal Philarmonic Orchestra diretta da Gudni A. Emilsson ci sono infatti due concerti mozartiani, il Concerto K 242 e il Concerto K 365 nella versione per due pianoforti.

Un Mozart giovane, ventenne a Salisburgo, che mostra la sua predilezione per il neonato pianoforte e leviga la sua scrittura sui destinatari, i frequentatori degli eleganti salotti cittadini. Un Mozart dunque che profonde grazia e leggerezza, un’atmosfera che il duo propone assecondandone le evoluzioni, con rara limpidezza di esecuzione e un gioco delle parti che non può non far correre il pensiero al gusto tutto teatrale dell’arte mozartiana.

Forse nulla è più complesso del nitore, della adamantina esposizione del fitto e rigoroso tessuto della scrittura mozartiana, una chiarezza che mai dovrebbe favorire una meccanica perfetta a discapito dell’espressione della variegata palette sentimentale mozartiana. Il duo Schiavo-Marchegiani ci rende una interpretazione impeccabile di questi capolavori nella loro perfezione.

La sensazione di gioco, divertimento, affiatamento e profonda complicità tra i due strumenti solisti nel Concerto K365 – dichiarano Sergio Marchegiani e Marco Schiavo – una chiara trasposizione in musica del rapporto che legava Mozart alla sorella Nannerl negli anni dell’infanzia e della prima giovinezza, sono gli aspetti principali sui quali abbiamo costruito la nostra interpretazione. Non solo. Il dialogo e lo scambio continuo, la leggerezza, il sorriso, talvolta la dimensione dello scherzo che scaturisce da queste pagine sono gli elementi che caratterizzano il nostro modo di fare musica insieme e riflettono la nostra esperienza professionale con singolare precisione”.

La registrazione offre inoltre all’ascolto il Concerto per pianoforte a quattro mani di Leopold Kozeluch, compositore che intersecò la sua esistenza con quella di Mozart e che anzi, come scrive Massimo Rolando Zegna nelle note di copertina del cd, “divenne un pericoloso competitor di Mozart nella Vienna del tempo”. Ed è proprio la Vienna dell’epoca che traspare dalla scrittura agile e schietta di Kozeluch, la sua inclinazione a una musicalità lineare e in grado di assecondare il gusto locale.

ph_Giulia Sirolli

Anche alle prese con la musica di Kozeluch quello che percepiamo è l’equilibrio assoluto del duo pianistico che conduce il gioco musicale in scioltezza anche nel quattro mani e permette la riscoperta di una composizione poco eseguita ma di estremo interesse.

Una conferma dunque questa ennesima prova di Marchegiani-Schiavo arricchita dall’intervento dell’eccellente Royal Philarmonic Orchestra.

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