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L’ora di pianoforte per adulti. Un corso pratico per principianti di Giulietta Capriotti

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Se qualcuno vi dice che da adulti non è possibile imparare a suonare il pianoforte non credetegli! Studio, costanza e soprattutto volontà sono gli elementi necessari per acquisire gli strumenti indispensabili a mettere le mani sul nostro amato strumento, se poi a questi elementi aggiungiamo un buon supporto metodologico allora ce la possiamo fare. A venirci in aiuto in questa direzione è “L’ora di pianoforte per adulti”, un volume che la pianista e didatta Giulietta Capriotti pubblica per i tipi delle Edizioni Curci.

Il volume offre all’allievo adulto principiante un percorso di avviamento allo studio del pianoforte che si contraddistingue per la sua progressività e per l’affiancamento della pratica musicale, sin dagli inizi, agli aspetti puramente teorici del discorso musicale. Forte della sua lunga esperienza di insegnante di pianoforte e propedeutica musicale, Giulietta Capriotti propone un iter di apprendimento che guida l’allievo adulto passo dopo passo nell’acquisizione dei principi teorici e nella loro pratica concreta al pianoforte grazie alla presenza, nel volume, accanto a studi ed esercizi di noti didatti, di brani conosciuti e riconoscibili. Anche nella scelta degli studi l’autrice predilige quelli con un carattere melodico più marcato per mantenere viva l’attenzione dello studente.

La grafica del volume è ideata e realizzata con l’intento di facilitare l’allievo nella consultazione, dunque presenta visivamente caratteri grandi e di immediata leggibilità. Per ogni brano e per ogni studio Giulietta Capriotti ha lasciato un’indicazione che sottolinea un aspetto particolare a cui prestare attenzione nell’esecuzione.

Un ulteriore supporto allo studio sono le tracce audio online relative ai brani e agli studi contenuti nel volume, che sono eseguiti a velocità moderata e che consentono all’allievo, attraverso l’ascolto, di comprendere l’andamento del brano ed eventualmente di imparare anche per imitazione.

Il volume sarà molto utile non solo a quegli adulti che scelgono di studiare con un insegnante, ma anche all’autodidatta che desidera intraprendere questo percorso.

Ne abbiamo parlato con Giulietta Capriotti nella nostra intervista.

Paola Parri: L’ora di pianoforte per adulti si rivolge, come indica molto chiaramente il titolo, a un pubblico che per età probabilmente non ha la facilità e l’immediatezza del processo di apprendimento di un piccolo pianista. Partirei dunque da una domanda generale. Un adulto può imparare a suonare il pianoforte? Quali possono essere i risultati attesi?

Giulietta Capriotti: Sicuramente l’adulto può avvicinarsi al pianoforte, anzi se ha questo desiderio e questa passione deve farlo senza farsi remore, senza porsi dei limiti, perché si può imparare a suonare a qualsiasi età. Certamente quei meccanismi che nel bambino sono automatici nell’adulto che si avvicina allo strumento sono un po’ più complicati. Ci sono alcuni aspetti che sono immediati nel bambino, meno nell’adulto, però l’adulto ha una maturità, un entusiasmo, una coscienza di quello che sta facendo che lo porta a voler approfondire. Ci sono quindi aspetti positivi e aspetti negativi nell’iniziare a studiare da adulti. Si possono in alcuni casi raggiungere risultati eccellenti, ma non si può immaginare di suonare subito come un grande concertista. Per questo ci vuole magari molto tempo e non per tutti è possibile quando ci si avvicina da adulti. Si può suonare comunque in maniera pulita, ordinata e con espressione i pezzi che ci piacciono e che conosciamo. Quindi la musica può essere una passione e una compagna di viaggio bellissima.

P.P.: Studiare e suonare sono due cose diverse. Quando ci si avvicina a uno strumento musicale il desiderio maggiore in genere è suonare subito qualcosa che sia musicalmente compiuto, piacevole. Questo desiderio in un adulto forse è più forte rispetto a un bambino, ma sappiamo che ogni processo di apprendimento, a maggior ragione per la musica, è molto lungo e che in realtà, per arrivare a dei risultati tangibili ci vogliono tempo e fatica. Come risolve questo aspetto il suo volume? Qual è il suo approccio metodologico?

G.C.: Certamente non possiamo aspettarci risultati in 24 ore, cioè suonare, ad esempio, la Marcia Turca dopo solo un paio di lezioni. Ecco, questo sicuramente no. Imparare a suonare uno strumento, oltre all’aspetto, diciamo, di concezione, cioè di imparare da un punto di vista teorico i vari concetti, presuppone anche tutto un aspetto pratico e quindi è un po’ come doversi esercitare quotidianamente, come un atleta che deve mantenersi in allenamento. Oltre all’aspetto mentale c’è anche un aspetto fisico che richiede un esercizio quotidiano, proprio perché il processo di apprendimento necessita di esercizio. Va anche detto che adesso non ci sono più, dal punto di vista didattico, quelle scuole per cui bisogna prima fare settimane e settimane di solfeggio finché non si sa leggere in maniera spedita lo spartito e solo dopo poi si mettono le mani sullo strumento. In genere oggi si apprende l’aspetto teorico proprio mentre lo si affronta dal punto di vista pratico. Il mio volume segue proprio questa strada, che è una strada più moderna perché negli ultimi decenni ci siamo avviati, sia per i bambini che per gli adulti su questo fronte.

C’è bisogno di capire questo linguaggio, la musica intendo, non solo da un punto di vista teorico, ma anche pratico. Diversamente sarebbe come insegnare a un bambino a leggere prima ancora di parlare, no? Quindi noi il linguaggio lo impariamo per imitazione e poi arriviamo a conoscere tutte quante le regole. Ecco, da adulto naturalmente il linguaggio è già sviluppato, e così anche quello musicale, nel senso che magari conosciamo musicalmente come possono essere i brani, ma abbiamo bisogno di leggere lo spartito. Direi che si sviluppa, come ho detto prima, in contemporanea, con un accorgimento, che è quello di rendere i primi passaggi melodici; quindi, anche i primi pezzettini avranno un suono piuttosto familiare.

Quindi nel mio volume si parte da piccole esecuzioni a mani alternate, ma su temi conosciuti. Sono delle piccole melodie tradizionali, magari, ad esempio Jingle Bells, o piccolissime melodie suonate a mani alternate che hanno quindi già un senso musicale, di frase musicale. E poi si si procede imparando, appunto, a suonare con le due mani contemporaneamente, facendo melodie differenti, quindi a due voci, e poi pian piano si introducono le varie difficoltà. Si parte subito mettendo le mani sullo strumento, questa direi che è la cosa principale.

P.P.: Sfogliando L’ora di pianoforte per adulti troviamo questo percorso che coniuga elementi di teoria musicale, esercizi di tecnica, brani da suonare, consigli. C’è anche una playlist online per l’ascolto, per facilitare poi, insomma, l’assimilazione e l’esecuzione. Mi soffermerei un istante sulla scelta dei brani, che sono in parte del repertorio cosiddetto classico e in parte di musica moderna o anche brani, diciamo, curati da lei personalmente. Qual è stato il criterio nella selezione dei brani e quelli che attengono più che altro al repertorio classico sono in versione originale o sono trascrizioni facilitate?

G.C.: Nella scelta dei brani ho preferito inserire quelli che avevano appunto un carattere melodico, perché, riavvicinandomi un po’ al discorso iniziale, mettere insieme delle note che leggiamo,  studiarne il valore corretto, insomma eseguirle, se queste note avessero avuto poca musicalità sarebbe risultato un po’ più ostico. Quindi, sia per quanto riguarda gli studi, che sono scritti dai maggiori didatti dello strumento, che per i brani, ho puntato su quelli che hanno proprio un carattere melodico più spiccato, proprio perché secondo me rendono più facile l’apprendimento, mantengono più viva l’attenzione dell’allievo. Per quanto riguarda i brani, la maggior parte di quelli che si trovano nel volume sono trascrizioni, a parte qualche pezzo che appunto ho scritto io e che ha un carattere un pochino più moderno, però ecco, diciamo, la maggior parte sono trascrizioni.

P.P.: Per studiare con L’ora di pianoforte per adulti abbiamo bisogno di essere seguiti da un insegnante o il volume si presta anche allo studio da per autodidatti?

G.C.: Il volume si presta certamente anche allo studio da autodidatti, perché ha all’interno indicazioni teoriche o anche consigli tecnici, indicazioni sintetiche che spiegano l’argomento o piccole raccomandazioni come prestare attenzione a una cosa particolare in un determinato brano. Nelle mie intenzioni il percorso è proposto nella maniera più graduale possibile, quindi ogni volta si introduce un elemento nuovo che però va ad aggiungersi alle cose che sono già state acquisite in precedenza, e quindi sì, è un percorso che si adatta. Naturalmente se l’allievo è seguito dall’insegnante è tutto in un certo senso un po’ più semplice, perché l’insegnante può naturalmente spiegare con più facilità. Ad esempio, se pensiamo al passaggio del pollice nella scala (il passaggio del pollice è uno dei momenti clou dell’apprendimento del pianoforte), un insegnante con estrema facilità ci mostra con la mano il gesto, il movimento che dobbiamo fare, dunque la cosa è naturalmente molto immediata, perché si procede per imitazioni. Io ho cercato di spiegarlo naturalmente con delle piccole foto, quindi ci sono tutte le indicazioni anche per l’allievo autodidatta. L’insegnante può naturalmente trovare il mio percorso utile, lo può seguire come traccia e naturalmente poi può integrare, può aggiungere, può approfondire, può spiegare in maniera più esaustiva l’argomento, certamente può ampliare a piacere.

P.P.: Le faccio un’ultima domanda che è un consiglio più generale, che le chiediamo per tutti quegli adulti che decidono di avvicinarsi allo studio del pianoforte. Cosa fare, cosa non fare?

G.C.: Cosa fare? Armarsi di tanta buona volontà, appassionarsi allo strumento, procedere passo passo, senza mettere troppa fretta, avere più che altro il piacere, riuscire ad avere il piacere di godere di quello che si sta facendo. Anche semplicissime melodie, non eseguite a velocità esorbitanti, anche quelle che, insomma, andrebbero magari rispettate, possono dare soddisfazione. Ad esempio, La marcia alla Turca, anche non suonata alla velocità effettiva a cui andrebbe eseguita, dà lo stesso piacere. Quindi in sintesi cercare di apprezzare quello che si riesce a fare.

Cosa non fare? Non scoraggiarsi mai, questo sicuramente, non autocensurarsi quando vediamo, quando sentiamo che non stiamo suonando come un grande concertista. Non ha importanza. A volte ai miei allievi quando incontrano delle difficoltà faccio questo paragone molto semplice. Forse ci sono appassionati di calcio che seguono le partite e magari poi vanno a fare la loro partita a calcetto. Ecco, sicuramente non avranno una prestazione come il grande goleador, come il grande atleta, però si divertono lo stesso a fare la loro partita con gli amici di calcetto. Ecco, direi un po’ la stessa cosa. Non scoraggiarsi mai. Non fa niente se non si suona proprio la Sonata di Beethoven così come la sentiamo magari da un CD o da una registrazione, ma godere di quella melodia, di quello che si riesce a fare, perché la musica tocca la parte più emotiva dell’animo umano; quindi, è una cosa che ci tocca proprio nella parte più sensibile. A questo proposito, vorrei sottolineare che le tracce audio online servono proprio a capire, quindi non sono brani eseguiti come per un concerto, sono eseguiti a una velocità moderata, quindi più lenti rispetto alla velocità normale, proprio perché facilitano l’apprendimento per imitazione. L’allievo che ascolta la traccia riesce così a seguire la partitura, sa che cosa sta ascoltando, cosa difficile magari se il brano fosse eseguito troppo velocemente.

L’ora di pianoforte per adulti è disponibile sul sito delle Edizioni Curci.

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