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Le trascrizioni semplificate al pianoforte – È giusto suonarle?

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Quando si parla di trascrizioni semplificate e riduzioni molti pianisti iniziano a storcere il naso e a guardarti con sospetto. Sotto un’unica bandiera gli anti-trascrizionisti si uniscono a gran voce, pronti a lottare per i loro ideali di integrità e purismo, ritenendo che gli spartiti semplificati snaturino la vera essenza di una composizione, privandola della sua anima e finalità compositiva.

Come in tutte le opinioni, c’è sempre un fondo di verità. Per trascrivere e semplificare, infatti, bisogna destrutturare un brano, riducendolo alla sua essenzialità, trasformandone l’armonia, la melodia e alcune volte anche il ritmo. Facciamo un esempio molto semplice: un brano nella tonalità di do# maggiore viene trasportato nella tonalità di do maggiore, per semplificarne l’esecuzione. Il trasporto non porta con sé le peculiarità della tonalità di origine, privando così il brano, da subito, di una delle caratteristiche fondamentali che lo contraddistinguevano. Inoltre, procedendo nella semplificazione armonica e melodica, si perdono le sfumature, i dettagli che hanno fatto grande un pezzo.

Dobbiamo però riconoscere che una trascrizione ben fatta riesce ad avvicinare i giovani studenti al pianoforte, creando il giusto compromesso tra il piacere e l’emozione di suonare un celebre brano e la facilitazione dello stesso brano che lo rende avvicinabile anche da chi non ha ancora raggiunto un livello di conoscenze tali da suonare l’originale. Io stesso, da piccolo, ho coltivato la mia passione per il pianoforte anche grazie alle trascrizioni. E ora, a distanza di più di 20 anni ho il desiderio di affrontare i brani nella versione originale, che sebbene in versione ridotta, ho studiato volentieri e amato. Ultimamente, dopo un lungo stop, sono proprio ripartito dalle trascrizioni facilitate per potermi rimettere in forma in leggerezza, suonando i brani facilitati di Pianosolo Maestro, composti da Christian Salerno.

E tu cosa ne pensi? Cosa rappresentano per te le trascrizioni semplificate di un brano? Fammelo sapere nei commenti. Sarò lieto di discuterne con te.

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24 COMMENTI

  1. Ciao Giulio, ho 68 anni, autodidatta da 3 e da sempre iscritto al vostro portale che mi ha permesso di realizzare un sogno. Suonare un pianoforte! Certo non mi metto neanche lontanamente a confronto con un professionista ma io suono per me stesso, per la felicità e l’emozione che mi da ricavare note corrette da quello strumento che adoro da bambino. Ho fatto prove con 3 maestri e li ho abbandonati per strada. Di tutti i brani che suono e che ho intenzione di suonare in futuro, cerco sempre una versione semplificata, una versione che riesco ad affrontare e ringrazio sempre colui che riesce a semplificarla e mi permettere di vivere queste emozioni. Non vorrei essere presuntuoso ma dopo aver studiato e suonato una semplificata riesco a capire meglio le sfumature e le difficoltà dell’originale. Una piccola osservazione: tutti abbiamo imparato ad andare in bicicletta con le rotelle ed anche il grande Schumacher ha iniziato da un cogart ben diverso da una formula 1!
    Buona musica a tutti e vivete con gioia le note che riuscite a ricavare da questo magnifico strumento.

  2. Per me l’esecuzione di un brano facilitato è stato il trampolino di lancio nel proseguire lo studio del pianoforte in un momento nel quale gli esercizi classici mi stavano demotivando. Riuscire ad imparare e suonare un brano seppur breve e semplificato è qualcosa che aumenta tanto l’autostima. E’ chiaro che poi non bisogna fermarsi ma è comunque una tappa per vincere il giro.
    Buona musica a tutti

  3. D’accordissimo con le trascrizioni semplificare. Sono un dilettante 60enne, e avrei preso probabilmente, a mazzate la tastiera se non avessi avuto modo di appassionarmi grazie a queste trascrizioni. Buona musica a tutti

  4. Sono grata che ci siano versioni semplificate dei brani della musica classica perché posso suonare sentendo il mio cuore pieno di emozione! E non perdo, per questo, la voglia di qualificarmi meglio per eseguirli nelle loro versioni originali, perchè è proprio quello che mi aiuta in questo percorso!

  5. Chi suona per il suo proprio piacere ha diritto a fare ciò che desidera…. I brani facilitati saranno certamente meno belli ma sono abordabili per chi non ha una tecnica a livello professionistico… meglio suonare bene un brano facilitato che storpiare per incapacità un brano originale !

  6. Buongiorno Giulio
    Ho iniziato in tarda età lo studio del pianoforte
    Sono iscritta a pianosolo maestro.
    Devo dire che questi classici semplificati mi riempiono il cuore di soddisfazione .
    Beyer ,Hanon, Pozzoli ,Duvernoy
    Fantastici ma restano esercizi.
    Le trascrizioni Le vivo come un passaggio .
    L’originale passa anche dal semplificato.
    Perché privarsene??
    Daniela

  7. daccordo con le semplificazioni, però da non eseguire come originali e magari non pubblicamente come saggi o quant’altro,lo scopo dovrebbe essere utilizzato didatticamente,per far crescere lo studente non impaurirlo con le difficoltà dell’originale,un saluto

  8. Sono un settantenne che ha cominciato a studiare da solo il pianoforte, mediante il Beyer e sono arrivato all’esercizio n.88. Intendo proseguire fino all’ultimo esercizio, in quanto ritengo che quegli esercizi mi facciano acquisire quel minimo di conoscenza necessaria, per poi passare all’esecuzione di brani sicuramente semplificati. Il mio pensiero sui brani semplificati è certamente positivo perché tali testi consentono di suonare per il puro piacere, divertimento ed emozione di suonare.
    Al riguardo mi farebbe piacere un tuo parere e consiglio in ordine al mio modo di studio.
    Dal tuo accento mi sembra che sei toscano. Io abito a Siena. Grazie e cordiali saluti. Vieri Grillo

  9. Io non riuscirei mai a suonare una trascrizione facilitata, piuttosto non suonerei mai il pezzo se non riuscissi a suonare l’originale. Potrei farlo solo se non conoscessi l’esistenza dell’originale. Non ho molto tempo da dedicare allo studio, ma quando lo faccio, affronto solo partiture originali, accontentandomi di limitarmi a pochi pezzi. Non proverei proprio il piacere e l’emozione di suonare un brano snaturato. Credo che chiunque possa riuscire ad affrontare buona parte delle composizioni (non tutte ovviamente, alcune richiedono una tecnica che un pianista “casuale” semplicemente non può avere). Io mi ritengo un principiante, eppure ho imparato brani di Beethoven, Bach, Chopin, Satie nella loro versione originale. Certo non potrò mai avere un vasto repertorio, ma mi accontento, piuttosto che suonare trascrizioni facilitate.

    • Capisco, rispetto il tuo punto di vista e fai bene a proseguire per la tua strada. Come si vede dagli altri commenti però ci sono tantissime persone a cui piace suonare anche le riduzioni. A presto

  10. Buongiorno Giulio Cinelli. Ho letto il tuo articolo e prima di esprimere la mia opinione, è necessario dire che stimoli come quello proposto nell’articolo sono indispensabili per un’accurata riflessione e consapevolezza del proprio potenziale. Parlo da principiante a “Km 0” iscritta alla piattaforma il 4 marzo 2021 con una grande motivazione ad acquisire la capacità di suonare il pianoforte, pur sapendo quanto fosse difficile questo strumento. Ho suonato i primissimi brani semplificati proposti nelle lezioni, provando la gradevole sensazione di poter andare avanti e sempre oltre con pazienza e applicazione. Ritengo che l’intensità di questo stimolo prodotto dai brani semplificati non possa far altro che bene a chi prova ad avvicinarsi alla musica con passione. A mio avviso però non bisogna fermarsi qui, perché la gioia che infonde lo studio del pianoforte è quella che spinge ad aumentare i livelli di autostima e la capacità di mettersi costantemente alla prova. La mia opinione è dunque questa: utilizzare le semplificazioni fino a poter “toccare il cielo con un dito” con lo studio e l’esecuzione degli originali. Grazie ancora Giulio Cinelli per la possibilità di esprimere la propria opinione sull’argomento.
    Clelia Esposito

    • Grazie Clelia, sono molto felice che tu faccia parte del nostro gruppo e che condivida il mio pensiero. cercherò di offrire via via brani facili e semplificati, per emozionarci al piano anche se alle prime armi. A presto

  11. Io sono favorevole alle versioni semplificate, finché è chiaro che la versione è semplificata per chi decide di studiarlo o di ascoltarlo.
    Un po’ come nelle ricette: se usi la pancetta affumicata al posto del guanciale per fare l’amatriciana puoi farlo, basta che non lo vendi come amatriciana fatta col guanciale.

  12. Io sono cresciuto con l’impostazione della mia insegnante la quale aborriva le trascrizioni semplificate. Adesso però mi sto rendendo conto che non sono tutte così disprezzabili. E poi realisticamente ci sono tante persone che amano suonare, ma non arriveranno mai a livelli molto alti, non per incapacità, ma per l’impossibilità di dedicare tempo e energie allo studio in un mondo che ci risucchia da mille parti. Per questi casi, perché mai non si dovrebbe godere di una trascrizione di qualità?

  13. Buon giorno,
    Un brano classico facilitato e buona cosa per avere l’emozione dell’esecuzione.
    La domanda che mi pongo è: passare da una esecuzione facilitata all’originale e possibile?
    Se è possibile perché studiare un brano facilitato se poi……
    Grazie
    Roberto

    • Una volta raggiunte le capacità tecniche necessarie ed interpretative è giusto affrontare la versione originale. Ci sono brani però che il 90% dei pianisti non potranno eseguire per difficoltà. Cosa fare quindi? Le riduzioni dovrebbero emozionare, motivare, insegnare allo stesso tempo e far progredire il pianista.

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