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Le Terzine Spiegate in Modo Semplice

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Oggi ti guiderò alla scoperta delle differenze tra la duina e la terzina, spiegando quando la terzina costituisce un gruppo regolare e quando invece diventa un gruppo irregolare. Vedrai che, dopo questa nostra chiacchierata, ogni dubbio sarà sciolto come neve al sole.

La musica si divide, in termini di tempi, in due grandi categorie:

  • tempi semplici
  • tempi composti.

Esempi familiari di tempi semplici includono 2/4, 3/4, 4/4 – ritmi che sentiamo spesso.

D’altra parte, i tempi composti più noti includono 3/8, 6/8, 9/8, 12/8. La differenza principale risiede nel fatto che i tempi semplici sono basati su una suddivisione binaria. Pensaci come al passo cadenzato di una marcia militare: un due, un due, un due.

Invece, i tempi composti sono basati su una suddivisione ternaria, più sfuggente e meno intuitiva per la nostra percezione.

Un consiglio che do sempre ai miei studenti è quello di “cantare internamente” il ritmo composto, per non farlo trasformare mentalmente in un ritmo semplice, che risulterebbe meno immediato all’ascolto.

I tempi composti, fondati su una base ternaria anziché binaria, risultano più complessi da interiorizzare.

Un esperimento musicoterapico al quale ho partecipato ha messo in luce questo aspetto: circa 20 musicisti, inclusa la mia persona, hanno suonato per 40 minuti strumenti primordiali come tamburelli e maracas. Alla fine, ascoltando la registrazione, abbiamo notato che prevalgono i ritmi binari, più naturali per noi, esseri “binari” per natura (due braccia, due gambe, ecc.).

Alla base dei tempi semplici c’è una coppia di ottavi che formano una semiminima, mentre nei tempi composti troviamo tre ottavi che formano una semiminima puntata. Il puntino, ricorda, vale metà della durata della nota a cui è aggiunto.

È importante non confondere un raggruppamento di tre note con una terzina, che generalmente indica un gruppo irregolare.

Gruppo regolare e gruppo irregolare

Nel tempo semplice, è il “due” a dominare; nei tempi complessi, invece, regna il “tre”.

Cosa significa?

Immagina: nel tempo semplice siamo in Italia, dove prevalente è la lingua italiana (il “due”), mentre le altre lingue (il “tre”, “cinque”, “sette”) sono eccezioni. Nel tempo complesso, siamo in Cina, dove il cinese (il “tre”, “sei”, “nove”) è la norma, e le altre numerazioni sono percepite come straniere.

Nei tempi semplici, la terzina è l’elemento più irregolare che ci sia, non avendo spazio in una struttura basata sul “due”. La terzina, rappresentata con un tre sopra le note (a volte omesso nei testi), comprime tre ottavi in uno spazio binario, creando un gruppo irregolare.

Nei tempi composti, un gruppo irregolare è invece rappresentato da duine o altre figure basate su numeri pari.

La duina si riferisce a due note che occupano lo spazio di una semiminima puntata, contrassegnate da un due sopra le note.

Come esempi, la Marcia turca di Mozart rappresenta un tempo semplice, mentre “Certe notti” di Ligabue è un esempio di tempo composto.

 

 

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2 COMMENTI

  1. Molto chiaro nelle spiegazioni xke’ fatto sia teorico che pratico.mi piacerebbe averlo cm insegnante di chitarra

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