Home Teoria ABC Le indicazioni metronomiche

Le indicazioni metronomiche

7

La velocità di un brano musicale, o tempo, è un aspetto fondamentale nell’interpretazione di un qualsiasi brano musicale. Il tempo indica quanto velocemente o lentamente un brano deve essere eseguito e può avere un grande impatto sull’atmosfera e sull’emozione trasmessa dalla musica.

Il modo più preciso per indicare il tempo desiderato dal compositore è specificare i battiti al minuto (BPM), ovvero il numero di volte in cui una particolare durata di nota, e precisamente un quarto di nota, deve essere suonata in un minuto. Questo tipo di “marcatura matematica” del tempo divenne sempre più diffusa nella prima metà del XIX secolo, grazie all’invenzione del metronomo da parte di Johann Nepomuk Mälzel.

Un metronomo è un dispositivo che emette un “suono” a intervalli regolari e viene utilizzato dai musicisti per esercitarsi a suonare a tempo. Beethoven fu il primo compositore a utilizzare il metronomo e nel 1817 pubblicò le indicazioni di tempo in BPM per tutte le sue sinfonie. Grazie all’elettronica moderna, le indicazioni dei BPM sono diventate estremamente accurate, anche se i primi metronomi erano abbastanza imprecisi.

Oltre a specificare il tempo in BPM, i compositori possono anche utilizzare altri metodi per indicare il tempo di un brano, con una indicazione, per esempio “allegro” o “lento”.

Sicuramente importante è che i musicisti prestino attenzione al tempo di un brano durante l’esecuzione, in modo da eseguire la musica in modo coerente e coeso con gli altri musicisti. Inoltre, il tempo può essere modificato durante l’esecuzione di un brano per enfatizzare determinate sezioni o per creare tensione o rilassamento. Pertanto, la comprensione e il controllo del tempo sono fondamentali per qualsiasi musicista che desideri eseguire la musica in modo accurato ed emotivamente coinvolgente.

I brani musicali non sempre forniscono indicazioni precise sulla loro velocità, o tempo. Nella musica classica, è comune descrivere il tempo di un brano con parole, spesso in italiano, poiché molti dei più importanti compositori del XVII secolo erano italiani e in questo periodo le indicazioni di tempo sono state ampiamente utilizzate e codificate.

Prima dell’invenzione del metronomo, le parole erano l’unico strumento per descrivere il tempo di una composizione. Dopo l’invenzione del metronomo, queste parole sono state continuamente utilizzate, spesso anche per indicare lo stato d’animo del brano, rendendo così meno chiara la distinzione tradizionale tra tempo e stato d’animo. Ad esempio, presto e allegro entrambi indicano un’esecuzione veloce (presto è più veloce), ma allegro implica anche gioia (dal suo significato originale in italiano). Altre parole italiane indicano uno stato d’animo specifico che contribuisce all’interpretazione. Ad esempio, una marcatura di “allegro agitato” ha sia un’indicazione di tempo (più veloce di un normale allegro) che un’indicazione di stato d’animo (agitato). A volte queste parole vengono utilizzate come titolo della composizione; l’esempio più famoso è forse l’Adagio per archi di Samuel Barber.

Il metronomo ha diverse impostazioni di velocità, da 40 a 208 battiti al minuto (BPM). Le indicazioni di tempo, in ordine dalla più lenta alla più veloce, sono:

Largo (40-60 BPM) Larghetto (61-66 BPM) Adagio (67-76 BPM) Andante (77-108 BPM) Moderato (109-120 BPM) Allegro (121-168 BPM) Presto (169-200 BPM) Prestissimo (201-208 BPM).

Se in un brano viene indicato “allegro”, significa che il tempo può variare da 121 a 168 BPM, a seconda dell’interpretazione che si desidera dare al brano.

Suonare un brano a 120 BPM significa regolare l’asticella del metronomo su 120 e far oscillare il dispositivo. Ogni “click” del metronomo corrisponderà a una quarta o a una semicroma in un tempo di 4/4.

Pianosolo consiglia

7 COMMENTI

    • Ciao Mario. il termine “maestoso” non rappresenta propriamente un’indicazione di movimento, cioè la “velocità” dell’esecuzione (ricordo però che la parola “velocità” in musica non esiste, si dice “movimento”), ma si riferisce piuttosto all’espressività e l’intensità con cui interpretare il pezzo. Tuttavia, soprattutto nell’800, era in uso associare la parola “maestoso” ad alcune indicazioni di movimento vere e proprie, come per esempio “adagio maestoso” oppure “allegro maestoso”. Da qui è rimasto anche un blando significato relativo al movimento musicale, che possiamo collocare tra l’adagio e l’andante, perciò intorno ai 70-75 BPM (battiti per minuto). Buona musica!

  1. Sono un autodidatts della chitarra e ti chiedo
    Quando affermi che un pezzo suonato a 108 fatto di semiminime va suonato con la semiminima ogni due battiti mi manda in tilt , pensavo che la semiminima corrispondesse a un battito, dunque un battito per quattro sedicesimi.
    Se ho ben capito allora ogni battito del metronomo qualunque sia la velocita impostata corrisponde ad una croma o sbaglio? Grazie per l eventuale risposta

  2. le indicazioni metronomiche dei revisori sono spesso improprie e non consentono di capire la bellezza contenutistica del pezzo per l’eccessiva velocità per non parlare poi del tempo tagliato!

    • Ciao Giuseppe, concordo in quello che dici. Secondo molti didatti però alcuni studi acquistano maggior valore quando eseguiti alle velocità riportate (vedi studi di czerny, comunemente suonati a velocità ridotte).

  3. Sono arrivato al tuo sito girovagando nella rete per avereinfo sui tempi metronomici.
    da due anni sono un autodidatta della fisa e stavo cercando di capire bene come si usa il metronomo
    purtoppo come precedentemente tu hai spiegato non bisogna farsi seguirel’orecchio,
    cosa che io purtroppo faccio . Ciao
    Giovanni

    • Ciao giovanni, il metronomo lo devi usare per studiare, così ti abitui a suonare in un tempo ben misurato, in oltre va usato per seguire l’agogica del brano che esegui. Per favore citate le fonti dalle quali prendete i tempi metronomici, su un sito li trovo in un modo, su questo in un altro modo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here