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Le chiavi musicali. Cosa sono e come si leggono

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Le chiavi musicali sono segni grafici posti all’inizio dello spartito che servono a indicare l’altezza delle note sul pentagramma e dunque ne determinano il nome e la conseguente corretta lettura al momento dell’esecuzione. Uno spartito in cui non è indicata la chiave musicale è uno spartito muto, ossia le note non sono identificabili perché è la loro posizione in relazione a quella chiave a determinarne la natura e il nome.

Le chiavi musicali hanno avuto origine nel sistema di notazione neumatica utilizzato nella musica gregoriana nel Medioevo. All’epoca, le note venivano scritte su un’unica linea, con simboli per indicare l’intervallo tra le note. Man mano che la notazione musicale si è evoluta, è stato introdotto il sistema del tetragramma (quattro linee), che è stato successivamente sostituito dal pentagramma (cinque linee) nel XVI secolo. Le chiavi musicali moderne, come le conosciamo oggi, si sono evolute nel corso del tempo per adattarsi alle esigenze dei musicisti e alla crescente complessità della musica.

Quante e quali sono le chiavi musicali

Le chiavi musicali sono 7 e sono:

  • 2 di Fa 

– chiave di basso di Fa: si trova sul quarto rigo del pentagramma ed indica il FA.

– chiave di baritono: si trova sul terzo rigo del pentagramma ed indica il FA.

  • 4 di Do

– chiave di soprano o di Do: si trova sulla prima riga ed indica il DO.

– chiave di mezzosoprano o di Do: sul secondo rigo ed indica il DO.

– chiave di contralto o di Do: sul terzo rigo e indica il DO.

– chiave di tenore o di Do: sul quarto rigo e indica il DO.

Come puoi vedere i tre segni di chiavi, chiave di Sol, chiave di Fa e chiave di Do, servono indicare rispettivamente le note Fa, Do e Sol collocate su questa o quella linea del pentagramma, e fissano su di essa la nota che a cui faranno riferimento a tutte le altre.

Vediamo un riepilogo per capire meglio come funziona la lettura dello spartito a seconda della chiave indicata. Si tratta di un vero e proprio codice, per usare una metafora, che serve a rendere leggibile la scrittura.

Dunque se il brano presenta la chiave di violino o di Sol questo vuol dire che dal Sol posto sul quinto rigo del pentagramma considerando il Do centrale prenderanno il nome tutte le altre note.

Ecco un esempio visivo per una migliore comprensione:

Se invece il brano si presenta con la chiave di basso o di Fa la nota di partenza da cui considerare tutte le altre, sia in senso ascendente che discendente è il Fa posto sul quarto rigo del pentagramma.

Ecco lo schema delle note in chiave di basso:

Ho fatto per primo l’esempio della chiave di violino e della chiave di basso perché sono quelle più utilizzate, soprattutto da noi pianisti che nella maggior parte delle partiture le leggiamo in contemporanea.

Vediamo adesso le altre chiavi.

– chiave di baritono: si trova sul terzo rigo del pentagramma ed indica il FA.

La chiave è posizionata, come nella chiave di basso, sul FA, ma sulla terza riga anziché sulla quarta.

 

– chiave di soprano o di Do: si trova sulla prima riga ed indica il DO.

Nella chiave di soprano la chiave è posizionata sul DO, e precisamente sul primo rigo.

 

– chiave di mezzosoprano o di Do: sul secondo rigo ed indica il DO.

Nella chiave di mezzosoprano ci spostiamo di un rigo, la chiave sarà posizionata sempre sul do, ma questa volta la chiave è collocata sul secondo rigo.

 

– chiave di contralto o di Do: sul terzo rigo e indica il DO.

La chiave di contralto si trova nella terza riga del pentagramma.

 

– chiave di tenore o di Do: sul quarto rigo e indica il DO.

Infine nella chiave di tenore la chiave si torva sulla quarta riga.

Quali chiavi si usano negli spartiti di pianoforte?

Come avrai avuto modo di vedere la maggior parte degli spartiti di pianoforte è scritto con un doppio pentagramma, unendo l’uso di due chiavi musicali in contemporanea: la chiave di basso e la chiave di violino. Cerchiamo di capire il perché c’è l’esigenza di un doppio rigo e di due chiavi per il pianoforte!

Il setticlavio

Le sette chiavi musicali costituiscono il setticlavio. In pratica sul pentagramma non è possibile scrivere tutti i suoni, soprattutto è impossibile nella scrittura comprendere tutti i registri dalle ottave più gravi a quelle più acute. Per registro si intende l’estensione melodica di una voce o di uno strumento. Ascoltate gli strumenti musicali e vedrete che alcuni si muovono su altezze gravi, altri su altezze acute e così la voce umana che è comunque a sua volta una sorta di strumento musicale.

Il pentagramma ha solo 5 linee e quattro spazi. Come sarebbe possibile annotarvi tutti i registri, dal più grave al più acuto? E’ vero, esistono i tagli addizionali, ma troppi tagli renderebbero difficoltosa e ostica la lettura.

Da qui deriva il setticlavio che cerca di ovviare a questo inconveniente e che fu ispirato dai sette registri che formavano le sette parti del coro classico.

Semplicemente effettuando il trasporto nelle tre chiavi di do, sol e fa, le sette voci del coro classico potevano leggere le rispettive parti in modo chiaro.

Di fatto se fate caso ai nomi delle chiavi capite perché si fa riferimento al canto e alle voci:

– chiave di Sol detta anche Chiave di Violino o Canto
– chiave di DO o chiave di Soprano
– chiave di Do sulla seconda linea o chiave di Mezzosoprano
– chiave di Do sulla terza linea o chiave di Contralto
– chiave di Do sulla quarta linea o chiave di Tenore
– chiave di Fa sulla terza linea o chiave di Baritono
– chiave di Fa  sulla quarta linea o chiave di Basso

Gli spartiti per pianoforte

Il pianoforte ha un’estensione musicale tale da comprendere l’intera gamma dei suoni e pertanto non contenibile in una sola chiave. Per tale motivo gli spartiti per pianoforte presentano due pentagrammi affiancati con due chiavi diverse: la chiave di violino per i registri centrale e acuto e la chiave di basso per le ottave più gravi.

Questo sistema prende il nome di endecagramma (dal greco endeca = undici – gramma = linea)

L’uso di diverse chiavi musicali consente ai musicisti di leggere e interpretare facilmente gli spartiti aiutando a mantenere la notazione musicale all’interno di un range leggibile, evitando l’uso eccessivo di linee aggiuntive o tagli addizionali.
L’adozione di due pentagrammi e di due chiavi è quindi una convenzione creata per praticità e per semplificare la lettura.

Le chiavi musicali per altri strumenti

Oltre al pianoforte, altri strumenti utilizzano diverse chiavi musicali in base al loro range e alle caratteristiche sonore. Ad esempio:

  • La chitarra e il violino utilizzano principalmente la chiave di violino.
  • Il violoncello e il fagotto usano spesso la chiave di basso, ma possono anche utilizzare la chiave di tenore.
  • Gli strumenti a fiato come il clarinetto, il sassofono e la tromba utilizzano principalmente la chiave di violino, ma possono occasionalmente usare la chiave di basso.

Conclusione

Per concludere, vorrei offrire a tutti i pianisti in erba due piccoli ma importanti consigli. Sarà molto importante concentrare i propri sforzi sulla lettura delle chiavi di violino e di basso, poiché queste sono le chiavi più comunemente utilizzate negli spartiti per pianoforte. Padroneggiare la lettura di queste due chiavi vi permetterà di esplorare e suonare un’ampia varietà di composizioni musicali, sfruttando al massimo le potenzialità del pianoforte.

Se desiderate intraprendere un percorso di apprendimento completo e progressivo partendo da zero, vi consigliamo di visitare il sito Pianosolo Maestro. Attraverso le numerose lezioni teoriche e pratiche offerte sul sito, potrete acquisire le necessarie competenze di solfeggio e lettura musicale in entrambe le chiavi, chiave di violino e chiave di basso. Seguendo un percorso strutturato e graduale, imparerete non solo a suonare il pianoforte, ma anche a leggere gli spartiti con confidenza e precisione.

Investire tempo e impegno nell’apprendimento delle chiavi di violino e di basso vi aprirà un mondo, faciliterà la comprensione e la lettura di spartiti complessi, e vi permetterà di esprimervi pienamente attraverso il meraviglioso strumento che è il pianoforte. Buona pratica e buon divertimento!

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2 COMMENTI

  1. sembra che ci siano delle imperfezioni,è corretto dire che il sol si trova sotto il do 3? (5). più in basso scrivete che il sol si trova sul quinto rigo del pentagramma(2). comunque grazie per il Vs impegno ed i Vostri suggerimenti molto interessanti. Cordiali saluti Agostino

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