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La playlist di Natale senza brani natalizi

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Natale è vicino e il web pullula di articoli dedicati a “I migliori brani natalizi”. Ma non ci hanno un po’ annoiato?

L’atmosfera del Natale è qualcosa di magico, ci riporta spesso all’infanzia, suscita in noi i migliori sentimenti di cui siamo capaci e per questo forse ci sono molti brani adatti ad accompagnare le nostre festività, brani che possiamo ascoltare e, perché no?, per i più coraggiosi anche suonare!

Ne ho selezionati sette, muovendomi tra atmosfere delicate e sognanti e ambienti più festivi.

E voi avete altra musica nel cuore per comporre la playlist di questo Natale? Suggeritecela nei commenti!

Fly me to the Moon

Fly Me to the Moon la dobbiamo alla penna di Bart Howard, un pianista non di fama e costantemente impegnato come accompagnatore o membro di band con altri leader. La sua fortuna la fece proprio con questo pezzo che a partire dal 1959, anno in cui Nancy Wilson la incise, e soprattutto dal 1960, quando Peggy Lee la cantò all’Ed Sullivan Show, fu un crescendo di successi e di interpretazioni tanto da diventare uno standard

La versione più celebre di questo pezzo è forse quella che ci porta alla voce di Frank Sinatra, ma vi propongo questa di Diana Krall per la bella parte pianistica che presenta

W. A. Mozart: Sonata in re maggiore per due pianoforti Kv 448

Poteva mancare Mozart in una playlist natalizia? A nostro parere no e per questo abbiamo scelto, nella sua sterminata produzione, la sua  Sonata in re maggiore per due pianoforti Kv 448, qui magistralmente interpretata da Beatrice Rana e Benedetto Lupo.

La Sonata risale al 1781 e fu composta per un’esecuzione con Josephine von Aurnhammer, pianista e compositrice austriaca e allieva di Mozart. La composizione è un esempio del perfetto equilibrio sonoro delle due parti pianistiche , un dialogo di rara perfezione musicale.

Lullaby of Birdland

Chi non conosce questa canzone? Come spesso accade per gli standard del jazz la sua storia è profusa di un’aneddotica letteralmente “gustosa”. Era il 1952 e Morris Levy stava per avviare una promozione radiofonica per lanciare il suo nightclub, il Birdland. Scrive Ted Gioia nel suo Gli standard del jazz: “Mandò al pianista George Shearing la musica del pezzo che gli era stato proposto, ma Shearing brontolò che lui avrebbe scritto un pezzo migliore. Qualche sera dopo Shearing era a cena nella sua casa di Old Tappan, New Jersey, e aveva mangiato solo qualche boccone della sua bistecca quando saltò su e corse al pianoforte. La canzone intera gli era venuta in un lampo, e in dieci minuti aveva completato il pezzo. Shearing avrebbe poi scherzato: Da allora sono stato varie volte dallo stesso macellaio e gli ho chiesto se poteva farmi una copia di quella bistecca.” Numerose e illustri le interpretazioni del pezzo, basti solo nominare Ella Fitzgerald o Duke Ellington. Vi faccio ascoltare la versione di Errol Garner, sacrificando la parte vocale, perché pianisticamente è davvero incredibile.

J.Brahms, Variazioni su un tema di Joseph Haydn

Opera che gode di una doppia versione, quella orchestrale (56a) e quella per due pianoforti (56b), queste Variazioni di Brahms nascono su su un tema dal Chorale S. Antonii della Feldparthie n. 6, Hob:II:46 di Franz Joseph Haydn, anche se l’attribuzione è incerta. Un tema che Brahms sviscera ed elabora compiutamente mentre si apre al sinfonismo. Una versione che apprezziamo molto è questa che vede protagonisti due grandi pianisti: Radu Lupu e Murray Perahia.

Over the rainbow

Da qualche parte sopra l’arcobaleno i sogni si avverano… Recita così il testo di Over the Rainbow, brano che sebbene risalente al 1939, quando fece la sua apparizione nel celebre film Il mago di Oz, continua ad emozionare i cuori delle persone in tutto il mondo. Il piano solo di Keith Jarrett dona a questa canzone di Harold Arlen (musica) e E.Y. Harburg (parole) un tocco in più di quella magia che il pezzo, un messaggio di profonda speranza, già contiene.

R. Schumann, Kinderszenen, Op. 15

Tredici preziose miniature queste Scene infantili che racchiudono tutto l’universo poetico di Robert Schumann.Tredici composizioni che a dispetto del titolo non furono concepite a scopo didattico e dalla scrittura non complessa, ma talora insidiosa. Le Scene infantili ridestano l’eterno fanciullo che è in noi e il suo candore. Ascoltiamole nell’esecuzione di Martha Argerich.

Honeysuckle Rose

Ha quasi un secolo questa canzone che il pianista Fats Waller compose nel 1929 per una rivista musicale, Load of Coal, che andava in scena al Connie’s Inn di Harlem. Come d’abitudine Waller non diede troppo peso al pezzo (pare che scrivesse canzoni con facilità e velocemente in qualunque posto si trovasse). Dalla prima esecuzione in poi la strada che seguì Honeysuckle Rose fu la stessa di molte canzoni nate quasi per caso e destinate a diventare standard molto eseguiti sia da orchestre jazz che da singoli artisti. Su YouTube troverete versioni di illustri musicisti e cantanti, per questo vi faccio sentire invece l’effervescente versione di due giovani pianisti: Luca Filastro ed Emmet Cohen. Come resistere senza mettersi a ballare?

Avete ballato? Vi siete emozionati? Ora tocca a voi! Avanti con la musica!

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