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La musica che riporta alla vita. Soffia una brezza di Chiara Sallemi

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La brezza che spira nell’aria immobile di una casa di riposo è quella della musica, è la musica di un pianoforte che un giorno arriva a riaccendere l’anima di Antonio, persa in giorni “fatti di silenzio, di rughe, di nebbia”. Una storia delicata e poetica quella che ci racconta Chiara Sallemi in Soffia una brezza, volume pubblicato dalle Edizioni Curci con le illustrazioni di Ernesto Anderle.

La musica torna a esercitare il suo potere salvifico, ad aprire con le sue magiche chiavi le serrature di un cuore che più nulla attende o spera, quello di Antonio. E’ la sorella Maria a risollevare le giornate di Antonio facendo sì che un pianoforte torni nella sua vita nella residenza per anziani, dunque anche un libro sulla cura, o più semplicemente sull’amore. Il pianoforte riaccende i ricordi, evoca il vissuto di Antonio e “Sul suo viso una luce senza tempo: un sorriso”. Dunque anche un libro sulla memoria, su quel patrimonio inestimabile di immagini che costituiscono il nostro vissuto, che danno un senso a quanto abbiamo sognato, immaginato, desiderato, costruito o persino perduto.

La parola di Chiara Sallemi è incantevole in una essenzialità che lascia intuire un’accurata scelta lessicale. Le parole sono importanti, soprattutto in un contesto in cui hanno il compito di trasferire valori fondanti per l’essere umano, a traslare un messaggio in maniera diretta nella sua sostanza, cosa che l’autrice riesce a ottenere in maniera eccellente. Empatia forse è la parola giusta per definire il sentimento che evoca alla lettura questa storia, perché tutti siamo stati soli, tutti ci siamo sentiti stanchi e apatici, tutti almeno una volta nella vita abbiamo cessato di sognare e sperare, ma la musica ci viene in soccorso, ci sostiene e ci ridona proprio il sogno o il desiderio.

Le illustrazioni di Ernesto Anderle sposano perfettamente la prosa dell’autrice. Il mondo interiore di Antonio vive in queste immagini a tratti oniriche che riflettono il suo viaggio interiore, dalla luce al buio, dal silenzio alla musica. L’immagine finale, che raffigura Antonio al pianoforte e gli anziani intenti a danzare, rafforza l’idea che la musica fa bene non solo a chi la suona, ma anche a chi la ascolta, che è forte elemento di coesione sociale e di condivisione.

Un’anteprima del volume è disponibile sul sito delle Edizioni Curci.

 

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