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La diteggiatura migliore per la tua mano al pianoforte

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Oggi ti parlerò di uno dei pilastri della didattica pianistica: la diteggiatura.

Cosa vuol dire scegliere la diteggiatura?

Innanzitutto verificare se è già segnata sullo spartito ed è adatta a te, o  se invece devi cambiare qualcosa e adattarla alla tua mano.

È sempre fondamentale decidere, a prescindere, la diteggiatura (all’interno del video corso PowerMind – Metodo di Studio, abbiamo realizzato un diario di studio dove giorno per giorno puoi seguire gli step da fare quando ti metti a studiare un nuovo brano e uno dei primi step è proprio quello di scegliere la diteggiatura).

So che è difficile, perché so che hai voglia di mettere subito le mani sul piano, ma se vuoi migliorare devi sacrificare una parte del tuo tempo per questa scelta.

Ricordati, come insegna Piotr Lachert all’interno del suo libro Noi Pianisti, che è preferibile scegliere una diteggiatura sbagliata, scorretta, piuttosto che non sceglierla proprio.
Perché? È semplice: quando scegli una diteggiatura sbagliata, per quanto possa essere scomoda, a furia di provarla, la interiorizzi; ti viene.
Quando invece non la scegli, il tuo cervello impara diversi percorsi e l’esecuzione rimane aleatoria.

Andiamo alla pratica:

Per conoscere la diteggiatura giusta degli arpeggi, devi conoscere prima quella degli accordi (questo, ovviamente, perché l’arpeggio altro non è che una successione di note di un accordo).

In un accordo in stato fondamentale, come può essere Do Mi Sol, solitamente si utilizzano o 1/2/4 o, addirittura, se vuoi avere la mano più compatta, 1/3/5.

In un accordo in primo rivolto, come ad esempio Mi Sol Do, devi usare 1/2/5, per non sbilanciare la mano e in un secondo rivolto per esempio 1/3/5 o 1/2/4.

Quasi sempre questi arpeggi però non si fermano sulle tre note, vanno almeno su quattro e la quarta è il raddoppio della prima che suona all’ottava successiva.

Ti faccio degli esempi:

  • un primo potrebbe essere Do Mi Sol Do, prova ad aprire la mano ad ottava, sul Mi naturalmente ti verrà l’indice e sul Sol naturalmente ti viene il medio, metterci l’anulare sarebbe una forzatura
  • per il secondo arpeggio le note sono Mi Sol Do Mi, immaginati di suonare con la mano destra queste note, che dita metti? Chiaramente il pollice e il mignolo sui due Mi, sul Sol ti verrà automatico mettere l’indice e sul Do in tanti sbaglierebbero mettendo il medio, ma facci caso, sarebbe una posizione innaturale, prova invece con l’anulare, anche se molti non lo usano perché considerato dito debole, e andrà molto meglio, devi imparare a sfruttare tutte le dita.
  • per il terzo Sol Do Mi Sol, ovviamente pollice e mignolo sulle due note legate, provaci, sul Do ti cadrà l’indice, sul mi prova nuovamente l’anulare e ancora una volta il medio starà fuori.

Quando provi, lascia giù le note, ti aiuterà a capire se la posizione è corretta.

Ti stupirai della velocità che potrai raggiungere usando le dita giuste, perché anche la mano ha la sua memoria, quella che chiamiamo memoria muscolare.

 

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