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Keith Jarrett. Addio al pianoforte

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Keith Jarrett. Addio al pianoforte, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Icona del pianismo jazz in principio, icona del pianismo e basta successivamente, Keith Jarrett nel corso della sua lunga carriera ha costruito un lessico musicale che lo ha reso uno degli artisti più amati dal pubblico. Agli occhi dei jazzisti ha assunto quasi la parvenza di una divinità, per il suo lavoro mirabile sugli standard in trio con Gary Peacock e Jack DeJohnette, e per la sua incessante ricerca sull’improvvisazione in tempo reale che ci ha regalato indimenticabili performance musicali in piano solo fortunatamente immortalate nelle splendide registrazioni ECM.

Quel Jarrett che non ha certo bisogno di presentazioni oggi dice addio al pianoforte. In un’intervista al New York Times l’artista ha infatti rivelato di non poter più suonare. Colpito da due ictus consecutivi, in febbraio e maggio del 2018, Jarrett ha dichiarato di non essere più in grado di suonare il pianoforte con una dichiarazione che ha lasciato tutto il mondo della musica senza parole. Ha detto: “Non sono più un pianista”. E ancora “Sono rimasto paralizzato. Il mio lato sinistro è ancora parzialmente paralizzato. Posso camminare con il bastone, ma c’è voluto oltre un anno.”

Nel suo lungo racconto alla testata americana Jarrett racconta dei tentativi di riprendere in mano la musica dopo gli ictus, inizialmente suonando dei contrappunti con una sola mano, fingendosi Bach.

Con malinconica amarezza e un’inaspettata venatura di ironia Jarrett afferma: “… quando sento la musica per pianoforte a due mani, è molto frustrante, in modo fisico. Se sento anche Schubert, o qualcosa suonato a bassa voce, è troppo. Perché so che non potrei farlo. E non mi aspetto di recuperarlo. Il massimo che mi aspetto di recuperare con la mano sinistra è forse la capacità di tenere una tazza dentro. Quindi non si tratta di dire ‘sparate al pianista’. Mi hanno già sparato”.

“Non so quale dovrebbe essere il mio futuro”, ha aggiunto. “In questo momento non mi sento un pianista. Questo è tutto quello che posso dire al riguardo. ”

L’ultima esibizione dal vivo di Jarrett è quella alla Carnegie Hall del 2017, dove sarebbe dovuto tornare, cosa che non ha potuto fare.

Artista sublime dalla controversa sensibilità, per noi Jarrett è e sempre sarà non solo un pianista, ma IL pianista, colui che riunisce in sé quell’incommensurabile dono di muovere i nostri cuori ogni volta che lo sentiamo suonare. E attendiamo l’imminente uscita del suo “Budapest Concert” per ECM. Un addio, ma non per noi.

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1 commento

  1. E’ importante apprezzare immensamente quel che si ha nel momento in cui lo si ha… perché non è detto che resti così, immutato per sempre, anzi è mutevole e fuggevole come il vento. Impariamo a godere dei momenti belli che la vita ci offre, assaporandoli con intensità. La musica di Keith Jarrett ha riempito le nostre orecchie ed i nostri cuori per molti anni, fortunatamente la tecnologia ci permette di goderne ancora, anche in sua “fisica” assenza. Grazie….ed in fondo a noi la speranza che possa risorgere… chissà?

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