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Il jazz italiano per le terre del sisma

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Il jazz italiano per le terre del sisma

 

ph_Andrea Boccalini

Quattro date, quattro luoghi e un unico linguaggio musicale, quello del jazz, a rendere concreto lo spirito di solidarietà che anche quest’anno si mobilita in favore delle nostre regioni ferite dal terremoto.

Il jazz italiano rinnova il supporto alle terre colpite dal sisma con quattro eventi che coinvolgeranno oltre 700 musicisti provenienti da tutta Italia. La musica jazz risuonerà il 31 agosto a Scheggino (PG), il 1 settembre a Camerino (MC), il 2 settembre ad Amatrice (RI), e per finire il 3 settembre a L’Aquila, nel cuore delle terre ferite dal terremoto.

L’obiettivo di quest’anno è la realizzazione del Centro Polifunzionale di Amatrice, che sarà sede di attività culturali, in collaborazione con Io Ci Sono Onlus.

L’organizzazione è a cura dell’Associazione I-Jazz (che raccoglie i principali festival e progetti di jazz italiani), unitamente all’Associazione Musicisti Italiani di Jazz (MIDJ) e alla Casa del Jazz di Roma.

ph_Andrea Rotili

Tutto è nato nel 2015 con “Il jazz italiano per l’Aquila”, che rappresentò un primo gesto di vicinanza del mondo del jazz italiano alla città duramente colpita dal terremoto nel 2009. Il terremoto del 24 agosto 2016 non consentì lo svolgimento di una seconda edizione, ma la mobilitazione non si fermò e nacque “Il jazz italiano per Amatrice”, maratona nazionale che da nord a sud dell’Italia ha unito tutte le anime del nostro jazz in un unico grande cuore.

Quest’anno l’evento, la cui direzione artistica è di Paolo Fresu, assume carattere itinerante. La manifestazione, promossa da MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Comune dell’Aquila-Comitato Perdonanza, sostenuta da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, in qualità di main sponsor, coinvolge per la prima volta anche i comuni di Scheggino, Camerino e Amatrice. 

La nuova geografia del sisma ridisegna la mappa della solidarietà – commenta Paolo FresuAnche il jazz italiano si muove, presenziando non solo a l’Aquila (per il terzo anno consecutivo) ma anche ad Amatrice, Camerino e Scheggino. Le quattro regioni del centro Italia portano con sé una forte tradizione jazzistica. Non solo per il numero di musicisti a cui hanno dato i natali ma per la qualità storica e architettonica di città e borghi che si legano, da sempre, alla cultura e al turismo e che oggi sposano le ambizioni di un linguaggio contemporaneo e in divenire come il jazz. Per questo saremo presenti capillarmente nei luoghi feriti con oltre 700 musicisti e circa 140 concerti. Se i suoni divengono strumento di comunione e riflessione si rafforza così il messaggio universale della musica da intendersi come idioma capace di migliorare il mondo mostrando tutta la sua forza comunicativa e poetica”.

Centinaia di musicisti e di operatori, 50 direttori artistici e un folto pubblico si troveranno nuovamente insieme affinché la ricostruzione dei luoghi e delle vite delle persone sopravvissute al terremoto non sia solo una dichiarazione di intenti ma fatti reali e concreti. La musica si unirà coralmente all’urlo di protesta di chi aspetta ancora di tornare alla vita di sempre” afferma Ada Montellanico, presidente del MIDJ, l’associazione dei Musicisti Italiani di Jazz.

Il programma è ricco di concerti grazie all’intervento del macrocosmo del jazz italiano tutto, da artisti affermati a livello internazionale a giovani musicisti, e massiccio è anche l’impegno degli operatori del settore a rendere possibile una manifestazione che, seppure circoscritta a certe aree geografiche del nostro Paese e legata purtroppo a eventi catastrofici, veicola valori universali di vicinanza e solidarietà, in due parole di profonda umanità, come solo la musica sa fare.

Scarica il programma completo de “Il jazz italiano per le terre del sisma”

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