Home Teoria Armonia Introduzione allo studio dell’armonia – 9. Le settime: La settima di dominante

Introduzione allo studio dell’armonia – 9. Le settime: La settima di dominante

7
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI

Fino a ora abbiamo sempre parlato di triadi, ovvero accordi composti da due terze sovrapposte. Quando le terze sovrapposte diventano tre, allora otteniamo le quadriadi, ovvero accordi formati da quattro suoni. Es: Do-Mi-Sol-Si, Re-Fa#-La-Do# e così via.

In questa prima lezione avevamo visto com’è possibile costruire una triade a partire da ogni nota della scala musicale. La stessa cosa si può fare ovviamente con le quadriadi, ottenendo questo risultato:

Ora potremmo analizzare ciascun accordo guardandolo da diversi punti di vista:

  • potremmo vedere gli accordi come sovrapposizioni di terze;
  • potremmo vedere gli accordi come terza, quinta e settima a partire dalla fondamentale;
  • potremmo vedere gli accordi come una triade con l’aggiunta di un’altra terza.

    Analizza da solo queste settime e cerca di capire se ce ne sono alcune costruite allo stesso modo. Per esempio la quadriade che nasce sul primo grado (Do-Mi-Sol-Si) e quella che nasce sul quarto (Fa-La-Do-Mi) hanno costruzione identica: 3°M + 3°m + 3°M. Intanto ti consiglio anche di provare a suonarle perché è importante anche la modifica a orecchio di questi accordi. Concentrati sulla tipologia di suono che hanno. Noterai che la settima che nasce sul primo grado (Do-Mi-Sol-Si) è ovviamente diversa dalla settima che nasce sul secondo grado (Re-Fa-La-Do).

    Come utilizzare le settime

    Le settime possono essere naturali o artificiali e quindi possono necessitare o meno di preparazione. Preparare una settima significa creare una buona condizione prima di inserire l’accordo contenente la settima. Nella musica moderna questi problemi non ci sono, ma in questo tipo di scrittura bisogna fare molta attenzione.

    La prima settima che studiamo è la settima che nasce sul V grado della scala, ovvero la cosiddetta settima di dominante. Questa settima viene scritta in questo modo: V7.

    La settima di dominante dunque si può pensare in tre modi diversi:

    • Una sovrapposizione di 3 terze: 3°M + 3°m + 3°M
    • Un’aggiunta di una settima minore alla triade a partire dalla fondamentale.
    • L’aggiunta di una terza minore dalla triade a partire dalla quinta.

    Tutti e tre i modi di ragionare vanno bene allo stesso modo, anche se io personalmente preferisco l’ultimo.

    La settima di dominante è la prima settima che solitamente si studia, sia perché è la settima di prima specie (prima di sette), sia perché è una delle più semplici da realizzare poiché non ha bisogno di preparazione. Cosa significa? Significa che se vogliamo rendere più tensivo un accordo di V grado, basta aggiungergli la settima.

    Perché l’accordo di dominante non ha bisogno di preparazione?

    Prima di rispondere a questa domanda lecita, forse è meglio rispondere prima ad un’altra domanda: “perché preparare una settima e cosa significa?”

    Preparare una settima significa evitare di prendere quella settima per salto. Quest’esempio renderà tutto più chiaro.

    Nelle due battute abbiamo due esempi differenti. Nella prima battuta abbiamo l’inserimento della settima con preparazione. Infatti il “Fa” che è la settima dell’accordo di V grado non viene preso per salto ma è stato preparato nell’accordo precedente (IV grado).

    Nella seconda battuta, invece, la settima viene sì presa per grado congiunto (il soprano passa da un “Sol” a un “Fa”) ma non è stata preparata dall’accordo precedente. Per essere preparata, in pratica, al soprano dell’accordo precedente doveva esserci un “Fa”.

    Preparare una settima significa dunque far sentire la settima già dall’accordo precedente, tenendo conto che questa preparazione deve essere fatta sulla stessa voce in cui si presenterà poi la settima nell’accordo successivo.

    Entrambi gli esempi sopra sono corretti. Che avvenga o meno la preparazione non è importante per l’accordo di settima di dominante. Altri accordi di settima che studieremo che non avranno bisogno di preparazione saranno quelli di settima di sensibile e sensibile diminuita.

    Ora possiamo finalmente rispondere alla domanda di sopra, ovvero perché gli accordi di dominante non hanno bisogno di preparazione? La preparazione viene effettuata per facilitare l’intonazione della settima. La settima di dominante non è difficile da intonare perché, se ben ricordi, questa settima è contenuta tra i primi suoni della successione degli armonici naturali.

    I suoni 4-5-6-7 della successione degli armonici rappresentano proprio un accordo di settima di dominante: Do-Mi-Sol-Sib.

    Gli accordi di sensibile e quello di sensibile diminuita non hanno bisogno di preparazione poiché appartengono anche loro alla famiglia degli accordi di dominante ed entrambi sono inoltre componenti parziali di un unico accordo che è la nona di dominante (V9).

    Risoluzione delle settime

    Essendo accordi dissonanti – ti ricordo che fra il terzo grado e il settimo dell’accordo di settima di dominante vi è il famoso tritono – devono obbligatoriamente risolvere. Risolvere la tensione di un accordo significa andare in uno stato di distensione. Per realizzare una corretta risoluzione c’è bisogno di due cose:

    • La nota dissonante deve muoversi verso una consonanza. Il movimento avviene per grado congiunto discendente.
    • L’accordo deve portarsi sull’armonia a cui tende naturalmente.

    Nella lezione numero 5 avevamo visto quali erano i gradi principali e in che modo questi tendono a muoversi. Avevamo visto che le armonie di tonica tendevano a quelle di sottodominante e le armonie di sottodominante tendevano a quelle di tonica. Allo stesso modo funzionano le settime. Quelle costruite sui gradi del gruppo di tonica risolvono sui gradi del gruppo di sottodominante. Quelle costruite sui gradi del gruppo di sottodominante risolvono sulla tonica.

    La settima di dominante e la sua risoluzione

    Ѐ costruita sul V grado della scala (dominante) e risolve naturalmente in tonica:

    Tissoni, metodo elementare di armonia, pag.33

    Nella risoluzione, la settima scende per grado congiunto, la sensibile sale alla tonica.

    In casi estremi, è possibile triplicare la tonica piuttosto che raddoppiare tonica e mediante.

    Come hai visto dagli esempi, la settima può essere completa o incompleta. Si dice completa quando è formata da tutte e 4 le note, incompleta se invece ne manca una, meglio se la quinta.

    Quando arrivi in una cadenza, ricordati questi semplici suggerimenti:

    • utilizza la settima incompleta nella cadenza perfetta (V-I). Ti aiuterà ad avere un accordo di tonica completo;
    • utilizza la settima completa nella cadenza d’inganno (V-VI) ed evitata (V-modulazione);
    • non usare la settima nella cadenza imperfetta (V-I6)

    Esercizio

    L’esercizio è l’unico modo per verificare se siamo entrati in possesso dell’argomento o meno. Prova a svolgere questo basso già numerato. Di seguito potrai scaricare anche la soluzione dell’esercizio:

    Qui di seguito puoi scaricare la soluzione dell’esercizio. Parti col primo accordo in posizione melodica di ottava.

    Soluzione

    Clicca qui per scaricare la soluzione dell’esercizio.

     

    Pianosolo consiglia

    7 COMMENTI

    1. Bravissimo! Io che a 53 anni mi sono iscritto al conservatorio (dopo 40 anni che suonavo il clarinetto a livello amatoriale) li ho trovati davveso UTILISSIMI!
      Ma… sono finiti gli articoli o devi ancora aggiungerne altri?
      Intanto un Grazie con la G maiuscola di tutto cuore.
      Daniele B.

    2. Complimenti. Davvero tutto chiarissimo. Spero con tutto il cuore che continui con queste lezioni, così belle e facilmente comprensibili. Grazie.

    LASCIA UN COMMENTO

    Please enter your comment!
    Please enter your name here