Home Teoria Armonia Introduzione allo studio dell’armonia – 6 Rivolti delle Triadi

Introduzione allo studio dell’armonia – 6 Rivolti delle Triadi

10
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
accordi-rivolti
Introduzione allo studio dell’armonia – 6 Rivolti delle Triadi, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Come abbiamo già accennato, un accordo può presentarsi allo stato fondamentale o oppure in rivolto. Prendiamo in esame l’accordo di Do maggiore:

image001

Il primo accordo è detto in stato fondamentale. Si chiama anche accordo di terza e quinta perché se dalla fondamentale ci costruisco sopra un intervallo di terza e uno di quinta, ottengo l’accordo Do-Mi-Sol.

Il secondo accordo è detto in primo rivolto. Infatti, dall’accordo in stato fondamentale, il Do (che è il suono più basso dell’accordo) è stato spostato all’ottava superiore, non avendo più l’accordo Do-Mi-Sol, ma bensì Mi-Sol-Do. Si chiama anche accordo di terza e sesta perché se dal Mi ci costruisco sopra un intervallo di terza e uno di sesta, ottengo così l’accordo completo Mi-Sol-Do.

Il terzo accordo è detto accordo in secondo rivolto. Dall’accordo in primo rivolto, è stato effettuato un ulteriore cambiamento. Il primo rivolto era composto dalle note Mi-Sol-Do. Ora, si prende la nota più bassa e la si pone all’ottava superiore, ottenendo così Sol-Do-Mi. Si chiama anche accordo di quarta e sesta perché se dal Sol ci sovrappongo un intervallo di quarta e uno di sesta, ottengo l’accordo completo Sol-Do-Mi.

C’è una distinzione da fare. La triade composta da tre suoni e la triade composta complessivamente da quattro suoni ma uno di questi è raddoppiato. Per esempio: se io suono con la mano sinistra il Do e con la mano destra Do-Mi-Sol, ho come somma totale quattro suoni, ma stiamo parlando comunque di una triade e non di una quadriade. Bene, fatta questa premessa, analizziamo ora come funzionano i rivolti quando entra in gioco anche la sinistra (il basso).

image002

Nella figura di sopra abbiamo nella prima battuta tutti esempi di accordi in stato fondamentale. Nella seconda tutti in primo rivolto e nella terza tutti in secondo rivolto.

Probabilmente ti starai chiedendo: “Christian, prima hai detto che Mi-Sol-Do è un primo rivolto. Com’è allora che il secondo accordo della prima battuta ora mi dici che è in stato fondamentale?”

Risposta: perché ora c’è anche la sinistra e la sinistra è il basso, e il basso vince sempre. Se la sinistra è Do, qualsiasi siano le combinazioni dell’accordo di Do maggiore alla mano destra, l’accordo è sempre in stato fondamentale.

Lo stesso discorso vale se al basso c’è sempre la terza (seconda battuta) e stessa cosa se al basso invece c’è la quinta (terza battuta).

Chiaramente, a titolo di esempio abbiamo preso in considerazione l’accordo di Do maggiore, ma tutto ciò può essere trasposto per ogni altro tipo di accordo.

Arrivati a questo punto può essere utile fare un esercizio. Data una serie di accordi in qualsiasi stato, capire di che accordi si tratta e trovare il loro stato. Facciamo i primi due accordi insieme:

image003

Ecco qui quattro accordi. Partiamo da quello che troviamo nella prima battuta. Ci sono 3 modi per procedere. Li elenco in base a quello che secondo me è l’ordine dal più semplice al più complicato:

  1. Guarda la mano destra (Fa-La-Re). Mi rendo conto che le note non sono tutte equidistanti, quindi non si tratta di un accordo in stato fondamentale (perciò il Fa non è la fondamentale dell’accordo, perciò non si tratta di un accordo di Fa). Quindi giro le note dell’accordo affinché non mi diventino tutte equidistanti. Per esempio posso prendere il Re e portarlo all’ottava inferiore, ottenendo Re-Fa-La, accordo di Re minore. Bene, ora non ci resta che capire lo stato dell’accordo guardando il basso. Al basso non c’è il Re ma c’è il Fa, che nell’accordo Re-Fa-La è la terza. Essendoci la terza al basso l’accordo è in stato di primo rivolto.
  2. Individua i rapporti intervallari tra il basso e le altre componenti dell’accordo. Il raddoppio del basso o di una delle altre componenti è ininfluente sullo stato dell’accordo e quindi può essere trascurato. Se il rapporto intervallare è di terza e sesta siamo in presenza di un primo rivolto. Se il rapporto intervallare è di quarta e sesta siamo in presenza di un secondo rivolto.
  3. Il primo rivolto ha nel basso la terza dell’accordo: quindi è sufficiente scendere di una terza dal basso per individuare la fondamentale. Il secondo rivolto ha nel basso la quinta dell’accordo: è quindi sufficiente scendere una quinta dal basso per individuare la fondamentale.

Prendiamo in esame il secondo accordo. Al basso c’è un La, e alla destra un Re-Fa#-La. L’accordo alla mano destra è già in stato fondamentale, ovvero un accordo di Re maggiore. Alla sinistra però vi è un La che è la quinta dell’accordo. Quando vi è la quinta dell’accordo, quest’ultimo risulta in secondo rivolto. Quindi la soluzione per l’accordo della seconda battuta è: Re maggiore in secondo rivolto.

Bene, ora risolvi gli altri due accordi restanti. La soluzione la trovi poi cliccando sull’icona che trovi qui sotto:

image004

Abbiamo visto come “risolvere” questi semplici esercizi. Ora vediamo in gergo musicale come si scrive tutto questo. Per farlo, analizziamo assieme questo semplice passo tratta da una celebre sonatina di Clementi:

image005

Siamo in tonalità di Fa maggiore. Nella prima battuta, l’arpeggio Fa-La-Do ci fa chiaramente capire che siamo in presenza di un accordo di primo grado in stato fondamentale. Così anche nella seconda battuta. A battuta 3 abbiamo per i primi due tempi un accordo sempre di primo grado ma questa volta in secondo rivolto (Do-Fa-La) e per l’ultimo tempo della battuta un accordo di quinto. Alla quarta battuta si ritorna con un I grado. Nella battuta successiva abbiamo un accordo di IV grado in secondo rivolto (Fa-Sib-Re). Nella battuta 6 ritorna il primo grado, mentre nella battuta 7 si susseguono tre cambi veloci. Sul primo tempo ho messo un trattino, poiché interviene un accordo di settima rivoltato (argomento che non abbiamo ancora visto), sul secondo tempo abbiamo l’accordo di tonica in primo rivolto, sul terzo tempo l’accordo di tonica in stato fondamentale, e sull’ultima battuta della figura abbiamo per il primo tempo un accordo di tonica in secondo rivolto e per i restanti due tempi della battuta un accordo di V.

Da questo esempio possiamo trarre le seguenti conclusioni:

  • L’accordo in stato fondamentale non ha bisogno dei numeri arabi “5 3” poiché se affianco ad un grado non vi sono numeri, si dà per scontato che l’accordo sia in stato fondamentale.
  • L’accordo in primo rivolto avrebbe i numeri arabi “6 3”. Per semplificare viene messo solo il “6”.
  • L’accordo in secondo rivolto ha i numeri arabi “6 4”.

Esercitazione

Dato il seguente basso, segnare gradi e numeriche e infine sviluppare e collegare gli accordi.

image006

Questo basso è stato svolto nella videolezione che trovi sopra. Prova invece a svolgere questo semplice esercizio da solo partendo con una posizione melodica di ottava (Do al soprano):

secondo-esercizio

Soluzione:

image004

N.B. Ci sono diversi modi per interpretare un basso. Questa proposta nelle soluzioni è una possibilità.

Pianosolo consiglia

10 COMMENTI

  1. Christian ,
    grazie e complimenti per la chiarezza ! Ho purtroppo poco tempo per suonare e seguire lezioni di armonia.Però riesco a capirti anche perchè accanto al rigore logico riesci a introdurre gli argomenti in maniera semplice ! Complimenti di nuovo per l’efficacia delle tue lezioni !

  2. Ciao Christian, durante lo svolgimento dell’esercizio nel video mi è sorto un dubbio circa gli intervalli di ottava da te utilizzati a cavallo tra la terza e la quarta battuta, nelle quali armonizzi un VI grado e un IV in primo rivolto.
    Secondo la teoria, una coppia di voci non può procedere per intervallo di quinta o di ottava.
    Se però una coppia di voci creante un intervallo di ottava rimane fissa su tale intervallo in due armonizzazioni consecutive, viene considerato anch’esso un errore, oppure dato che effettivamente le voci non si spostano e rimangono ferme non viene considerato errato?

  3. Sono sicuro che Istituti musicali e Conservatori,farebbero a botte pur di avere,un ottimo insegnante di teoria ed armonia,quale sei, tra i loro docenti!!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here