Home Teoria Armonia Introduzione allo studio dell’armonia – 5. Gradi principali e Sincope armonica

Introduzione allo studio dell’armonia – 5. Gradi principali e Sincope armonica

6
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI

Lo studio dell’armonia è finalizzato a capire i rapporti che hanno i vari gradi di una scala all’interno di una tonalità.

Per studiare questo si prenda come esempio una qualsiasi scala maggiore, che noi sappiamo essere composta da una successione di 2 toni, 1 semitono, 3 toni e 1 semitono.

Nell’articolo di oggi però vorrei esaminare questa scala da una differente prospettiva. Ovvero immaginare che questa sia la sovrapposizione di due tetracordi (insieme di quattro suoni scritti per grado congiunto).

image002

Se ci facciamo caso, notiamo che questi due tetracordi sono identici, dato che entrambi sono formati da una successione di 2 toni e un semitono. Se poi notiamo i gradi che stanno all’inizio e alla fine di questi due tetracordi otteniamo: I, IV, V, VIII. L’VIII grado ovviamente altro non è che la ripetizione del primo grado trasposto all’ottava superiore. Possiamo quindi escludere l’VIII grado e rimanere solamente con I-IV-V. Questi tre gradi sono definiti i gradi più importanti della scala, anche perché gli accordi costruiti su questa scala vanno a toccare tutte le note della scala:

  • I = Do + Mi + Sol
  • IV = Fa + La + Do
  • V = Sol + Si + Re

La successione delle triadi del I, IV e V grado permette così di definire in modo inequivocabile la tonalità del brano e per questo motivo questi stessi accordi servono per concludere in modo adeguato ogni composizione tonale (vedi le cadenze).

Ovviamente questi tre gradi, che sono i più importanti della scala, hanno delle differenti caratteristiche.

Se per esempio prendiamo in esame qualsiasi composizione tonale (dunque anche di Bach, Mozart, Beethoven e così via) noteremo che l’accordo finale del brano, a parte rare eccezioni, è sempre quello di tonica.

L’accordo di I grado ha un carattere di riposo. Meglio di qualsiasi altro accordo è in grado di risolvere le tensioni create nel corso della composizione. L’accordo di primo grado è detto accordo di tonica perché è anche quello che dà il nome alla tonalità. Se l’accordo di tonica è un Do maggiore, la tonalità del brano sarà Do maggiore e viceversa.

L’accordo di V grado ha un carattere di tensione. Per questo motivo è molto importante. Le due sensazioni principali in musica sono il carattere tensivo e quello distensivo. Questo accordo, pieno di tensione, spinge naturalmente a risolvere il proprio stato irrequieto verso la tonica. Ricordiamoci che, dalla lezione precedente, l’accordo di V grado contiene la sensibile che se è posta in parti esterne deve sempre risolvere alla tonica (ovvero salire di un semitono).

La successione di questi due accordi appena visti (V-I) è la concatenazione più forte per concludere qualsiasi tipo di brano.

Beethoven era un vero amante di questa cadenza e la maggior parte dei suoi brani concludono con una ripetizione di questi due gradi. A sottolineare quanto scritto, voglio condividere con te questo video esilarante. Si tratta di una parodia di Beethoven e guarda come il pianista, Dudley Moore, dal minuto 3.10, enfatizza questo aspetto delle composizioni del compositore sordo:

L’accordo di IV grado ha un carattere di moto. Non è assimilabile né al primo grado né al quinto. Non ha dunque né un carattere conclusivo né uno di tensione. Possiamo dire che sta nel mezzo fra questi due.

Dunque la successione di accordi più forte per una chiusura di un qualsiasi brano tonale è data dalla cadenza composta di IV-V-I. Questa successione di accordi non solo ci permette di identificare in modo inequivocabile la tonalità del brano ma prepara, porta ad un livello di tensione massima e infine risolve. Andiamo ad osservare nella pratica quanto detto. Prendiamo per esempio l’inizio del Minuetto in Fa maggiore, K 2 di Mozart:

image003

 

Sonata Op.40 n.2 di Beethoven in Sol maggiore:

image005

Gli esempi potrebbero essere infiniti.

Gradi Secondari

Ci sono poi anche altri gradi fortunatamente e sono tutti quelli che non abbiamo preso in esame fino ad adesso. Anche questi gradi hanno la loro importanza e la loro funzione all’interno di una tonalità.

Il lavoro che dobbiamo fare ora consiste nel trovare le affinità fra i tre gradi studiati e quelli che abbiamo tralasciato (II, III, IV, e VII). Sarà come cercare i tratti in comune fra due individui (stesso taglio degli occhi, stessi zigomi ecc..). Per esempio, la presenza di due note in comune sue tre fa sì che i due accordi fra di loro siano simili.

  • L’accordo di I Grado → ha due suoni in comune con l’accordo di III e VI grado
  • L’accordo di IV Grado → ha due suoni in comune con l’accordo di II e VI grado.
  • L’accordo di V grado → ha due suoni in comune con l’accordo di III e VII grado.

Le note in comune fra due accordi non è l’unico fattore da tenere in considerazione ma dobbiamo interpellare anche il nostro orecchio e chiederci se gli altri accordi (II, III, VI, VII) che carattere hanno (riposo, tensione, moto).

A seguito di questa verifica otteniamo che:

  • Gruppo armonico di tonica: I, VI
  • Gruppo armonico di sottodominante: IV, II
  • Gruppo armonico di dominante: V e VII

Come puoi notare, è rimasto escluso il III grado poiché ha delle caratteristiche “modali” e non rientra in nessuno dei seguenti gruppi. Andiamo a verificare. Abbiamo detto che il III grado ha due note in comune con il I e con il VII grado.

Non assomiglia al I grado perché l’accordo sul III grado contiene la sensibile, nota instabile per natura, mentre il primo grado ha un carattere di chiusura e riposo.

Non assomiglia neanche al VII grado perché l’accordo sul III grado tende a risolvere sul IV grado mentre quello sul VII tende a risolvere sul I.

image007

Secondo questo semplice schema è possibile capire quali sono le successioni di gradi che è possibile utilizzare all’interno di una composizione ma soprattutto quali sono vietate:

  • V-II
  • VII-IV
  • VII-II

Infine ci sono anche collegamenti che pur risultando corretti non vengono quasi mai utilizzati nella pratica compositiva:

  • II-I
  • VI-V
  • VII-VI
  • VI-VII

Sincope Armonica

Tra gli errori da evitare nei vari collegamenti fra gli accordi c’è quello della sincope armonica. Tale errore si ha tutte le volte che si utilizza la stessa funzione tonale a cavallo di battuta. Per esempio:

image008

Come vedi nell’esempio sopra, siamo in tonalità di Do maggiore, e in entrambi i casi sono stati utilizzati gli stessi gruppi armonici a cavallo di battuta.

  • Battute 1-2 → Gruppo di Sottodominante;
  • Battute 3-4 → Gruppo di Dominante.

 

Pianosolo consiglia

6 COMMENTI

  1. Nel commento di questa mattina delle ore 9.44 ho sbagliato nell’indicare che il RE fa parte del V grado, intendevo il SOL che e’ il grado che va a risoluzione. Grazie ancora.
    Michele

  2. Buongiorno Cristian, vorrei chiedere gentilmente un delucidazione a proposito della Tonica.
    Tu ci dici che la tonica corrisponde al I grado che ha un carattere di riposo, per poi passare al IV grado poi al V per poi tornare al I grado, quindi una chiusura di gradimento.
    Ma quando la tonalita’ non è DO ma altra nota es. RE che appartiene al V grado ( DI TENSIONE)
    come faccio a chiudere il cerchio con una nota di tensione e non di riposo, visto che nella maggior parte dei casi,gli spartiti chiudono con la prima nota?
    Sperando di essere stato abbastanza chiaro, ti ringrazio con un cordiale saluto.
    Michele

      • Buongiorno Cristian,
        tu parli che la successione di accordi più forte per chiudere un brano tonale è data dai gradi IV-V-I- ( preparazione-tensione-riposo) e ci dici anche che generalmente un brano musicale fatte eccezioni inizia e chiude con la stessa tonalita’ iniziale.
        Allora la domanda: Puo’ chiudere un brano musicale con un accordo di tensione se all’inizio troviamo una tonalita’ di tensione? Da quanto appreso finora rimarrebbe in sospeso.
        Sperando di essere stato più chiaro che in precedenza ( sono un principiante) ringrazio e saluto cordialmente.

  3. Cristian buongiorno, forrei far notare sperando di non sbagliare che nell’esempio della Sincope Armonica nella 4 battuta del settimo grado le note dovrebbero essere SI-RE-FA e non RE-FA-LA.
    Grazie ancora,Michele.

LASCIA UN COMMENTO