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Il pianista. Perché l’amatore è così prezioso per il mondo della musica

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Il pianoforte gode di una grande fortuna in tutto il mondo. A giudicare dai continui segnali che la rete ci invia e che evidenziano un crescente numero di appassionati che suona questo strumento senza che la musica rappresenti la propria attività professionale o anche, talvolta, senza alcuna formazione accademica, se sommiamo questi numeri a quelli degli studenti delle scuole musicali e dei Conservatori e ancora a quelli dei musicisti professionisti ci rendiamo conto che il popolo dei pianisti è davvero molto ampio.

Spesso purtroppo c’è una reciproca diffidenza tra chi intraprende un percorso di studi istituzionale e chi invece lo fa privatamente o addirittura in solitudine contando solo sulle proprie risorse, tra chi suona per professione e chi invece ambisce semplicemente a suonare per sé o per gli amici a puro scopo ludico o per piacere personale.

Sarebbe facile abbattere questo reciproco rifiuto se solo ci si decidesse ad adottare un sistema formativo che partendo dall’infanzia portasse la musica nella vita di tutti così come la matematica o la letteratura, perché lo studio della musica diventerebbe in maniera naturale patrimonio collettivo e la scelta di raffinare questa formazione, di eleggere la disciplina a mestiere e ad arte sarebbe una scelta personale fatta da un punto di partenza comune. Se in ogni casa ci fosse un pianoforte così come ci sono una tv o un computer probabilmente la musica diventerebbe qualcosa di familiare a tutti.

Ma mettiamo da parte l’utopia di un mondo ideale e concentriamoci su quanto prima segnalato: la reciproca diffidenza tra mondo accademico e mondo degli amatori.

Ci sono alcuni elementi su cui riflettere che a mio parere supportano una teoria della necessità dell’esistenza dell’amatore nel mondo musicale e della sua indispensabilità addirittura per la sopravvivenza del mondo professionale ed accademico.

Proviamo a fare un sommario identikit dell’amatore. L’amatore ama profondamente la musica, è affascinato dai grandi interpreti, sogna di poter suonare il repertorio classico o di avvicinarsi alla comprensione dell’armonia per arrangiare e accompagnare temi della musica pop, di emulare i grandi pianisti jazz del passato e del presente. E’ un amore profondo e viscerale che è tanto più autentico quanto più disinteressato, laddove con questo aggettivo intendo che non ha interessi personali in conflitto, né economici, dato che non implica guadagni necessari alla sussistenza, né di pura ambizione o competitività con eventuali colleghi, non presuppone recondite velleità di calcare i palcoscenici musicali del mondo né di registrare successi internazionali in studio. L’amatore suona perché ama suonare e guarda con profonda ammirazione a chi sa farlo a livelli altissimi.

Questo amore puro d’altro canto produce effetti benefici sul mondo della musica di alto livello.

Perché è dunque preziosa e indispensabile questa figura? Perché il pianista fai da te è un consumatore di musica abituale e dunque acquista musica, acquista strumenti musicali, va ai concerti, rappresenta il pubblico delle sale da concerto, è colui che questo mondo lo tiene vivo, evitando un’asfittica chiusura dell’accademia in serrate stanze della musica. Questo consumo non ha evidentemente un positivo risvolto solo sul fronte economico, piuttosto riveste particolare importanza a livello sociale. Non è migliore indirizzare spontaneamente una qualunque spesa a un oggetto artistico? Probabilmente questo è uno dei migliori investimenti del proprio tempo che si possano fare. Non è forse prezioso e utile il tempo trascorso ad ascoltare musica o ancor di più quello investito nella formazione musicale a qualunque livello?

Non è un caso se in questi ultimi anni le iniziative dedicate ai pianisti amatoriali si sono moltiplicate, veri e propri concorsi in cui spesso la motivazione è mettere alla prova se stessi, valutare le proprie abilità di fronte a una giuria di professionisti. Un incontro tra due mondi che sempre più spesso porta alla luce degli ottimi pianisti che nella vita fanno altro ma che hanno saputo coltivare e far crescere la propria passione nel tempo fino a raggiungere risultati artistici importanti.

A proposito di studio, per cominciare da 0 un veloce sguardo su Pianosolo Maestro.

 

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