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Il pedale del forte o di risonanza – Lo conosci davvero?

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Il pedale di risonanza detto anche “del forte” è il pedale destro, il più usato tra i pedali del pianoforte e anche il primo che forse hai imparato a usare. Si definisce pedale di risonanza perché permette ai suoni che vengono sollecitati durante la sua pressione di suonare più a lungo, ma anche pedale “del forte” perché produce un’accumulazione sonora soprattutto quando dò vita a  più suoni contemporaneamente.

Il pedale deve essere toccato con il piede all’altezza dell’articolazione ed è molto importante che il tallone sia sempre appoggiato per terra. La pianta del piede deve essere sempre aderente al pedale per accompagnarlo nella discesa e nella risalita evitando quei rumori che potrebbero essere creati dalla meccanica del pedale. Occorre evitare di abbassare troppo bruscamente il pedale, cosa che produce un suono meccanico anche a livello di cordiera, e allo stesso modo evitare di rilasciarlo troppo bruscamente.

Cosa accade dentro al pianoforte quando usi il pedale?

Quando attiviamo il meccanismo del pedale destro gli smorzatori si alzano permettendo alle corde di vibrare più a lungo. Se quando suono una nota pigiando un tasto gli smorzatori sono sollevati il martelletto andrà a colpire la corda che dunque risuonerà più a lungo. Questa corda vibrerà finché il pedale non verrà rilasciato.

Nella parte alta del pianoforte non sono presenti gli smorzatori poiché le corde in questa sezione sono molto più corte delle altre e questo crea una vibrazione di durata inferiore.

Quando e perché usare il pedale di risonanza

L’uso del pedale è regolato e condizionato da diversi fattori. In generale questo pedale viene usato per dare un colore più rotondo, ma può essere utilizzato anche per suonare il legato che talvolta può essere molto difficile da realizzare con le sole dita.

Difficile è anche esaurire questa spiegazione in poco spazio. Come dicevo sono molti i fattori che determinano l’uso del pedale di risonanza, che sempre deve essere preceduto da un’analisi del brano, dalla conoscenza della scrittura del compositore. Altri fattori che incidono sono il gusto e l’estetica dell’insegnante, lo strumento che si sta suonando e anche l’acustica del luogo in cui suoniamo.

In alcuni brani il pedale potrà essere tenuto a lungo, anche per la durata di un’intera battuta, e altri in cui invece si potrà sollevare a metà della frase per ottenere una sonorità più dolce e più leggera, ancora brani in cui il pedale si userà su un solo accordo per creare un effetto di maggiore profondità di suono e brani in cui il pedale su qualche accordo finale andrà a creare un suono più rotondo.

L’importante è sempre studiare l’uso del pedale, progettarlo e programmarlo tenendo conto della richiesta dell’autore, dove questa sia esplicita, o dei consigli del tuo insegnante, ma anche dell’acustica del luogo in cui stiamo suonando. Su questo ultimo punto faccio l’esempio delle chiese, dove l’acustica è sempre generosa e dove appunto per questo l’uso del pedale potrà essere più moderato, non solo quantitativamente, ma anche dosando la pressione del piede.

Se hai domande commenta questo articolo. Per lezioni di approfondimento: maestro.pianosolo.it

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