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Il cielo è pieno di stelle: l’omaggio a Pino Daniele del tandem Bosso e Mazzariello

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C’è una musica che magicamente sembra appartenere a tutti. Diventa tua alla prima nota perché dentro ci ritrovi quello di cui senti di avere bisogno nel preciso istante in cui la ascolti. Gioia, malinconia, leggerezza, pensosa nostalgia, un sorriso e una lacrima e ancora molto altro, molto di diverso. Ed è questa la musica che non ha recinti, che non ha confini spaziali e temporali, che non passa, che resta, che si posa nel cuore della gente. La musica che parla alla gente e della gente. È quella di Pino Daniele, anzi Pino e basta. Pino era napoletano, di quella Napoli autentica, sincera, o, come si dice, verace, quella Napoli che distingui per la sua specifica ed inconfondibile essenza. Pino era napoletano e piaceva a tutti, ma la sua napoletanità aveva travalicato il territorio di origine. Pino era di tutti, perché la sua musica parlava di qualcosa che ci appartiene. Non c’è linguaggio musicale che Pino non abbia toccato. E la sua è una musica che ovunque si posi mantiene integra la sua bellezza. A ricreare quella magia oggi è il duo formato dal trombettista Fabrizio Bosso con il pianista Juan Oliver Mazzariello in una registrazione intitolata Il cielo è pieno di stelle pubblicata pochi giorni fa dalla Warner Music.

Ognuno si appropria della bellezza in un modo tutto suo, ognuno la legge, la interpreta e la vive assecondando il proprio sentire e ogni volta che questo gesto è sincero si compie il miracolo della ri-creazione, o meglio della moltiplicazione di questa bellezza.

E questo è quanto fa il tandem Bosso-Mazzariello. La musica e la poetica di Pino Daniele – afferma Fabrizio Bosso – hanno influenzato generazioni di musicisti, me compreso. Nelle sue melodie non c’è mai una nota fuori posto e non c’è solo il blues, il rock o il funky ma anche tantissimo jazz. Tutti abbiamo cantato Pino Daniele nella nostra vita.
Anche nella vita di Julian, che condivide con Fabrizio un’amicizia e un sodalizio artistico ventennale, la musica di Pino Daniele ha segnato un momento importante: Ero appena arrivato in Italia dall’Inghilterra, con la mia famiglia, a Cava de’ Tirreni, e ho sentito da casa mia la città che cantava. Era il concerto di Pino Daniele allo stadio, quello del ’95 con Pat Metheny.

Più che una mera rilettura, Il cielo è pieno di stelle è un’operazione artistica di espansione delle infinite qualità e possibilità musicali che i pezzi di Pino Daniele contengono. All’interno dei singoli brani Bosso e Mazzariello innestano nuovi spunti melodici, ritmici e armonici e la musica del cantautore napoletano è pronto ad accoglierli e a farli fiorire. Non a caso Pino era “nero a metà” e ben si attaglia alla sua poetica quel jazz che il duo pratica con fluente e spontaneo eloquio. Un’operazione tanto più meritevole quanto più si consideri che la privazione dei testi, mattoni essenziali nella complessa carchitettura musicale delle canzoni di Pino Daniele, non si fa sentire. Quelle parole, che sono state di denuncia, d’amore, di ribellione, di tristezza, le immaginiamo, le cantiamo tacitamente mentre la tromba di Fabrizio Bosso e il pianoforte di Juan Oliver Mazzariello compiono traiettorie armonico-melodiche estremamente raffinate.

La tracklist de Il cielo è pieno di stelle contiene alcuni brani iconici della produzione del cantautore partenopeo come Je so’ pazzo, A me me piace o’ blues, Sicily, il brano composto con Chick Corea, pezzi che facilmente vestono l’abito del jazz-blues caro a Pino Daniele e magnificamente praticato da Bosso e Mazzariello. Ma ci sono anche pezzi come Quando, Anima, Napul’è, Se mi vuoi o Anna verrà, dove la poesia della musica di Pino raggiunge vette elevate grazie al perfetto rapporto dialogico tra la tromba di Bosso e il pianoforte di Mazzariello che non cessano di creare incastri, passaggi di testimone, alternanze timbriche strumentali, creando quella bellezza che ci rende spettatori silenti ed estatici.

Chiude l’album una emozionante versione live di Se mi vuoi, eseguita nell’ambito di una rassegna musicale Museo MAXXI di Roma curata da Ernesto Assante. Ed è al giornalista, scomparso di recente, che è dedicato Il cielo è pieno di stelle: “Dedichiamo questo album a Ernesto Assante, grande giornalista ma soprattutto uomo gentile e appassionato, che considerava la musica una condizione indispensabile per vivere. Abbiamo condiviso con Ernesto la prima esecuzione di questo tributo in una serata magica e sentiamo che questo album in qualche modo gli appartiene. Avremmo tanto voluto darglielo di persona, dicendogli ancora una volta grazie. “

Il cielo è pieno di stelle è un album magnifico, un sincero e sentito tributo d’amore a un artista che sa parlare a tutti noi. E allora non ci resta che sederci a guardare il mare, quel mare che Pino tanto amava, e ascoltare in silenzio mentre il cielo si riempie di stelle.

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