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Haydn e Beethoven. Lo Zenit e il Nadir del classicismo

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Il Maestro Vincenzo Balzani torna a parlarci di Ludwig van Beethoven, questa volta in particolare del rapporto del genio di Bonn con Franz Joseph Haydn. Haydn fu infatti maestro di Beethoven. Il loro incontro avvenne a Bonn nel 1792. Beethoven in quell’occasione ebbe modo di sottoporre uno dei suoi lavori ad Haydn che ne rimase talmente colpito da accettare di dargli lezioni a Vienna.

Beethoven era già stato a Vienna nel 1887, dove aveva avuto anche un fugace incontro con Mozart, ma aveva dovuto precipitosamente lasciare la città a causa della malattia della madre.

Haydn all’epoca era il più importante rappresentante vivente del classicismo e quindi della tradizione compositiva. Nel 1790 aveva raggiunto il culmine della sua carriera. Beethoven, fortemente sensibile ai fenomeni culturali a lui contemporanei, aveva una personalità molto diversa da quella di Haydn. I due compositori furono in un certo senso come lo Zenit e il Nadir del classicismo, ma una cosa li accomunava entrambi: l’amore per la forma sonata.

Haydn dunque insegnò a Beethoven i segreti della forma sonata. Dotato di grande fantasia costruttiva, Haydn non era paziente nell’insegnamento del contrappunto a Beethoven, tanto da indurre l’irrequieto giovane a prendere in segreto lezioni private di contrappunto da Johann Schenk. Haydn lo venne presto a sapere e questo rappresentò il primo momento di rottura con Beethoven. Il secondo si verificò quando Beethoven fece credere ad Haydn di essere senza soldi, di essersi recato a Vienna con soli 100 ducati ricevuti dal principe elettore. La cosa aveva indotto Haydn a prestargli 500 fiorini e a scrivere al principe elettore di Vienna Max Franz proprio riguardo alle finanze di Beethoven. La risposta dell’elettore fu terribile per Haydn, giacché smentiva quanto asserito da Beethoven, chiarendo che il giovane aveva ricevuto molto di più e mettendo in dubbio i benefici della sua formazione musicale a Vienna. I rapporti tra Haydn e Beethoven furono a quel punto gravemente corrotti.

Gli insegnamenti di Haydn, tuttavia, furono fondamentali per Beethoven e questo si percepisce nitidamente nella sua scrittura. Beethoven dedicò le tre Sonate dell’op. 2 al suo Maestro.

Nel video, dopo l’avvincente narrazione del Maestro Balzani, ascoltiamo proprio la Sonata per pianoforte n. 2 in la maggiore, op. 2 n. 2 di Ludwig van Beethoven nell’esecuzione di Danilo Mascetti.

Danilo Mascetti ha studiato con Vincenzo Balzani, Natalia Trull, Vsevolod Dvorkin, Vanessa Latarche e Gordon Fergus – Thompson. Membro della della Lake Como International Piano Academy, e Carne Trust Junior Fellow ’19/’20 presso il Royal College of Music di Londra, ha vinto prestigiosi premi in concorsi internazionali e svolge attività concertistica.

Buona visione!

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