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Greg Burk, The Detroit Songbook (2018, SteepleChase Production ApS)

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Greg Burk, The Detroit Songbook (2018, SteepleChase Production ApS), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Greg Burk, The Detroit Songbook (2018, SteepleChase Production ApS)

 

The Detroit Songbook” nasce dalla fertile attitudine compositiva del pianista Greg Burk che ce ne narra la genesi nelle note di copertina del cd pubblicato per la SteepleChase e che lo vede in trio con Matteo Bortone al contrabbasso e John B. Arnold alla batteria.

Al centro una città, Detroit appunto, e un preciso istante di vita, quello degli anni della formazione musicale che Greg Burk trascorre proprio nella cittadina del Michigan. Il racconto di Burk ci porta nel cuore della vita di un giovane jazzista che condivide con molti compagni il percorso di ricerca musicale, lo studio, l’esperienza, l’amicizia, l’avventura di una vita in jazz e questa atmosfera che è un misto di curiosità, speranza, gioiosa scoperta pervade tutti e nove i brani che l’artista firma per questa registrazione.

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Quello che ascoltiamo è inequivocabilmente jazz, per quanto la parola sfugga a definizioni certe, con uno swing pronunciato con chiarezza e un fraseggio dalla inconfondibile pronuncia che si riconosce al primo ascolto ad esempio in “Jangle”, la scoppiettante traccia di apertura, ma anche nella successiva “The Child Returns” o in “Cass Palmer” e in “Belle Isle Breeze”. Non manca il blues, che sottende a molte delle tracce del disco, ma si palesa limpidamente in “When Autumn Leaves”.

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Il trio intreccia una rete relazionale che è di profonda intesa, passandosi reciprocamente la mano negli assoli individuali con generosità e un timing impeccabile all’interno del quale fioriscono inserti improvvisativi di grande creatività.

La ricerca di Burk si muove oltre che in ambito armonico anche nell’alveo della melodia, come quella che apre “Matins”, composizione che apre con linee ariose sostenute da una sezione ritmica all’insegna della discrezione e cresce fino a trasformarsi in purezza di suono che avvicina l’astrattismo, tra tradizione dunque e sperimentazione, una sorta di work in progress aperto a molteplici possibilità, per rientrare poi con naturalezza nel tema principale d’esordio.

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Differente il clima di “Woodward Stride”, in cui l’inventiva del trio crea movimenti imprevisti, di estrema libertà creativa, a ribadire quanto fondamentale è quel legame invisibile eppure profondo da cui nasce la musica in un trio.

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The Detroit Songbook” concentra nelle sue nove tracce la lezione dei grandi maestri del jazz che Burk ha assimilato nei suoi anni a Detroit e una propulsione creativa che punta alle evoluzioni contemporanee di questo proteiforme linguaggio, mai statico e sempre pronto a riservare piacevoli sorprese.

Tracklist: 1. Jangle, 2. The Child Returns; 3. When Autumn Leaves; 4. Cass And Palmer; 5. C And C Again; 6. Woodward Stride; 7. Matins; 8. Belle Isle Breeze; 9. Scene Unseen

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