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Puccini e Bizet nelle fantasie pianistiche di Roberto Piana interpretate da Antonio Pompa-Baldi

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Il linguaggio dell’opera ci regala da sempre forti emozioni. Attraverso melodie immortali chi di noi non si è immedesimato nelle vicende dei suoi protagonisti? Amore, passione, vendetta, paura, compassione, morte risiedono stabilmente nell’immaginario collettivo e rivivono ogni volta che assistiamo alle storie di personaggi divenuti cari a tutti grazie alla scrittura di compositori come Verdi, Donizetti, Bellini, Puccini, Bizet e molti altri. L’opera in fondo ci narra vicende di cui siamo spettatori ma il cui messaggio va oltre il tempo e le contingenze storiche trasformando così quelle storie, per uno straordinario processo di empatia reciproca, nella nostra stessa storia. Per questo l’opera è immortale. Travalicando i tecnicismi, il gusto, l’estetica, oggi amiamo i personaggi dell’opera esattamente così come erano amati quando sono stati creati e così saranno amati sempre.

E allora salutiamo con gioia questa registrazione per l’americana Steinway and Sons che propone proprio delle fantasie pianistiche su opere celebri.

A comporle è Roberto Piana e a eseguirle il pianista Antonio Pompa-Baldi. Opera Fantasies on a Steinway presenta infatti due lunghe fantasie su due delle opere più apprezzate dal grande pubblico: La bohème di Giacomo Puccini e la Carmen di Georges Bizet.

Il genere della fantasia per pianoforte e orchestra su temi d’opera era caro all’Ottocento e all’epoca si caratterizzava per una scrittura estremamente virtuosistica. Caduto in disgrazia nel secolo successivo, qui trova nuova vita nella scrittura pianistica di Roberto Piana e nel pianoforte di Antonio Pompa-Baldi accogliendo tutte le suggestioni della contemporaneità e dunque risulta fresco, originale, attuale, pur rispettando le idee musicali delle immortali opere di Puccini e Bizet.

“Con queste due opere – spiega Piana – è stata mia intenzione spingermi oltre il semplice esercizio manieristico e tentare di riattualizzare un genere. Sono stato mosso dalla convinzione che le fantasie costituiscano ancora un laboratorio di ricerca nel campo dell’elaborazione musicale. Così come sono anche persuaso dal fatto che la fantasia, intesa come figlia dell’improvvisazione, non conosca “periodi” ideali se non quello in cui si compie. La collaborazione con un pianista straordinario come Antonio Pompa-Baldi mi ha offerto l’opportunità di indagare le possibilità del pianoforte, andando ben oltre il mero virtuosismo tecnico”.

Il pianista Antonio Pompa-Baldi spiega nel dettaglio la genesi del lavoro discografico. “L’idea di un programma di Fantasie operistiche mi venne qualche anno fa, quando confessai all’amico e magnifico compositore Roberto Piana la mia passione per La Bohème, e la mancanza di una vera grande Fantasia o Parafrasi su quell’Opera. Per mia fortuna, Roberto rispose producendo un lavoro magistrale di amplissime proporzioni, che rispetta la drammaturgia dell’opera pucciniana e francamente restituisce all’ascolto tutto il pathos dell’originale, pur non avendo a disposizione l’orchestra e le voci. Roberto ha la grande capacità di utilizzare il pianoforte di volta in volta come orchestra sinfonica e cast di cantanti, pur restando la sua scrittura pienamente idiomatica per lo strumento. Inoltre, la sua creatività armonica e la sua inesauribile immaginazione danno ai tanti famosissimi temi una luce nuova, creando al contempo un tessuto connettivo che evita l’episodicità o la frammentarietà. Come (grande) regalo, in aggiunta alla Fantasia su La Bohème, mi sono visto recapitare a sorpresa anche una grande Fantasia sulla Carmen di Bizet. A differenza de La Bohème, esistono varie e bellissime parafrasi e fantasie sulla Carmen, ma devo dire che l’originalità di Roberto e la sua ispirazione hanno dato alla luce un vero capolavoro che tanto aggiunge alla letteratura pianistica. Tutto il materiale è trattato con reverenza e adesione allo spirito dell’opera, e non come trampolino di lancio per mostrare le abilità dell’interprete. Beninteso, l’opera si iscrive direttamente nella grande tradizione delle parafrasi virtuosistiche del XIX secolo, per cui indubbiamente molto è richiesto a chi voglia eseguirla. Entrambe le Fantasie mostrano il rispetto per le Opere originali, nonché quello per i modelli della tradizione nel genere, ma anche una spiccata modernità nel linguaggio armonico e una grande originalità nella scelta, nello sviluppo e nella combinazione dei vari temi”.

All’ascolto rileviamo come i caratteri della scrittura di Puccini e Bizet non siano rivoluzionati dalla scrittura pianistica, ma come piuttosto ne siano in qualche modo esaltati. Una narrazione continua e fluida in cui riconosciamo i temi più celebri delle due opere e che non ci fa rimpiangere la voce umana, piuttosto ci fa riflettere sulla forza espressiva, sulle potenzialità orchestrali del pianoforte, sull’estrema cantabilità di questi brani che Antonio Pompa-Baldi sa interpretare andando in profondità, addentrandosi nei meandri delle storie che raccontano e lasciandone emergere i molteplici significati.

 

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