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Fabrizio Bosso Quartet, State Of the Art (2017 Warner Music)

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Fabrizio Bosso Quartet, State Of the Art (2017 Warner Music), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Fabrizio Bosso Quartet, State Of the Art (2017 Warner Music)

Fabrizio Bosso_Ph Marco Benvenuti

Per conoscere veramente un artista occorre ascoltarlo dal vivo. La dimensione del live svela identità musicali reali, è il luogo in cui alle abilità acquisite e consolidate l’imprevisto dell’estemporaneità aggiunge valore e concede di esprimersi al massimo delle potenzialità.

La musica di “State Of the Art” nasce totalmente dal vivo, in occasione dei concerti che il quartetto di Fabrizio Bosso ha tenuto a Roma, Tokyo e Verona.

Insieme a Bosso in questa registrazione Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza, che sostituisce (in 8 delle 10 tracce dell’album) Luca Alemanno, storico contrabbassista del quartetto di Bosso, da qualche mese di stanza a Los Angeles presso il Monk Institute, e Nicola Angelucci alla batteria.

Quando ho deciso di mettere in piedi questo quartetto, non l’ho fatto pensando a un disco. Avevo piuttosto voglia di ascoltare la mia musica suonata da altri musicisti, con un’energia e un “colore” che fossero diversi, freschi. Questo è il suono del mio presente – afferma Fabrizio – e loro sono, oltre che degli amici, anche i musicisti che mi appagano di più sul palco perché capaci di tirare fuori il suono che ho in testa. Con loro, il mio grande lusso è che potrei permettermi di non suonare e la musica funzionerebbe ugualmente.”

In questa affermazione di Bosso è racchiusa una sapiente sintesi verbale di ciò che accade nelle 10 tracce dei due cd di “State Of The Art”. A parte “Misty” di Errol Garner, “The Nearness of You” di Hogy Carmichael, “There is no Greater Lover” di Isham Jones, “Pure Imagination” di Anthony Newley e “Goodness Gracious” di Julian Oliver Mazzariello, i brani sono tutti a firma del trombettista, ma la speciale dinamica del quartetto li rende espressione collettiva, proprietà comune sulla quale innestare le idee dei singoli elementi del gruppo e creare un linguaggio complessivo, un lessico identitario per la formazione.

Multiforme e poliedrico il mood di questa musica, versatile e fertile di idee nel lasciare spazio alla spinta creativa dei momenti di improvvisazione, sia quando insegue la inesausta bellezza di standard come “The Nearness of You” o “Misty”, sia quando realizza inediti spunti tematici, nella lirica narrazione delle ballad ma anche nei brani che favoriscono ritmi più concitati e armonie più ricercate.

Brillanti le parti solistiche equamente ripartite tra i membri del quartetto sulle quali la leadership di Bosso svolge azione di stimolo proprio a questa creatività, mai imponendosi come voce privilegiata, piuttosto stimolando un calibrato bilanciamento reciproco nell’alternanza.

Bilanciato anche il gioco costante tra echi della tradizione e istanze contemporanee che rende comunque il senso di una compatta omogeneità stilistica e che fa di “State Of The Art” un bell’album assolutamente e inequivocabilmente jazz.

Tracklist

CD1: 1. Pure Imagination (Anthony Newley); 2. Minor Mood (Fabrizio Bosso); 3. Rumba for Kampei (Fabrizio Bosso); 4. The Nearness of you (Hoagy Carmichael); 5. There is no Greater Love (Isham Jones)

CD2: 1. Black Spirit (Fabrizio Bosso); 2. Goodness Gracious (Julian Oliver Mazzariello); 3. Mapa (Fabrizio Bosso); 4. Misty (Errol Garner); 5. Dizzy’s Blues (Fabrizio Bosso)

 

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