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F. Chopin, Studio n.5 op.10

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F. Chopin, Studio n.5 op.10

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Il quinto Studio dell’Opera 10 è molto famoso nella sua definizione di “tasti neri”. Chopin infatti utilizza per la mano destra esclusivamente i tasti della tonalità di Sol bemolle limitati ai tasti neri. Le difficoltà sono soprattutto la velocità molto alta richiesta da Chopin e il carattere brillante specificato dal compositore. Ci sono molti contrasti di dinamica, a battute forti seguono immediatamente battute piano e soprattutto ha movimenti molto diversi, quello discendente su piccole rotazioni quello ascendente è affidato al pollice.

La prima battuta forte e la seconda piano e lo stesso tasto, il Solb, è azionato da dita molto diverse fra di loro: il terzo, il quarto, il secondo e ancora il quarto. Tutto questo, per essere eseguito molto veloce, come richiesto da Chopin, implica non solo una pressione, quindi una forza delle stesse dita attraverso un’articolazione molto ravvicinata, ma anche un leggerissimo movimento di rotazione. La parte ascendente di questa figurazione è invece affidata del tutto al pollice.

Tutto lo Studio è scritto in terzine, abbiamo però, a battuta 75, verso la fine, una figurazione che può essere risolta più agevolmente pensandola in quartine da un punto di vista dell’articolazione. Solo in questo modo si favorirà un’articolazione che parte dal quinto dito.

Molto difficili sono anche le battute che vanno da battuta 79 a battuta 83. Anche qui dovremo fare uno sforzo di riorganizzazione da un punto di vista ritmico e pensare il movimento su 3 terzine e non sulle quattro che prevede ogni singola battuta. In questo modo avremo un appoggio molto più lineare rispetto al passaggio che invece è particolarmente irregolare.

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