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Differenza tra Suonare e Studiare Pianoforte

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studiare e suonare il pianoforte

Suonare il pianoforte e studiare il pianoforte sono due cose diverse.

Se chiedi ad un professionista quante ore suona il pianoforte al giorno, probabilmente ti risponderà “Nemmeno una!”. Invece, se gli domandi “Quante ore studi pianoforte al giorno?”, probabilmente ti risponderà “Una, due, tre,.., dodici ore al giorno”.

Per suonare il pianoforte si intende l’atto di suonare un brano che già conosci o che stai imparando, oppure improvvisare. Studiare il pianoforte è un atto del tutto diverso: studiare un brano pianistico, infatti, non significa eseguire il brano da capo a fondo (perché questo vuol dire, appunto, suonare il pianoforte).

Frammentare un brano, eseguirlo più lentamente o più velocemente, ripetere una battuta, fare delle varianti, cercare di farlo tutto con uguaglianza, tentare di risolvere i passaggi difficili: tutto questo è studiare il pianoforte!

    La differenza fra l’amatore e il professionista sta proprio nella quantità di tempo che dedica allo studiare il pianoforte e al suonare il pianoforte.

    In definitiva, l’amatore suona tantissimo e studia pochissimo; il professionista, invece, studia tantissimo e suona pochissimo.

    Il professionista si concentra di più sullo studiare brani che già conosce o nuovi, per vari motivi: perché si sta preparando per un concerto, per un concorso o delle ammissioni oppure semplicemente per ampliare il proprio repertorio.

    Lo studio, quindi, prende il sopravvento sul suonare, a cui viene riservato solo poco tempo. Posso confermare dalla mia esperienza che più suoni un brano dall’inizio alla fine e più lo peggiori: se anche conosci quel brano perfettamente, man mano che procederai con le esecuzioni, le tue dita inizieranno a dimenticare a poco a poco i giusti intervalli, le giuste diteggiature e altro.

    L’unico modo per conoscerlo di nuovo perfettamente è proprio tramite lo studio.

    Ti sarà più semplice imparare meglio i brani, se comprenderai a fondo la differenza fra suonare il pianoforte e studiare il pianoforte.

    Imparare un brano significa studiare il brano e non eseguire il brano!

    Il professionista suona pochissimo ma studia tantissimo: per suddividere la propria seduta di studio entrano in gioco fattori come il tempo a disposizione, la velocità nell’imparare, gli obiettivi da raggiungere e i tempi per conseguirli e così via.

    Una nota pianista italiana mi ha confidato che preparandosi al Concorso Chopin, si era ritrovata in una situazione che aveva superato le sue aspettative: l’ammissione ad una fase successiva del concorso.

    Questo aveva significato per lei dover imparare e preparare in poco tempo dei brani difficilissimi. Era stupita di come fosse riuscita ad impararli, memorizzarli e a diventarne padrona.

    Probabilmente studiando per 10 ore al giorno sotto stress riesci a scoprire e a renderti conto di quali sono realmente le tue capacità.

    A volte anche il contesto e gli obiettivi che abbiamo condizionano il nostro modo di apprendere.

    In conclusione, prima si comprende la differenza fra suonare il pianoforte e studiare il pianoforte, meglio è!

    Riassumendo…

    Studiare il pianoforte significa eseguire un brano più lentamente, suonarlo dalla fine all’inizio, rifare o ciclare un passaggio, ripetere due volte la stessa battuta, spezzettare il brano e così via: è tutto ciò che è nel metodo di studio che abbiamo realizzato.

    Suonare il pianoforte, invece, significa eseguire brani vecchi o brani nuovi che abbiamo appena imparato.

    Ma se si vuole progredire, è consigliabile limitare questa azione del suonare il pianoforte.

    Ciò non toglie che si possa dedicare comunque mezz’ora o un’ora del proprio tempo per eseguire un brano o il proprio repertorio ma questa attività viene vista dal professionista come una perdita di tempo che si potrebbe impiegare, invece, per studiare e approfondire un brano nuovo.

    Pianosolo consiglia

    4 COMMENTI

      • Ciao Manuel,

        comporre non è un’operazione che prevede obbligatoriamente l’atto di dover suonare il pianoforte, per cui non è stato preso in considerazione ai fini dell’articolo/video.
        IL focus è stato posto sulla differenza fra “esecuzione” di un brano e “studio” di un brano. La composizione è tutt’altra cosa ancora.

    1. Ciao Christian,mi chiamo Salvatore condivido tutto quello che ai detto,non faccio attività
      concertistica ma mi sono diplomato in pianoforte nel 1996,nonostante faccio un’altro lavoro
      continuo per il poco tempo che ho a studiare lo stesso. Buona giornata.

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