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Denis Kozhukhin, Grieg – Mendelssohn (2019 Pentatone)

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Denis Kozhukhin, Grieg – Mendelssohn (2019 Pentatone), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Denis Kozhukhin, Grieg – Mendelssohn (2019 Pentatone)

Un repertorio dedicato alle piccole forme, intimo e delicato, quello scelto da Denis Kozhukhin per questa registrazione pubblicata da Pentatone. Il pianista russo, vincitore del Queen Elisabeth Competition 2010, mette insieme una selezione dai “Lieder ohne Worte” di Mendelssohn e dai “Lyric Pieces” di Grieg. Non deve trarre in inganno il carattere miniaturistico dei pezzi che potrebbe indurre l’ascoltatore a ritenerli di agile esecuzione, in realtà questi gioielli musicali richiedono una particolare cura nell’esecuzione affinché esprimano a pieno il mondo poetico in essi rappresentato.

La musica che Mendelssohn consegna alla sue “romanze senza parole” è una musica che racchiude lo spirito romantico con tutti i suoi caratteri: intime malinconie, ardenti passioni, attimi di intenso lirismo, abbandono, slanci eroici, una musica che appunto non necessita di appendici verbali tanto è vasta la gamma di sentimenti esplorati e narrati.

Altrettanto delicati ed intimi i “Pezzi lirici” di Grieg, che già dai titoli evocano paesaggi, atmosfere mutevoli e sempre incantate, con tono confidenziale e un’elevata ispirazione, mettendo in luce le qualità della scrittura pianistica di un compositore forse più noto per altra produzione.

Denis Kozhukhin in questa prova mostra grande creatività, donando nuova vita anche a quei pezzi che conosciamo bene per i ripetuti ascolti. Il suo pianismo è fine, sottilmente attento al carattere di ogni brano, artefice di un’illimitata palette timbrica atta a cogliere quel sentimento nascosto tra le righe della partitura. C’è uno studio profondo dietro questa resa sonora che risulta omogenea per tutte le ventisei tracce della registrazione e che lungi dall’annoiare offre all’ascolto una serie di “quadri” in cui fantasia ed estro poetico non vengono mai meno, anzi si cuciono addosso alle belle melodie di Mendelssohn e Grieg ciascuna con il suo peculiare mondo espressivo. Non si può non restare incantati.

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