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Corso preparatorio allo studio del pianoforte – 2. Rilassamento

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Benvenuti alla seconda lezione del nostro corso sul pianoforte. Oggi continuiamo a esplorare l’importante concetto dell’impostazione al pianoforte, focalizzandoci in particolare sul rilassamento, un aspetto cruciale per ogni buona esecuzione pianistica.

Una corretta postura al pianoforte è fondamentale. Consente movimenti fluidi, riduce le tensioni inutili e favorisce il risparmio di energia. Una postura scorretta, invece, può non solo compromettere l’esecuzione ma anche causare danni fisici. Infortuni pianistici spesso derivano da un’impostazione errata mantenuta per lunghi periodi. Ricordiamo che suonare il pianoforte deve essere un piacere, non un’esperienza negativa carica di fatica e dolore. È fondamentale ascoltare il proprio corpo e modificare la postura se si avvertono dolori alla schiena o agli avambracci.

Durante l’esecuzione, sono in gioco numerosi muscoli e movimenti, inclusi quelli statici (isometrici) e dinamici (isotonici). È importante alternare questi movimenti con periodi di distensione per evitare infortuni, specialmente in esercizi tecnici che richiedono posizioni prolungate delle mani. Gyorgy Sandor nel suo libro “Come suonare il Pianoforte” afferma che nessun muscolo dovrebbe rimanere in stato di estrema contrazione per troppo tempo, soprattutto quando la mano è aperta.

Vediamo ora alcuni errori posturali comuni da evitare per assicurare un perfetto rilassamento al pianoforte:

Spalle alzate: È un errore frequente che indica mancanza di rilassamento. Il ruolo dell’insegnante è cruciale nel rilevare e correggere queste tensioni.

Schiena curva: Suonando su uno sgabello senza schienale, è essenziale mantenere la schiena dritta, con particolare attenzione alla parte lombare, per prevenire dolori.

Unghie lunghe: Le unghie devono essere curate per non superare la punta del polpastrello, evitando così di compromettere il contatto con i tasti.

Per quanto riguarda la posizione della mano, Catherine Bros e Marc Papillon nel libro “La Main Du Pianiste Methode d’Education al posturale progressive” evidenziano che la mano deve essere tenuta in modo spontaneo, simile a come si posiziona naturalmente quando camminiamo. Questa posizione, che evita sia dita distese sia eccessivamente ricurve, riduce il dispendio di energia e le tensioni inutili.

La questione delle dita ricurve o distese è molto dibattuta nel mondo pianistico. Credo che, a seconda del brano e della situazione, sia necessario adattare la posizione delle dita. In alcuni casi, dita distese possono facilitare l’esecuzione su tasti neri, mentre in altri, dita ricurve possono essere più efficaci. Ogni pianista ha una mano diversa per grandezza e conformazione, quindi non esiste una posizione universale valida per tutti.

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