Home Teoria ABC Corso preparatorio allo studio del pianoforte – 11. Le dinamiche (Parte 2)

Corso preparatorio allo studio del pianoforte – 11. Le dinamiche (Parte 2)

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Benvenuto a questa nuova lezione del Corso introduttivo allo studio del Pianoforte. Oggi, proseguendo quanto discusso nell’articolo precedente, approfondiremo ulteriormente il tema delle dinamiche.

Le dinamiche – Le Abbreviazioni

Le dinamiche non si limitano semplicemente a passare bruscamente da un “p” (piano) a un “f” (forte). Esistono infatti segni che permettono di modulare il suono in modo graduale, sia nel suo intensificarsi che nel suo attenuarsi. Queste modulazioni sono indicate tramite abbreviazioni.

Le abbreviazioni sono sostanzialmente parole ridotte che indicano se è necessario incrementare progressivamente l’intensità (crescendo) o ridurla costantemente (diminuendo). Ad esempio, “cresc.” sta per crescendo, mentre “dim.” o “descresc.” indicano rispettivamente diminuendo o decrescendo. Questi termini in gerundio suggeriscono un’azione che si svolge gradualmente. Normalmente, un “cresc.” inizia da una dinamica più bassa e conduce verso una più alta.

esempio-dinamiche

Raramente si trova un crescendo che non conduca a una dinamica più forte. Lo stesso principio si applica ai diminuendo.

Le dinamiche – Le Forcelle

Un altro modo per indicare un crescendo o un diminuendo costanti nell’intensità sonora è rappresentato dalle forcelle. Questi segni musicali sono simili ai simboli di maggiore o minore, ma con linee più estese.

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La forcella in espansione rappresenta il crescendo, mentre quella in contrazione indica il diminuendo.

A differenza dei segni “cresc.” e “dim.” scritti, non è raro trovare forcelle che non portino a un segno dinamico specifico come “p”, “mf” o “ff”. Inoltre, è possibile incontrare due forcelle consecutive che indicano un diminuendo. Come interpretarle in questi casi?

diminuendo

F.A.Q.

Ma se volessi indicare un crescendo solo sulla parte più a destra e non sulla sinistra?

Generalmente, le indicazioni di dinamica sono inserite al centro dell’accollatura. Sta poi al pianista scoprire le sfumature sonore più adatte, anche tra le due mani, in coerenza con lo spartito e il proprio stile interpretativo.

Se in uno spartito trovo l’indicazione di “piano” e, dopo alcune battute, ritrovo nuovamente “piano”, quale è il suo scopo?

Questa pratica è tipica di Beethoven. Significa che inizialmente devi suonare piano. Successivamente, puoi concederti una certa libertà interpretativa per poi ritornare al piano originario. Questo ti dà la possibilità di giocare con le dinamiche secondo i tuoi gusti personali.

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