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Concetti di biomeccanica pianistica: Ottave spezzate Vol. 8

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Il quaderno di Liszt numero otto si apre con gli esercizi sulle rotazioni, ovvero su tutte quelle figurazioni che nella letteratura pianistica appaiono frequentemente.

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Il modo di fare queste figurazioni, può essere:

  • Con le dita
  • Con la rotazione dell’avambraccio, che significa che io avrò cura di:
    1. Tenere fissi il primo e il quinto dito
    2. Produrre moto grazie alla proprietà che l’avambraccio ha di ruotare attorno al proprio asse.

Devi fare molta attenzione a che il movimento delle dita non si mischi con il movimento della rotazione dell’avambraccio, per evitare di creare disfunzione al movimento. 

Infatti Liszt nei suoi esercizi suggerisce una scrittura che è finalizzata a tenere le dita fisse, come se volesse indicarci che tenendo, appunto, le dita fisse, possiamo avvalerci della rotazione propria dell’avambraccio.

Il ruolo dell’omero nelle ottave spezzate al pianoforte

Per manifestare bene la rotazione dell’avambraccio è opportuno avere cura dell’omero.

Innanzitutto, fare in modo che non intervenga nel movimento, per non creare inerzia a quest’ultimo.

Inoltre, dovrai prestare attenzione nel trovarti o sui tasti bianchi o sui tasti neri. Per esempio un’applicazione di questo meccanismo si rende evidente in alcuni studi di Chopin, in particolare nell’undicesimo dell’opera 25, o nel dodicesimo dell’opera 25, è un meccanismo che trova moltissime applicazioni.

  • È opportuno studiare questi esercizi con molta attenzione e molta pazienza, evitando le sonorità troppo brusche, suonando gli esercizi al pianoforte con leggerezza, badando al fatto che il movimento sia il più pulito possibile.

Liszt fa, nell’ottavo volume, scale in tutte le tonalità, adottando anche uno stratagemma straordinario, ovvero far partire spesso l’ottava da una nota superiore (normalmente le ottave sono nota bassa/nota alta, Liszt invece inverte l’ordine).

Si tratta di uno stratagemma molto particolare che ci costringe all’attenzione (aggiungo, inoltre che si avvale di un ennesimo stratagemma per costringerci a stare attenti ed è il modo in cui introduce la seconda nota).

L’ottavo quaderno continua con delle ottave alternate in tutte le tonalità. I movimenti da utilizzare sono sempre quelli già descritti.

Più ci avviciniamo alla fine di questi esercizi e più scopriamo che gli strumenti per affrontarli sono già stati ben analizzati. È un quaderno di transizione, in cui, tra un meccanismo di rotazione, Liszt propone formule già viste, quasi come se fosse un approfondimento di tutte le problematiche che via via si sono presentate.

Tutto questo ci porta al quaderno nono.

 

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